Rischio dipendenza da videogiochi e smartphone: in Parlamento mozione M5S a tutela dei minori

Il deputato Fabrizio Scerra (M5S) presenta alla Camera dei Deputati una mozione per disciplinare l’uso di dispositivi digitali e videogiochi da parte dei minori.

Si torna a parlare di gioco presso la Camera dei Deputati, questa volta con la mozione 1-00608 presentata a Palazzo Montecitorio dal deputato Fabrizio Scerra del Movimento 5 Stelle. Tra i temi riportati all’attenzione emergono quello della dipendenza dai videogiochi e soprattutto la tutela dei minori. Nelle premesse enunciate dall’onorevole del gruppo pentastellato emerge che “da anni la comunità scientifica, in particolare pediatri e psichiatri, è concorde nell’evidenziare i gravi rischi derivanti dall’utilizzo sempre più precoce e frequente di telefoni cellulari, smartphone e videogiochi da parte dei minori di fascia di età sempre più bassa, fenomeno accentuato dall’isolamento sociale del periodo pandemico di isolamento; pur riconoscendo le opportunità che digitale offre in termini di apprendimento e sviluppo della creatività, l’uso eccessivo di tali dispositivi incide negativamente sulla salute”.

Secondo Scerra “tra i potenziali effetti conseguenti a un utilizzo ossessivo di tali apparecchi vi è il rischio di sviluppare la cosiddetta nomofobia o sindrome da disconnessione, una dipendenza patologica dall’uso dei dispositivi telefonici digitali che colpisce un’ampia quota della popolazione mondiale, di età differente e che produce disturbi simili a quelli delle tossicodipendenze o del gioco d’azzardo: tra questi vi sono ansia, perdita della concentrazione, riduzione della capacità di apprendimento, ritardi nello sviluppo del linguaggio, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, fino ad episodi di aggressività ingiustificata e isolamento sociale”.

Il deputato pentastellato evidenzia inoltre che “il tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo limita infatti il gioco spontaneo, lo sport e le interazioni personali, aumentando il rischio di ansia, depressione, bassa autostima, problemi legati all’immagine corporea, autolesionismo e dipendenza digitale. A tal proposito, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) rileva che oltre l’11 per cento degli adolescenti mostra segni di comportamento problematico sui social media e il 12 per cento è a rischio di comportamenti da gioco problematici”.

Con tali premesse Scerra impegna dunque il Governo “ad adottare, con urgenza, le necessarie iniziative di competenza finalizzate a disciplinare, nell’ambito di un quadro regolatorio armonizzato e coerente a livello europeo l’impiego di dispositivi digitali e videogiochi da parte dei minori, attraverso la previsione di regole più stringenti disciplinanti un limite di età minimo per l’accesso ai social media, nonché ad adottare normative più restrittive nei confronti di chi gestisce le piattaforme digitali, al fine di tutelare la crescita psicofisica e ridurre le implicazioni di natura sanitaria e sociale derivanti dal loro uso improprio, con particolare riferimento alle giovani generazioni”.

Impegna inoltre il Governo “nell’ambito di tale quadro regolatorio, a valutare l’introduzione del divieto assoluto di utilizzo di dispositivi digitali e videogiochi per i minori di tre anni e a consentirne l’uso, per i minori di età compresa tra i tre e i dodici anni, esclusivamente sotto la supervisione di un adulto”. Infine a “prevedere l’inserimento strutturale, nell’ambito delle iniziative in materia di educazione alla salute, di corsi di formazione relativi ai possibili danni alla salute psicofisica del bambino derivanti dall’utilizzo smodato o distorto dei videogiochi, dei telefoni mobili e di altri dispositivi di comunicazione, promuovendo altresì, per quanto di competenza, campagne periodiche di informazione e sensibilizzazione sociale, anche nelle scuole, sui rischi conseguenti all’uso improprio di tali dispositivi rivolte a genitori, insegnanti ed educatori, per favorire ambienti di apprendimento calmi e sostenere l’attenzione e la capacità di disimpegnarsi dagli strumenti digitali”.