Governance e competenza, un doppio servizio per i casinò italiani

L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma su quanto emerso, in tema di Casinò di Saint Vincent, nell’ultima seduta del Consiglio Valle.

 

di Mauro Natta

Nell’ultimo Consiglio Valle il consigliere Massimo Lattanzi chiede “quali siano le ragioni organizzative alla base del passaggio dall’amministratore unico a un organo collegiale di tre componenti…”

Ecco la risposta del presidente della Regione Renzo Testolin: “In base al decreto legislativo 175/2016, l’assemblea di una società a controllo pubblico può con una delibera motivata disporre che la società sia amministrata da un consiglio di amministrazione composto da 3 o 5 persone”. Tale scelta è stata motivata nel verbale dell’assemblea dei soci della Casinò della Vallée del 29 giugno scorso dalla necessità di rafforzare la governance del Casinò dopo la fine del concordato e l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Torino e di garantire maggiori competenze e una più ampia condivisione delle decisioni…”

Non desidero altro che arricchire l’argomento con quanto mi ha sorpreso, come ex dipendente del Casinò dall’ottobre 1959 alla fine del 2000 ora in pensione che ha svolto compiti amministrativi e tecnici così riassumibili: contabilità e bilancio, cassa centrale, ufficio cambio assegni, croupier ai tavoli francesi e cassiere di sala.

Posso garantire che conoscevo e conosco nel modo più assoluto come si controlla una casa da gioco, il percorso di gettoni, contanti e assegni sia quelli rilasciati dai clienti affidati, sia quelli dati in pagamento ai clienti vincenti, il tutto dimostrabile anche dai numerosi articoli su riviste dedicate al mondo dei casinò e del gioco in generale.

Me lo sono già domandato in un mio recente articolo: dove risiede la specifica qualità atta a garantire maggiori competenze e una più ampia condivisione delle decisioni…”. A quanto mi è stato dato leggere non mi risulta che i componenti del consiglio di amministrazione provengano dal settore delle case da gioco.

Ma desidero porre un problema del quale mi sono occupato come dipendente e, in seguito, come rappresentante sindacale unitamente ad altre note problematiche di natura fiscale.

Le prime nozioni collegate alla gestione sono costi e ricavi; certamente i costi, almeno all’inizio, potrebbero essere controllabili dal confronto con quelli di natura simile del periodo precedente, un pochino meno i ricavi che spesso tendono a modificarsi per quanto alla qualità e, conseguentemente, al rendimento complessivo. D’altra parte se è pur vero che il vantaggio del banco corre sempre non è detto che lo faccia con un identico gioco.

Da parte mia, e volendo non tanto come suggerimento quanto frutto della esperienza, ciò che a primo impatto può apparire semplice si dimostra alquanto complicato per le implicazioni al riguardo della qualità, del servizio alla clientela e del ritorno degli investimenti.

Non è che una piccola parte delle preoccupazioni di un consiglio di amministrazione che dovrebbe poter usufruire di un valido supporto alla produzione, profondo conoscitore del mercato e di una attività imprenditoriale che necessita di una continua attenzione.

Un controllo duplice, il primo continuativo il secondo a periodi più o meno estesi perché ad avviso dello scrivente le risultanze del citato secondo controllo, oltre a comportare una metodologia precisa sono in grado, in buonissima parte, di garantire il corretto comportamento dell’operato in ossequio alle obbligazioni di carattere economico tra concedente (azionista di riferimento) e concessionario (gestore, Società a capitale pubblico).

Ringrazio per l’accoglimento di quanto precede a commento di una soluzione che, come ho già avuto modo di scrivere, ritengo incompleta. Al tempo stesso desidero chiarire che le mie impressioni sono dettate dalla specifica esperienza che mi ha consentito di conoscere e sperimentare un lavoro interessante. All’età di 85 anni compiuti sono appagato dal poter esprimere il mio pensiero sul quotidiano online che gentilmente mi ospita e non mi interessa altro che poter anche essere eventualmente utile da residente in Valle.

 

Foto di Viktor Talashuk su Unsplash