Casinò Campione, Rsa al dg Silvestri: ‘Serve pianificare le risorse destinate al rinnovo del Ccal’

La Rappresentanza sindacale aziendale risponde alla lettera del Dg Silvestri chiedendo in primis ‘quali risorse l’Azienda abbia previsto di destinare al rinnovo del Ccal e le relative fonti di copertura’.

“Sull’anticipazione delle tempistiche del Piano concordatario, prendiamo atto dei benefici derivanti dalla rottamazione quater e dagli accordi intervenuti con alcuni creditori. Tali risultati non possono tuttavia essere considerati disgiuntamente dal contributo assicurato dai lavoratori sin dalla riapertura, sia attraverso le rinunce accettate in fase di assunzione sia sul trattamento retributivo sensibilmente ridotto rispetto al passato, anche in considerazione del contesto geografico e socio economico del nostro territorio, sia in termini di impegno, disponibilità e dedizione professionale.” Così risponde la rappresentanza sindacale aziendale alla lettera del direttore generale del Casinò Campione d’Italia, Stefano Silvestri, inviata lo scorso 24 settembre che faceva a sua volta seguito alla missiva dell’8 settembre della Rsa.

Punto chiave della discussione è sempre il piano concordatario, ovvero il piano di risanamento dopo il dissesto e la chiusura della casa da gioco, grazie al quale la società ha potuto riaprire e riprendere la propria attività operativa. Fondamentale per la Rsa è “conoscere quali risorse l’Azienda abbia previsto di destinare al rinnovo del Ccal e le relative fonti di copertura. Una parte dei benefici economici conseguiti dovrebbe infatti tradursi in una concreta valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso un sensibile incremento della componente salariale. Prendiamo favorevolmente atto della volontà dell’Azienda di giungere alla definizione di un nuovo CCAL, che riteniamo debba essere concluso entro la scadenza del contratto attualmente vigente”.

Viene specificato che la piattaforma sindacale verrà predisposta progressivamente per blocchi tematici con l’obiettivo di consentire un confronto ordinato e approfondito. A proposito sono stati individuati cinque blocchi “in modo da consentire un esame progressivo e coerente delle diverse materie oggetto di rinnovo:

Blocco 1 – Parte generale e disciplina normativa di base, comprendente i principi generali del contratto, il campo di applicazione, la durata, la decorrenza e il necessario coordinamento con la normativa vigente;

Blocco 2 – Organizzazione del lavoro, orari, turnazioni, riposi, assenze e part-time, con particolare riferimento alle modalità concrete di organizzazione e gestione della prestazione lavorativa;

Blocco 3 – Inquadramenti, professionalità, percorsi di carriera e formazione, volto a disciplinare la valorizzazione delle competenze, l’evoluzione professionale e i relativi percorsi;

Blocco 4 – Relazioni sindacali e diritti sindacali, comprendente la disciplina dei rapporti tra Azienda e rappresentanze sindacali e dei relativi strumenti di confronto;

Blocco 5 – Trattamento economico, indennità, premi, mance e welfare, nel quale saranno affrontati gli aspetti retributivi e gli ulteriori istituti di natura economica”.

“Quanto al Regolamento (UE) 2024/1624, – si legge ancora – chiediamo di conoscere quali modifiche del Piano economico-finanziario 2026-2030 siano allo studio e quali iniziative concrete siano già state avviate”. Inoltre “in relazione agli impegni finanziari richiamati nella Vostra comunicazione, chiediamo che venga chiarita la loro effettiva incidenza sui prossimi esercizi e se tali esborsi fossero già ricompresi nella pianificazione aziendale. Il rinnovo del Ccal e l’evoluzione del costo del personale costituiscono infatti esigenze note e programmabili”.

Tra le richieste all’interno della lettera c’è anche un richiamo “all’aumento dei costi energetici, circostanza che incide sui lavoratori e sulle economie familiari” mentre sugli interventi sull’immobile e al restyling delle sale viene ritenuto necessario conoscere l’entità delle risorse, il ritorno economico atteso e “l’incremento dei ricavi che l’Azienda prevede di conseguire, come già richiesto nelle precedenti comunicazioni”.

Viene dunque suggerita la convocazione di un primo incontro, da fissarsi “entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, anche in considerazione delle crescenti richieste di aggiornamento che ci vengono quotidianamente rivolte dalle lavoratrici e dai lavoratori, alle quali riteniamo debba essere fornito un riscontro concreto attraverso l’effettivo avvio del confronto con l’Azienda”.

LE RISPOSTE DAI MEMBRI DELL’OPPOSIZIONE ALLA LETTERA DEL DG SILVESTRI

La lettera del Dg del Casinò Campione d’Italia ha suscitato non poche polemiche da partiti e liste di opposizione.

Barbara Marchesini consigliera dell’omonima lista civica all’opposizione ‘Barbara Marchesini per Campione d’Italia’ sottolinea infatti che dalla comunicazione ufficiale della dirigenza del Casinò del 24 settembre 2026, emerge una situazione molto più complessa: “Tra novembre 2026 e gennaio 2027 il Casinò dovrà affrontare circa 20 milioni di euro di pagamenti”. Inoltre “dal febbraio 2027 inizierà il rientro del debito verso Novomatic, pari a circa 10 milioni di euro, mentre torneranno a essere pagati integralmente i canoni, stimati in circa 7 milioni di euro all’anno, oltre a circa 2,5 milioni di euro all’anno legati al rientro del debito. Il pagamento integrale dei 7,5 milioni previsti dalla procedura comporterà inoltre il successivo pagamento del debito verso il Comune di Campione, pari a circa 40 milioni di euro, distribuiti nell’arco di dieci anni. E la dirigenza scrive chiaramente che tutti questi fattori condizioneranno, e ridurranno, in modo significativo le disponibilità liquide”.

Marchesini puntualizza anche che “a tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi di energia e riscaldamento, indicati in aumento del 20-30%, gli interventi necessari sull’immobile e le nuove norme europee antiriciclaggio che, secondo la società, avranno un impatto «estremamente pesante» sull’attività”.

“Alla luce di questo quadro, è necessario sapere sulla base di quali valutazioni si stia procedendo con nuove assunzioni al Casinò e come si intendano sostenere questi ulteriori costi. Non stiamo dicendo che non servano lavoratori. Ma i dipendenti già in forza al Casinò meritano di essere tutelati. Hanno contribuito con il loro lavoro alla tenuta dell’azienda e meritano certezze sul futuro. Proprio per questo riteniamo che, prima di aumentare i costi fissi e procedere con nuove assunzioni, sia indispensabile avere un quadro chiaro delle entrate, delle spese e degli impegni futuri. Lo diciamo per evitare che scelte non adeguatamente ponderate possano mettere nuovamente a rischio il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori, compromettendo il percorso di risanamento”.

“Per quanto riguarda invece il Comune, chiediamo di conoscere quali siano le valutazioni alla base delle nuove assunzioni, quali costi comportino e come si intendano sostenere nel tempo. Il tema è strettamente collegato alla situazione del Casinò, perché una parte importante delle risorse future del Comune dipende proprio dalle somme che dovranno essere corrisposte dalla società. I circa 40 milioni di euro che il Comune deve ricevere dal Casinò non sono 40 milioni già disponibili nelle casse comunali. Saranno corrisposti nel tempo. Per questo chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione di spiegare ai cittadini, numeri alla mano, quale sia realmente la situazione e come intendano far fronte alle nuove spese”.

Le polemiche arrivano anche dagli ex consiglieri dell’opposizione, Simone Verda e Gianluca Marchesini, del Gruppo Campione 2.0 contro “un’amministrazione appena eletta che guarda al passato senza vedere che il presente è molto critico affidandosi anche a registi che hanno calcato il comune per anni dimostrando chiaramente il valore nell’amministrare. Un’amministrazione e un casinò che hanno aumentato i costi e il numero del personale qualche volta con indubbia scelta professionale ma forse dettata da altro tipo di necessità”.

Secondo i due consiglieri “i conti non tornano, il concordato di fatto non è rispettato e i soldi per il rinnovo del contratto non ci sono”, come si evince dalla lettera del Dg ai sindacati. Verda e Marchesini attaccano inoltre il comune che “amministra come se la Corte dei Conti nell’aprile 2026 non avesse deliberato un atto di 55 pagine tramesso alla Procura di Como per 15 gravi criticità con richiesta di indagare su probabili conseguenze di natura penale. Un comune dove il delegato speciale del sindaco per l’Ufficio tecnico, eletto in maggioranza con Frigerio, Christian Toini, segretario nazionale Del sindacato Snalc, si siede al tavolo delle trattative sindacali e detta le regole del gioco”.

Secondo Verda e Marchesini il paese sta ormai implodendo e “i lavoratori hanno firmato atti nel 2021 per poter riaprire, che prevedevano grandi sacrifici nella speranza di uscire dal concordato e ottenere degli stipendi per tutti dignitosi per il territorio in cui vivono. Anche per i lavoratori sono aumentati i costi della luce, del gasolio e della benzina ma li devono pagare con stipendi che non sono certamente oggi in linea con il caro vita campionese”.

Sull’argomento prende posizione anche Carlo Russo, segretario organizzativo della Fiamma Tricolore – Provincia di Como che a sua volta spiega: “Le stime prefigurate dalla stessa dirigenza evidenziano un concreto e imminente rischio di carenza di liquidità già a partire dal 2027, smentendo categoricamente le narrazioni trionfalistiche, le rassicurazioni di facciata e i presunti andamenti positivi sbandierati fino a pochi mesi fa.” Secondo Russo, dunque, serve “un tempestivo ed incisivo intervento ispettivo e di verifica da parte del Ministero dell’Interno, affinché venga fatta piena luce sulla reale sostenibilità del piano di risanamento, sul bilancio preventivo e consuntivo e sulla tutela dei posti di lavoro e del patrimonio pubblico”.