Scontro in Consiglio Valle su nuovo Cda alla guida del casinò Saint Vincent, Fdl: ‘Rischio paralisi’

L’interpellanza del gruppo FdI sul passaggio da amministratore unico a un Consiglio di amministrazione alla guida del casinò di Saint Vincent accende il dibattito nel Consiglio Valle.Il passaggio da un amministratore unico a un Consiglio di amministrazione alla guida del Casinò di Saint Vincent ha acceso la discussione all’interno del Consiglio Valle che si è svolto oggi, giovedì 8 ottobre, presso il Palazzo dell’amministrazione regionale di Aosta. Al centro, dunque, l’interpellanza del Gruppo Fratelli d’Italia che a riguardo ha sollevato diverse perplessità, soprattutto sui rischi di paralisi operativa legati alla “sovrapposizione tra gestione amministrativa e amministrazione giudiziaria”.

A prendere la parola è stato il consigliere Massimo Lattanzi del gruppo Fratelli d’Italia che ha voluto sapere “quali siano le ragioni organizzative alla base del passaggio dall’Amministratore unico a un organo collegiale di tre componenti; se la relativa deliberazione sia stata adottata nel rispetto delle norme e trasmessa alla Corte dei conti e al Ministero dell’economia e delle finanze; come siano state valutate le esigenze di contenimento dei costi; quali requisiti professionali e competenze siano stati individuati per gli amministratori, attraverso quale istruttoria siano stati selezionati e quali verifiche siano state svolte. Chiediamo anche come siano ripartite, alla luce del provvedimento del Tribunale di Torino del 29 luglio 2026 che ha disposto l’amministrazione giudiziaria per la Casa da gioco, le responsabilità gestionali tra Consiglio di amministrazione, amministratori giudiziari e struttura dirigenziale; quali atti siano soggetti a preventivo nulla osta; come il socio di controllo eserciti le proprie funzioni di indirizzo e controllo; se il Presidente della Regione intenda trasmettere al Consiglio regionale la deliberazione assembleare del 29 giugno scorso, i curricula dei componenti nominati e il Piano delle attività trasmesso al Tribunale di Torino”.

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha risposto che “in base al decreto legislativo 175/2016, l’assemblea di una società a controllo pubblico può con una delibera motivata disporre che la società sia amministrata da un consiglio di amministrazione composto da 3 o 5 persone. Tale scelta è stata motivata nel verbale dell’Assemblea dei soci della Casinò della Vallée Spa del 29 giugno scorso dalla necessità di rafforzare la governance del Casinò dopo la fine del concordato e l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Torino e di garantire maggiori competenze e una più ampia condivisione delle decisioni, vista la complessità e le dimensioni della società che conta 445 dipendenti per un fatturato di 82 milioni di euro al 31 dicembre 2024. La scelta è inoltre in linea con il modello adottato dagli altri casinò italiani”.

Quanto al contenimento dei costi, Testolin rimarca che “il confronto non va fatto rispetto al precedente modello basato sull’Amministratore unico ma sulla base di indicatori e limiti stabiliti dalla legge. A questo proposito, l’importo complessivo dei compensi dei nuovi amministratori, determinati nell’Assemblea dei soci, è inferiore a quello massimo consentito dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica e quindi è legittimo. La società ha riferito di aver trasmesso il verbale dell’Assemblea in cui ha deliberato la composizione del nuovo Cda e dei relativi compensi alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e ai Dipartimenti del tesoro e dell’economia del Ministero dell’economia e delle finanze”.

Il presidente ha, inoltre, spiegato che “la nomina dei componenti del Cda del Casinò spetta direttamente all’Assemblea dei soci, come previsto dalla legge regionale, e non segue quindi la procedura ordinaria delle nomine regionali: non sono previsti bandi né raccolta di candidature. Si tratta di una scelta fiduciaria dell’Assemblea. Pur in assenza di requisiti specifici previsti dallo Statuto, gli amministratori nominati sono professionisti qualificati. Le verifiche previste dalla normativa anticorruzione sono state inoltre effettuate dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della società”.

Con la disposizione dell’amministrazione giudiziaria, lo scorso 19 maggio 2026, il Tribunale di Torino “ha rimodulato i poteri dell’Ufficio di amministrazione giudiziaria, mantenendo in capo al Cda tutta la gestione e attribuendo al Collegio degli amministratori giudiziari poteri permanenti di indirizzo e controllo limitati a un perimetro costituito dai processi aziendali concernenti l’attività tipica di casa da gioco, dalle correlate aree di rischio e dai relativi presidi. Nel dettaglio, il Cda mantiene le funzioni di indirizzo strategico, supervisione e controllo, la rappresentanza della società e i poteri di firma, mentre gli amministratori giudiziari esercitano, nel solo perimetro, poteri di indirizzo, affiancamento, coordinamento, controllo permanente, verifica, proposta, raccomandazione e nulla osta. Non assumono decisioni gestionali autonome né impartiscono direttive al personale: le loro determinazioni sono rivolte al Cda, che ne cura l’attuazione. Nulla cambia, invece, per la Regione, che, in quanto socio, mantiene le proprie ordinarie funzioni di indirizzo e controllo. Ho inoltre confermato agli Amministratori giudiziari la piena disponibilità della Regione a collaborare nello svolgimento del loro incarico”.

Il presidente ha concluso precisando che “il Piano delle attività è stato trasmesso dalla società al Tribunale di Torino il 7 settembre 2026 e si è in attesa dell’approvazione da parte del giudice delegato. Trattandosi di un atto della procedura giudiziaria, il documento non è al momento nella disponibilità dell’Amministrazione regionale. È invece possibile consultare la deliberazione assembleare del 29 giugno 2026 e i curricula dei componenti nominati, secondo le modalità previste dall’articolo 116 del Regolamento interno del Consiglio regionale”.

Il Consigliere Lattanzi, nella replica, ha espresso “forte preoccupazione per la situazione della Casa da gioco. L’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto. Il richiamo a leggi, decreti e atti amministrativi nella risposta del Presidente non ha chiarito chi, oggi, sia realmente in grado di assumere le decisioni necessarie per tutelare il Casinò e gli interessi della società e dei valdostani. La sovrapposizione tra gestione amministrativa e amministrazione giudiziaria rischia di paralizzare le scelte operative, mentre un’azienda con 445 dipendenti non può permettersi di attendere che sia il Tribunale a indicare, eventualmente tra un anno, quale sarà la propria prospettiva. Servono chiarezza e decisioni, perché oggi l’azionista di maggioranza sembra non sapere cosa stia succedendo. La risposta del Presidente è completa sul piano normativo, ma assolutamente insoddisfacente”.

 

Foto tratta dalla pagina Facebook del Consiglio Valle