Michel Groothuizen, presidente della Ksa olandese, punta il dito contro le Big Tech accusate di trarre profitto dalla pubblicità sul gioco non autorizzato ma evidenza i passi avanti fatti con Google e Meta.
“Questo mese ricorre esattamente il quinto anniversario della legalizzazione del mercato del gioco online e del lancio delle prime licenze. Nel frattempo, il mercato illegale non è affatto scomparso, nonostante numerosi studi indichino che circa il 90% dei giocatori online olandesi si dedica esclusivamente a piattaforme legali. Tuttavia, in termini monetari, la situazione è ben diversa: per ogni euro giocato con piattaforme legali, uno finisce nel circuito illegale. Pertanto, la lotta contro questo circuito è la nostra massima priorità.”
A sottolinearlo è Michel Groothuizen, presidente della Kansspelautoriteit (Ksa), l’Autorità per il gioco olandese, che nel suo intervento evidenzia come l’ente regolatore negli ultimi anni abbia ostacolato in tutti i modi “i fornitori illegali, rendendo più difficile individuarli e impedendo loro di effettuare o ricevere pagamenti. Non ci siamo ancora arrivati, ma la direzione è chiara. Durante il dibattito in commissione a settembre, il deputato del VVD Bart Bikkers si è espresso a favore di un approccio più deciso. Ciò richiederebbe all’Autorità per il Gioco di imporre multe alle grandi aziende tecnologiche, o, nel gergo europeo, VLOP (Very Large Online Platforms, piattaforme online di grandi dimensioni).”
Groothuizen punta il dito contro i colossi del tech (Big Tech), accusati di trarre enormi profitti dalla pubblicità del gioco non autorizzato: “Guadagnano enormi somme di denaro dalla pubblicità dei fornitori di gioco illegale nei Paesi Bassi, in Europa e nel mondo. Si tratta di un settore multimiliardario che contribuisce in modo significativo alla loro redditività. Rinunciarvi volontariamente o imporsi restrizioni sostanziali va contro il loro modello di business. Eppure è proprio questo che chiediamo loro: preferibilmente in modo amichevole, ma se necessario anche con la forza”.
“Possiamo raccogliere prove sufficientemente convincenti del fatto che queste aziende agevolano attività illecite nei Paesi Bassi e in tutta Europa. Su tutte le piattaforme social si viene sommersi da contenuti inappropriati relativi al gioco d’azzardo illegale.” Tuttavia Groothuizen evidenzia che “sia la nostra legislazione olandese che la legge europea sui servizi digitali (Dsa) offrono ampi motivi per sanzionare tali comportamenti. Inoltre, per quanto riguarda la Dsa, la decisione finale spetta ovviamente alla Commissione europea, e noi possiamo solo fornire loro tali motivazioni”.
Per dar seguito a questa linea, il presidente della Ksa ha spiegato le iniziative già intraprese la scorsa primavera quando “abbiamo avviato delle discussioni a Dublino con Google e Meta, dove le due società hanno la propria sede europea, insieme ad altre autorità di regolamentazione dell’UE. Da entrambe le parti eravamo consapevoli che il contenzioso legale era l’unica alternativa alla cooperazione, e che stavamo giocando una partita parallela tra la preparazione di un’azione legale e il mantenimento di un rapporto costruttivo”.
Il confronto ha portato a primi risultati concreti: “Ora abbiamo una task force congiunta che sta lavorando, ad esempio, alla stesura di una ‘lista bianca’ insieme a Google, contenente tutti i fornitori di servizi legali autorizzati nell’Unione Europea. Tutti gli altri operatori saranno quindi considerati per definizione in violazione e potranno essere bloccati da Google. Speriamo di chiudere un ‘rubinetto principale’ in questo modo, anche se senza dubbio ci sono altri canali da sigillare per arginare il fenomeno”.







