Vincent H. Eade, professore all’University of Nevda, Las Vegas, evidenzia come Las Vegas abbia raggiunto fama mondiale e grande appeal turistico grazie alla capacità di creare esperienze emozionanti a tutto tondo. Di cui il gioco è solo una componente.
Non solo slot machine, baccarat e poker. Per attrarre turisti oltre che giocatori ci vuole anche molto altro. Lo sanno bene a Las Vegas, considerata la capitale mondiale dei casino ma il cui appeal dipende, secondo gli esperti, da una molteplicità di fattori.
Il professore Vincent H. Eade, founding director, Unlv International Gaming Institute dell’Harrah College of Hospitality dell’University of Nevada, Las Vegas, spiega sul numero di luglio agosto della rivista Ige – Italian Gaming News quale visione politica e imprenditoriale ha reso possibile questo posizionamento e come può essere mantenuto nel tempo, ammesso che sia possibile.
“Las Vegas non si occupa di gioco d’azzardo. Las Vegas si occupa di intrattenimento e questa attività è concepita per creare un’esperienza emozionante. Si può giocare d’azzardo ovunque, ma a Las Vegas accade qualcosa di diverso, di unico. La visione si basa sul far sì che i turisti possano godere di una gamma completa di esperienze favolose, che si tratti di gioco, concerti, eventi sportivi, convegni, shopping, camere d’albergo stravaganti, un’ampia scelta di ristoranti, meeting, matrimoni e così via. Dove altro si può vivere l’esperienza di Parigi, New York, Roma, un circo e un vulcano in eruzione (ora sostituito da un’enorme torre alberghiera a forma di chitarra), uno spettacolo di fontane danzanti e più di 300 giorni di sole all’anno? Las Vegas ha avuto successo oltre ogni aspettativa grazie anche al ruolo svolto dal governo statale. Il gioco è considerato un privilegio e non un diritto. Coloro che desiderano gestire i casinò sono sottoposti a indagini approfondite e possono vedersi negata la licenza semplicemente perché sono ritenuti non idonei. Le normative sul gioco sono concepite per garantire che il settore del gioco di Las Vegas sia percepito come onesto e affidabile. Nel tempo Las Vegas deve continuare a fare ciò che ha fatto per anni… reinventarsi costantemente sapendo che il buono non è abbastanza e che il miglioramento continuo deve essere al centro della sua visione.”
Il legame tra gioco d’azzardo e turismo è storicamente forte, ma quali caratteristiche e servizi collaterali deve possedere il gioco d’azzardo per essere una forza trainante per il turismo?
“I casinò della Strip e del centro città di Las Vegas hanno abbracciato il concetto di resort integrato con casinò. Anziché limitarsi al semplice ‘gioco d’azzardo’ queste strutture offrono ora servizi che consentono a ospiti e turisti di soddisfare tutte le loro esigenze sotto lo stesso tetto. Pertanto queste strutture offrono alloggi; ristoranti; spazi per convegni e riunioni; luoghi per intrattenimento e concerti con grandi spettacoli; piscine e spa, club diurni e notturni e l’ultima attrazione… gli sport professionistici. Las Vegas si sta ora promuovendo come la capitale mondiale del gioco, dell’intrattenimento e dello sport. La città ospita ora una squadra di football professionistica; presto, una squadra di baseball della Major League; una squadra di hockey professionistica; una squadra di basket femminile professionistica; gare di Formula 1; tornei di golf; eventi di wrestling professionistico; e le scommesse sportive rappresentano un’importante fonte di reddito per i casinò. Il continuo sviluppo delle infrastrutture sarà un fattore chiave per la crescita.”
L’Italia ha caratteristiche storiche, culturali e sociali molto diverse da quelle del Nevada e di Las Vegas. Secondo lei quali elementi del modello di business di Las Vegas potrebbero essere esportati in Italia per rendere le località di gioco italiane attraenti anche dal punto di vista turistico?
“L’Italia ha una connotazione magica nel suo nome. La cultura, la storia, il cibo, i vini e il patrimonio culturale sono un’attrazione naturale. Integrare questi elementi nel panorama del gioco mi sembra una scelta sensata. L’offerta di giochi dovrebbe essere modificata in base al mercato turistico di riferimento.”
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