Assegni e bonifici nei casinò, quante firme sull’autorizzazione?

L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma sul tema dell’autorizzazione di assegni e bonifici nei casinò italiani.

 

di Mauro Natta

Non è la prima volta che mi pongo la domanda e, questa, è l’occasione per essere più preciso nel confermare di non comprendere come possano succedere certi fatti a fronte di un sistema di governance e di controllo interno che doveva essere conforme alla normativa vigente.

“La gestione è affidata all’Organo amministrativo, mentre il Collegio sindacale svolge le funzioni di vigilanza previste dalla legge. La revisione legale dei conti è assicurata da una società di revisione indipendente, che effettua controlli periodici e la revisione annuale del bilancio. (…) ed è operativo un Organismo di vigilanza, supportato da presidi di compliance e da un Codice etico. Vengono, inoltre, applicate le disposizioni di prevenzione del riciclaggio, con procedure di verifica della clientela, tracciabilità delle operazioni, monitoraggio e segnalazione. L’efficacia dei controlli è assicurata da verifiche periodiche dell’Organismo di vigilanza che presenta relazioni trimestrali all’Organo amministrativo, e da audit programmati e a campione svolti dalle strutture interne competenti”.

Questo è stato l’intervento del presidente della giunta in sede di consiglio regionale valdostano, Renzo Testolin, ed è più che logico e normale che mi chieda, ancora una volta, come può accadere quanto si legge, purtroppo, sulla stampa in questi ultimi tempi.

Ora pur correndo il rischio di passare per “cattivo” mi piacerebbe conoscere se gli eventuali assegni e/o bonifici emessi o autorizzati dalla “cassa 44” avevano una o due firme.

Riaffermo che non vorrei sembrare cattivo perché non me ne posso fare una colpa se le mansioni svolte mi hanno concesso di conoscere come si controllano i proventi della casa da gioco e in qual modo si organizza la produzione ed il controllo della stessa.

Che lo si creda o no ben poco rileva e ritengo che la documentazione in possesso dell’azienda possa essere utile a chi desidera controllarlo.

Ammesso e concesso che il conto, sul quale i cassieri di sala potevano emettere assegni a pagamento di vincite (sto parlando dei miei tempi quando lavoravo), era a doppia firma e cambiava solo quella del cassiere di sala ma il conto era sempre il medesimo, quali caratteristiche e/o peculiarità si possono attribuire al conto che, come si legge, pare venisse utilizzato dalla citata cassa 44?

Per non parlare del contante, argomento che non mi interessa in quanto è semplice ed agevole pensare che in qualche modo avrebbe dovuto pur uscire, forse a pareggio dei probabili addebiti.

Ma ciò che è maggiormente rilevabile dal ragioniere che è residuato in me è come non sia mai stato, quanto meno, notato un movimento di una simile rilevanza.

E’ mai possibile che, ad una attenta revisione competente e professionale della contabilità come si racconta, possa essere sfuggito un qualcosa che, al minimo e per mio conto, avrebbe dovuto suscitare qualche interrogativo in merito?

La conclusione, e scusate se sono ripetitivo spero non noioso, l’organizzazione del lavoro finalizzato anche al controllo qualitativo e quantitativo della produzione, assume nel contesto delle gestione, sempre a mio parere, un momento irrinunciabile. Credo lo si possa condividere!

 

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