Nonostante l’aumento delle imposte indirette pari a 4,1 miliardi, i primi otto mesi del 2026 registrano una flessione delle entrate da giochi pari a 200 milioni di euro.
“L’aumento delle imposte indirette, pari a 4,1 miliardi, è riconducibile interamente all’IVA, che cresce di 4,5 miliardi, in parte compensato da una riduzione delle accise nel loro complesso (-0,8 miliardi); da un calo dell’imposta di bollo pari 400 milioni di euro e da una flessione delle entrate da giochi pari a 200 milioni di euro.” È quanto viene evidenziato nell’audizione delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti riguardo il documento programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) del 2026.
In questa sede la Corte ha dunque espresso le proprie valutazioni sul “Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) 2026, il secondo nel contesto della rinnovata governance economica europea.” Per quanto riguarda le entrate dunque il documento “conferma, con un lieve miglioramento, la dinamica delle entrate tributarie previste con il Documento di Finanza Pubblica di aprile, che, allo stato, risulta in linea con l’attualizzazione del quadro di previsione macroeconomico, che vede una revisione al rialzo della crescita di 0,4 punti percentuali rispetto alle stime dei mesi scorsi; crescita che nel 2026 dovrebbe attestarsi all’1 per cento, risultando acquisito sinora lo 0,8%.”
“Dato lo scenario economico, caratterizzato ancora da un elevato grado di incertezza, in relazione alla situazione ingenerata dall’aumento del prezzo del petrolio e del gas conseguente al conflitto in Medio Oriente, appare condivisibile la cautela assunta nel documento nella previsione delle entrate, nonostante nel corso del 2026 si sia registrato, sinora, un incremento del gettito rispetto al medesimo periodo del 2025.”
CORTE DEI CONTI: FOCUS SUL SETTORE DEI GIOCHI TRA INCASSI E ACCERTAMENTI
Per quanto riguarda le imposte dirette dei primi otto mesi del 2026, queste sono passata dai 388,7 miliardi a 398,8 miliardi aumentando dunque di 10 miliardi circa e del 2,6%. Per quanto riguarda invece le imposte indirette e quello che riguarda il settore dei giochi, le entrate tributarie erariali indirette (incassi) registrano una flessione. I “Proventi delle attività di gioco” passano da 267 milioni a 266 milioni di euro, con una leggera flessione di 0,9 milioni pari allo 0,3% in meno, mentre gli “Apparecchi e congegni di gioco (slot e Vlt) scendono invece da 3.452 milioni a 3.232 milioni di euro, registrando un calo netto di 220 milioni di euro che significa una flessione del 6,1%.
Per quanto riguarda invece le entrate tributarie erariali indirette (Accertamenti), i “Proventi delle attività di gioco” passano da 267 milioni a 266 milioni di euro con un 1 milione in meno pari allo 0,4% in meno, mentre gli “Apparecchi e congegni di gioco” scendono da 3.451 milioni a 3.266 milioni di euro, registrando un calo di 185 milioni di euro pari al 5,4% in meno.







