Ddl Stefani su apparecchi da intrattenimento storici, il 26 ottobre la presentazione in Senato

Il prossimo 26 ottobre presentazione del disegno di legge della senatrice Erika Stefani sulla tutela degli apparecchi da intrattenimento storici.

 

Presentazione ufficiale del disegno di legge della senatrice della Lega Erika Stefani sulla tutela degli apparecchi da intrattenimento storici. Il prossimo 26 ottobre dalle ore 18 alle ore 20 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica (Palazzo Madama) a Roma ci sarà infatti la conferenza stampa di presentazione del Ddl recante “Modifica dell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in materia di apparecchi da intrattenimento storici, vintage o di interesse culturale”.

Scopo del disegno di legge, come si spiega nella relazione illustrativa, è “porre rimedio a un’anomalia normativa che oggi impedisce la conservazione, l’esposizione e la libera fruizione pubblica dei videogiochi arcade vintage — i classici cabinati da bar diffusi in Italia e in Europa tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso Infatti “la disciplina vigente, contenuta nell’articolo 110, comma 7, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (regio decreto 18 giugno 1931, n. 773), assoggetta infatti tali apparecchi — pur privi di qualsiasi meccanismo di vincita in denaro e di qualunque finalità di lucro connessa al gioco — al medesimo regime di certificazione, omologazione e rilascio del nulla osta di messa in esercizio previsto per gli apparecchi da intrattenimento con vincita e, di fatto, per le moderne slot machine e videolottery”, una equiparazione che “genera un cortocircuito tecnico e burocratico difficilmente superabile. I cabinati originali, risalenti anche a oltre trentacinque o quarant’anni fa, sono composti da monitor a tubo catodico e da schede logiche dell’epoca prodotte da case costruttrici oggi cessate o fallite da decenni: pretendere per tale hardware storico la conformità industriale e la documentazione tecnica richieste per gli apparecchi di produzione corrente risulta, nella grande maggioranza dei casi, tecnicamente impossibile. Ne deriva che l’accensione e l’esposizione al pubblico di questi beni, anche in contesti manifestamente culturali, museali o divulgativi e privi di qualsivoglia corrispettivo per il singolo utilizzo, espone gli operatori a sanzioni amministrative e al sequestro dei beni medesimi”.

Questo involontario paradosso, sottolinea la senatrice, “deriva dall’applicazione di una disciplina — quella dell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza — concepita per regolare l’esercizio commerciale del gioco e per prevenire fenomeni di gioco d’azzardo illecito, a fattispecie del tutto estranee a tale ratio: la conservazione e la valorizzazione pubblica di un patrimonio storico-tecnologico”.
Il “valore storico e culturale di tali apparecchi” è “ampiamente riconosciuto in sede europea, dove numerose capitali ospitano musei pubblici o privati legalmente riconosciuti nei quali cabinati originali sono esposti e liberamente fruibili” e anche “‘Italia vanta, in questo campo, un ruolo di avanguardia”. Inoltre, “il mercato commerciale originario dei cosiddetti coin-op è ormai azzerato da oltre un ventennio per effetto della diffusione degli emulatori digitali gratuiti, delle console domestiche e del gaming su dispositivi mobili. L’accensione di un cabinato storico in un contesto pubblico o museale risponde oggi a una finalità esclusivamente nostalgica, educativa e culturale, e non a un intento di speculazione commerciale o di concorrenza verso altri comparti del gioco”.

Il Ddl Stefani introduce dunque nell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza un nuovo comma, volto a “escludere espressamente dagli obblighi di certificazione, omologazione e nulla osta previsti dal comma 7 gli apparecchi da intrattenimento storici, vintage o di interesse culturale, privi di vincite in denaro, allorché utilizzati gratuitamente nell’ambito di manifestazioni culturali, artistiche, educative, museali, fieristiche, espositive, promozionali, sportive o rievocative aperte al pubblico, ovvero nell’ambito delle attività permanenti di musei, fondazioni, associazioni culturali e istituzioni scolastiche o universitarie”.
Alla conferenza stampa prenderanno parte la senatrice Erika Stefani, i rappresentanti delle associazioni di categoria e gli esperti del settore della preservazione videoludica.

L’incontro rappresenterà un’occasione di confronto tra istituzioni, associazioni ed esperti della preservazione videoludica su una questione che intreccia normativa, cultura e memoria tecnologica. Al centro del dibattito, la necessità di riconoscere agli apparecchi storici una specifica identità normativa, favorendone la conservazione e la trasmissione alle nuove generazioni.

 

foto tratta dalla pagina Facebook di Erika Stefani