Al Forum Acadi numeri e proposte su Preu, payout e riordino: Lollobrigida e Loiero non escludono interventi.
Meno apparecchi, meno Comuni raggiunti dall’offerta autorizzata e meno occupati, ma una domanda di gioco che continua a salire. È la contraddizione emersa a Roma durante il Forum Acadi 2026, svoltosi ieri mattina e dedicato all'”Impatto sociale delle regole”, che ha aperto i lavori con il tavolo politico-istituzionale moderato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Come già riferito ieri da questa testata, il confronto ha messo al centro l’effetto delle norme sul territorio e sulla filiera, e in questo articolo se ne riepilogano i passaggi principali.
A dare la misura del fenomeno sono i dati illustrati da Geronimo Cardia, presidente di Acadi-Confcommercio. Tra il 2018 e il 2025 la raccolta complessiva sarebbe passata da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella degli apparecchi sarebbe scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso arco di tempo le Awp e le Vlt avrebbero perso il presidio di 662 Comuni e gli addetti della filiera sarebbero scesi da 79.500 a 70 mila. Il gettito complessivo avrebbe seguito una traiettoria diversa, da 10,7 a 11,5 miliardi, con il gioco fisico in calo da 9,8 a 8,9 miliardi e gli apparecchi da 6,2 a circa 5 miliardi. L’intero comparto conterebbe circa 145 mila occupati.
Per Cardia il quadro dimostra che “la domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità”. Distanziometri e limitazioni orarie, nella lettura dell’associazione, avrebbero ridotto la presenza dell’offerta regolata in parte del territorio senza frenare la crescita complessiva. Scaduti i termini della delega per il riordino del gioco fisico, la richiesta è di intervenire con misure ponte: riequilibrio del prelievo erariale unico e del payout, sperimentazione delle Awp e Vlt di nuova generazione e proroghe che non pesino ulteriormente sugli operatori.
Le cifre provengono dal Bilancio di Sostenibilità presentato durante il Forum, che valuta le regole attraverso quattro interessi pubblici considerati con lo stesso peso: tutela dell’utente, legalità, gettito e occupazione. Il documento è stato illustrato da Elisabetta Gregni, Yessica Rada Maury, Sara Nicolini e Imma Romano, ciascuna per un ambito, mentre Daniele Raimondi ha spiegato l’asseverazione e il criterio della doppia materialità.
Dal fronte delle associazioni sono arrivate proposte puntuali. Sergio D’Angelo, presidente di Sapar, ha indicato come misura ponte una nuova Awp con payout al 70%, prelievo al 20% e vincita massima di 200 euro, affiancata da strumenti di prevenzione del gioco problematico. Emilio Zamparelli (Sts-Fit) ha chiesto stabilità normativa e investimenti per modernizzare la rete terrestre, Emmanuele Cangianelli (Egp-Fipe) ha puntato sulla sperimentazione di tecnologie di controllo e tutela nelle sale specializzate, mentre Moreno Marasco (Logico) ha segnalato il mancato coordinamento tra riordino online e terrestre, chiedendo di colpire i pagamenti e i flussi finanziari degli operatori illegali “a monte e non a valle”. Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, ha invocato una disciplina nazionale della rete fisica basata su presidio, formazione, tecnologia e prevenzione.
Sul versante istituzionale, Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha definito “equilibrato” il testo del riordino predisposto con il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato e approdato a Palazzo Chigi, aggiungendo che dovrebbe essere ripreso nella prossima legislatura. Ha poi osservato che la frammentazione tra distanziometri e limiti orari rende difficile per un concessionario sapere dove e a quali condizioni potrà operare, e quindi programmare le gare, che richiedono circa un anno di preparazione, da cui la necessità delle proroghe. Secondo Lollobrigida la compressione degli apparecchi non riduce il gioco complessivo, ma ne sposta una parte verso l’online, mentre i controlli con Guardia di Finanza e forze dell’ordine continuano a individuare macchine illegali o manomesse.
Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, ha riconosciuto che “le esigenze statali ed erariali talvolta non convergono con le esigenze dei territori”, definendola una criticità irrisolta. La scadenza della delega, ha spiegato, non chiude la partita: un intervento resta possibile nei decreti correttivi della delega fiscale o in altra sede, e per le proroghe ritiene probabile un provvedimento nella prossima legge di Bilancio. Il riordino del gioco fisico, ha concluso, “non è qualcosa che è definitivamente tramontato”.
Nel dibattito politico il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha indicato la primavera 2027 come obiettivo per nuove regole, che superino le disomogeneità territoriali e garantiscano stabilità fiscale. Saverio Congedo (Fratelli d’Italia) ha avvertito che comprimere il gioco legale lascia spazio ai circuiti illegali, mentre Luca Squeri (Forza Italia) ha sintetizzato: “Il gioco non è che diminuisce: si sposta”. Fabrizio Sala (Forza Italia) ha sollecitato la ripresa del riordino e l’uso dei dati per misurare gli effetti delle decisioni, Alessandro Colucci (Noi Moderati) ha richiamato stabilità fiscale e cultura della legalità, Ettore Rosato (Azione) ha criticato le concessioni nazionali sottoposte a condizioni diverse da Comune a Comune e Andrea de Bertoldi (Lega) ha contestato la “demagogia” su orari e distanziometri.







