Tutto sui casinò, un tour tra le casse amministrative

L’analista di gaming Mauro Natta esamina il ruolo delle casse amministrative nei casinò anche alla luce delle vicende attuali.

 

di Mauro Natta

L’argomento “cassa amministrativa” nel contesto delle richieste economiche in occasione del rinnovo del contratto di lavoro al Casinò di Venezia mi ha ricordato quando, tanto tempo or sono, è stata forse istituita, per la prima volta a Saint Vincent.

Quale era e ritengo che lo sia tuttora il compito di questa cassa e prima ancora l’operatività limitata a determinate operazioni con i tavoli di contropartita, assolutamente non con i clienti e con gli changeur dello chemin de fer, non tratta contanti in alcun modo.

Non si potevano fare le aggiunte al tavolo in seguito di vincite allo scopo di rimpinguare la dotazione iniziale per averne il relativo riscontro in fase da rilevazione dl risultato senza interrompere, anche per poco, lo svolgimento della partita che non piace al giocatore vincente.

In altri termini si agevolava il lavoro della cassa di sala eliminando presso detta cassa le operazioni relative alla integrazione del tavolo, bene inteso non la cassetta dello changeur che poteva contenere contanti che trovavano la normale destinazione alla cassa di sala.

Con questa novità nella organizzazione del lavoro e, volendo, il controllo della produzione, tramite l’integrazione al termine delle roulette e dei rispettivi tavoli, la dotazione della cassa integrativa doveva, mi pare di rammentare essere integrata, per intenderci come si trattasse di un tavolo; operazione indispensabile per i riflessi su ricerche successive se del caso.

A prescindere dalle operazioni di verifica e controllo dei risultati di gioco (certamente la cagnotte non interveniva in quanto gioco di circolo e il risultato era una semplice addizione e nulla più) il saldo dei “gettoni a mani clienti” risultante dalla chiusura della cassa di sala forniva l’eventuale e fasulla movimentazione del cambio assegni, in specie nei fine settimana.

Allo steso tempo rappresentava un servizio alla clientela che poteva essere servita nel cambio molto più velocemente perché il giocatore non vede l’ora di giocare all’inizio e di andare a casa alla fine.
E’ agevole comprendere come così operando si poteva essere utili in tema di servizio alla clientela.

Ma non solo perché le integrazioni dei tavoli potevano avvenire con la dovuta calma e attenzione. Dal bordereaau della chiusura della cassa amministrativa si poteva ricavare, alla bisogna, un controllo con la documentazione depositata in cassa centrale.

Ecco una breve e incompleta dimostrazione dell’utile introduzione della cassa amministrativa così come la intendevo ai miei tempi. La mia esperienza, sia in quella tecnica che amministrativa con particolare riferimento al controllo sulla regolarità dl risultato, hanno contribuito in larga misura a che apprezzassi la cassa in parola; spero vivamente avvenga anche per chi legge dell’argomento, magari per la prima volta.

Certamente il percorso lavorativo svolto nella Casa da gioco e la particolarità delle mansioni affidatemi mi hanno consentito di scrivere in tema di controllo della produzione e di essere, spesso e volentieri, sull’argomento del quale nutro la più ampia convinzione di sicura utilità.

 

foto di Ben Lambert su Unsplash