La sottosegretaria al Mef Lucia Albano sottolinea che l’aumento del Preu sulle Awp riduce, anziché aumentare, le entrate erariali attese.
“Nel comparto dei giochi pubblici, con particolare riferimento ai richiamati apparecchi da intrattenimento Awp, già oggetto in passato di reiterati incrementi fiscali, un ulteriore inasprimento dell’aliquota rischia di determinare una contrazione dei volumi di gioco – raccolta – tale da annullare l’incremento di gettito atteso, generando una riduzione complessiva delle entrate erariali.”
Questo il parere del Governo, espresso dalla sottosegretaria al Mef Lucia Albano, su tre emendamenti presentati al disegno di legge governativo recante Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari. Nel corso della seduta di ieri della commissione Bilancio della Camera, che ha approvato il proprio parere favorevole con condizione, la sottosegretaria ha espresso il parere anche sulle proposte emendative che oggi 14 ottobre saranno all’esame dell’Aula e in particolare sulla proposta di Marco Furfaro (Pd) 14.4, che prevede il riconoscimento di un contributo di natura economica in favore del caregiver familiare avente i requisiti di elevato carico assistenziale documentato nell’ambito del Pai e del progetto di vita e con un Isee non superiore a 30.000 euro, quantificando i relativi oneri in 940 milioni di euro annui e provvedendo alla copertura finanziaria degli stessi mediante le risorse derivanti dall’incremento dal 24 per cento al 26 per cento a decorrere dal 1° luglio 2026 della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931.
Stesse osservazioni sugli identici emendamenti Furfaro 16.2 e Marianna Ricciardi (M5S) 16.1000, che prevedono che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento, sia istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo con una dotazione di 940 milioni di euro annui e provvedono alla copertura dei relativi oneri mediante le risorse derivanti dall’incremento dal 24 per cento al 26 per cento, a decorrere dal 1° luglio 2026, della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931.
Le proposte di modifiche al disegno di legge paiono dunque destinate a essere bocciate in Aula.







