Manovra 2027, dal gioco 718 milioni: scende la cifra rispetto al miliardo ipotizzato

Nel Dpb 718 milioni dal gioco nel 2027 e 2028, poi 478 milioni nel 2029. Più bassa l’ipotesi del miliardo.

Si moltiplicano le indiscrezioni e le anticipazioni su quello che la manovra conterrà in materia di gioco, e nel giro di poche ore la cifra circolata ieri sembra ridimensionarsi. Ieri si parlava di un prelievo da un miliardo di euro che il governo vorrebbe ottenere dal settore, mentre le ricostruzioni di oggi indicano un importo più contenuto, nell’ordine dei 700 milioni. Sull’ipotesi del miliardo ha già preso posizione questa mattina il deputato dem Stefano Vaccari.

Il nuovo quadro emerge dal Documento programmatico di bilancio, trasmesso nella notte tra mercoledì e giovedì a Bruxelles e al Parlamento, che anticipa i contenuti di una manovra da 23,5 miliardi di euro. Secondo quanto riporta Repubblica, nella tabella delle coperture in testa ci sarebbe il settore finanziario, con 5 miliardi nel 2027 e 10,7 miliardi tra il 2027 e il 2029, seguito dai ministeri, chiamati a una nuova spending review da 1,2 miliardi. Dal comparto del gioco arriverebbe un contributo di 718 milioni di euro sia nel 2027 sia nel 2028, per poi scendere a 478 milioni nel 2029. Altre ricostruzioni che avrebbero letto il documento parlano di una quota pari allo 0,03% del Pil nei primi due anni, che tradotta in euro porta a circa 700 milioni.

Di certo c’è che nel progetto di Documento programmatico di bilancio, trasmesso alla Camera dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, si legge che “concorrono al finanziamento della manovra, inoltre, misure a carico del settore finanziario e in materia di giochi” e, in una tabella sull’impatto stimato delle misure della manovra di finanza pubblica, che non ci sono una tantum “in materia di giochi” e che le relative misure incideranno per lo 0,03 percento del Pil nel 2027, della stessa percentuale nel 2028 e dello 0,02 percento nel 2029.

Le modalità con cui il settore dovrebbe arrivare a quella somma non sono chiarite nelle anticipazioni disponibili. Lo stesso governo, del resto, precisa che la definizione puntuale degli interventi, di prossima presentazione al Parlamento, dipenderà dall’esito del confronto con la Commissione europea sul perimetro della flessibilità per energia e difesa. Resta quindi da verificare se i 718 milioni verranno confermati nel disegno di legge di bilancio e attraverso quali strumenti il comparto sarà chiamato a contribuire.