La società sostiene che si tratti di prodotti finanziari da affidare all’AFM e non di gioco da regolare con la Ksa.
Una società statunitense che gestisce una piattaforma di prediction market ha deciso di impugnare davanti a un giudice il divieto di operare nei Paesi Bassi. Lo stop era stato imposto a febbraio dalla Kansspelautoriteit (Ksa), l’autorità olandese del gioco, che aveva qualificato il sito come offerta di gioco priva della licenza necessaria e ne aveva ordinato la cessazione dell’attività sul territorio.
A rendere nota la linea difensiva è stato lo stesso operatore, che l’ha comunicata al quotidiano olandese Financieele Dagblad, ripreso da NL Times. Secondo la società, la piattaforma non avrebbe nulla a che vedere con il gioco: si tratterebbe di un prodotto finanziario, che dovrebbe quindi ricadere sotto la vigilanza dell’Afm, l’autorità olandese per i mercati finanziari, e non della Ksa.
Sulla piattaforma gli utenti scambiano contratti che pagano in base al verificarsi o meno di un determinato evento. L’operatore sostiene che il meccanismo somigli molto di più ai futures, con cui gli investitori speculano sull’andamento futuro dei prezzi, che a una scommessa. Una lettura contestata dai critici sentiti dal quotidiano, secondo i quali, se si volesse parlare di prodotto finanziario, si tratterebbe in realtà di opzioni binarie, già vietate nella maggior parte dei Paesi europei. In quel caso gli esiti possibili sono due e si vince un importo prestabilito oppure si perde l’intera puntata.
Il provvedimento della Ksa era stato accompagnato da una sanzione da 420 mila euro e dal blocco dell’accesso al sito statunitense da parte delle autorità olandesi. La piattaforma viene usata soprattutto per puntare sui mercati delle criptovalute e sull’attualità. Alla vigilia delle elezioni politiche di novembre dello scorso anno, gli utenti olandesi avrebbero puntato oltre 30 milioni di dollari sull’esito del voto per la Tweede Kamer, e la piattaforma raccoglie giocate anche sull’evoluzione dei conflitti internazionali. A maggio, sempre secondo il Financieele Dagblad, dopo il divieto gli utenti si sarebbero in gran parte spostati su altre piattaforme analoghe.
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