Quirino Mancini, partner e director Wh Partner Italy, nel suo intervento all’Sbc Summit 2026 di Lisbona sottolinea che il riordino del gioco fisico non è ‘una questione di regolamentazione, quanto una questione di politica’.“La parte non risolta del puzzle — quella che riguarda la riorganizzazione della rete del gioco terrestre in Italia — non è tanto una questione di regolamentazione, quanto una questione di politica.” È quanto afferma Quirino Mancini, partner e director Wh Partner Italy nel corso del panel “Beyond the Reform: The New Italian Gaming Landscape”, in agenda oggi, mercoledì 30 settembre presso l’Sbc Summit 2026 di Lisbona.
Mancini evidenzia che “ovviamente ci sono stati molti tentativi di trovare un accordo su come riorganizzare la rete, ma basti dire che il primo riferimento in memoria esistente riguardo alla riorganizzazione della rete terrestre risale all’Accordo di Stabilità del 2016, ovvero 10 anni fa. Quindi siamo ancora lì. Ci sono stati alti e bassi, ma faticherei a immaginare che in un anno — quello che precede le elezioni, che non sappiamo ancora quando si terranno esattamente, ma molto probabilmente in un momento del prossimo anno — un qualsiasi governo, di qualsiasi colore, affronterebbe seriamente la riorganizzazione”.
“Questa, come tutti sappiamo, è una questione molto sensibile ed è il motivo per cui, a mio parere, siamo dove siamo. In termini di normative, non sarebbe così complicato, specialmente dopo così tanti round di consultazioni tra il governo centrale, le regioni e i comuni, tutti coinvolti nel processo. Perché le basi sono già state decise: il Governo centrale stabilisce il quadro generale, le regole generali, la dimensione della rete, i parametri di densità, gli orari di apertura e la distanza dai luoghi sensibili.”
“Le regioni dovrebbero poi fare l’attuazione territoriale e i comuni dovrebbero occuparsi dell’attuazione a livello locale. Quindi questo è lo schema, ed è abbastanza semplice. Ma ripeto, e questa è la mia considerazione finale, la questione rimane in termini politici, molto più che in termini organizzativi, logistici o normativi”, conclude Mancini.







