Protezioni dei minori negli ambienti digitali, a Bruxelles le disposizioni anche su scommesse e giochi online

Il Portogallo trasmette a Bruxelles il suo progetto di legge che punta a tutelare i minori negli ambienti digitali, l’ambito di applicazione riguarda anche le scommesse e il gioco online.

 

Misure per la tutela dei minori (dai 13 ai 15 anni inclusi) negli ambienti digitali. Le stabilisce il progetto di legge del Portogallo, trasmesso alla Commissione europea per il consueto periodo trimestrale di stand still nel quale gli stati membri o la Commissione stessa potranno esprimere pareri e osservazioni. Il progetto di legge si applicherà a determinati fornitori che “offrono servizi con un impatto negativo sullo sviluppo fisico o mentale di questi minori”, come si legge nella notifica, e dunque, tra gli altri, a “piattaforme di social network, scommesse e giochi online”. Il regime si applicherà a questi fornitori quando renderanno disponibili servizi a minori residenti in Portogallo.

Sono esclusi dall’applicazione della proposta di legge, sempre restando nell’ambito del settore, “le applicazioni e i giochi online a carattere informativo o educativo specificamente progettati per i minori”.

La proposta di legge, si propone di innalzare l’età minima del consenso per i minori in materia di protezione dei dati e accesso a piattaforme e servizi. Sono previsti obblighi per i fornitori interessati, ovvero l’implementazione di meccanismi (con requisiti specifici) per la verifica dell’età e la configurazione tecnica predefinita sicura di piattaforme e servizi. Sono inoltre previsti divieti relativi alla prevenzione della dipendenza digitale, del digital grooming e della violenza contro i minori.

Inoltre, vengono designate le autorità competenti per la vigilanza e la sanzione delle violazioni degli obblighi previsti dalla proposta di legge.

Nel contesto attuale, secondo lo spirito del progetto di legge, è “fondamentale stabilire norme applicabili ai fornitori di servizi online per proteggere i bambini e i giovani, consentendo loro di navigare nel mondo digitale in modo libero e sicuro e fornendo loro gli strumenti per prendere decisioni consapevoli sulle proprie attività online, evitando comportamenti di dipendenza, massimizzando i benefici e minimizzando i rischi per il loro benessere mentale e sociale”.

La proposta di legge mira a colmare “una lacuna normativa che ha permesso alle piattaforme digitali (gestite da multinazionali la cui priorità non è stata la tutela dei propri utenti) di definire unilateralmente regole che incidono profondamente sullo sviluppo cognitivo ed emotivo dei minori, soprattutto quando la loro esposizione è precoce ed eccessiva” ed è “coerente con questo quadro di tutela che la legge stabilisca un’età minima chiara e adeguata per l’accesso dei minori agli ambienti digitali, uno spazio che oggi concentra rischi maggiori rispetto ad altri comportamenti tradizionalmente considerati tali”.

 

Foto di Daniela su Unsplash