Regno Unito, il Bgc lancia ‘Back Our Betting Shops’: a rischio 16 mila posti di lavoro con la stretta fiscale

 La campagna dà voce a lavoratori e comunità e avverte sui rischi di un aumento del Machine Games Duty al 40 per cento.

Il Betting and Gaming Council, l’associazione che rappresenta il settore regolamentato britannico, ha lanciato “Back Our Betting Shops”, una campagna dedicata alle persone, ai posti di lavoro e alle comunità che ruotano attorno alle sale scommesse del Regno Unito. L’iniziativa vuole raccontare le storie di chi dipende da queste attività: dipendenti di lunga data, apprendisti, responsabili di negozio, clienti e partner locali. Le sale vengono presentate come punti di aggregazione nelle vie commerciali di tutta la Gran Bretagna.

Accanto al racconto delle testimonianze, la campagna ha anche un obiettivo dichiarato sul piano politico e fiscale. Il Bgc intende richiamare l’attenzione sulle conseguenze concrete che ulteriori inasprimenti della tassazione potrebbero avere su lavoratori, famiglie, piccole attività e territori. A supporto di questa posizione l’associazione cita una simulazione elaborata da Ey, secondo cui un aumento del Machine Games Duty, l’imposta sulle macchine da gioco, fino al 40 per cento metterebbe a rischio fino a 16 mila posti di lavoro, quasi 1.500 sale scommesse e fino a 34 casinò. L’effetto sui conti pubblici sarebbe inoltre opposto a quello sperato, con un saldo negativo per il Tesoro stimato in 124 milioni di sterline.

Secondo quanto riferito dall’associazione, nonostante le difficoltà del comparto le sale scommesse britanniche sostengono oggi oltre 36 mila posti di lavoro. Il Bgc ricorda poi il contributo dei punti vendita allo sport nazionale, a partire dall’ippica attraverso il Horserace Betting Levy, il prelievo previsto per legge a favore del settore, fino alle sponsorizzazioni e agli investimenti destinati allo sport professionistico e di base, comprese le società e i campionati di rugby league radicati nei territori.

Il lancio arriva dopo alcuni anni segnati da numerose chiusure. Stando ai dati diffusi dall’associazione, dal 2019 hanno cessato l’attività oltre 3 mila sale, con la perdita di più di 16 mila posti di lavoro. Con “Back Our Betting Shops” il Bgc punta a trasformare queste cifre in testimonianze dirette raccolte nei negozi, dando spazio a chi ci lavora e a chi li frequenta, in una fase in cui il dibattito sul futuro del gioco fisico britannico resta strettamente legato alle decisioni di politica fiscale.

Credi foto: bettingandgamingcouncil.com