Fondazione Fair Forum 2026, Gallino (Agcom): ‘Linee guida in aiuto della comunicazione sul gioco responsabile’

Focus sulle Linee guida sulle comunicazioni sul gioco responsabile di Agcom in un panel del Fondazione Fair Forum 2026 cui prende parte anche Davide Gallino della direzione Servizi Media dell’Autorità.

 

“Le Linee guida sulle comunicazioni sul gioco responsabile sono il frutto dell’aiuto di associazioni, concessionari, esperti, università che hanno contribuito a migliorare il nostro testo attraverso l’atto di indirizzo sulla comunicazione del gioco responsabile, che va letto insieme alla delibera. L’atto spiega le linee guida ma la delibera dà un’indicazione chiara di come si comporta l’autorità in alcune situazioni. Speriamo dunque che delibera e atto di indirizzo possano aiutare chi fa comunicazione nel miglior modo possibile.”

Questo l’auspicio di Davide Gallino, della direzione Servizio Media dell’Autorità garante per le comunicazioni che, nel suo intervento a un panel nell’ambito del Fondazione Fair Forum 2026, evidenzia che “se l’invito al gioco responsabile è blando o solo di conforto è molto limitato, se invece va ad aggredire dei comportamenti concreti in relazione anche all’intensità del gioco, o la natura dei prelievi, indicati nell’atto di indirizzo, allora abbiamo indicazioni puntuali che migliorano la consapevolezza che un gioco è irresponsabile e dannoso. Questo dato che individua i temi della comunicazione responsabile è l’ultimo tassello che manca nel campo del gioco responsabile affinché tutti possano agire di concerto. Tutto questo avviene in uno scenario che fa parte della comunicazione del settore del gioco.

Sottolineo che le attività di vigilanza di Adm e Agcom sono fondamentali ma questa azione non va esercitata solo con mezzi tradizionali ma anche attraverso la tecnologia; per questo bisogna lavorare tutti insieme per creare una forma di comunicazione con un’impronta digitale che distingua i concessionari che operano legalmente da quelli che lo fanno illegalmente”.

Antonio Giuliani direttore dell’Ufficio Gioco a distanza e scommesse dell’Agenzia delle dogane e monopoli aggiunge che “i dati fanno riflettere, alcuni sono conosciuti, alcuni sorprendenti, come lo scetticismo degli opinion leader su come si potrà evolversi l’immagine del gioco pubblico e le politiche di gioco responsabile future. La grossa battaglia è riempire di contenuto la definizione di gioco responsabile che racchiude molti aspetti tra cui l’attenzione al giocatore, la proposizione di un gioco meno aggressivo che sia appunto responsabile. Ci sono elementi interessanti, a partire dall’incitamento a proseguire tutti insieme con un coordinamento unito. Collaborando con i concessionari, l’Agenzia si mette al di sopra delle parti ed è pronta ad affrontare il coordinamento di tutte queste attività. La ricerca ci pone infatti diverse sfide, partendo dal modo in cui presentare le campagne di comunicazione”.

Secondo Giuliani “abbiamo tutto quello che ci serve per andare avanti: Lollobrigida ha infatti annunciato l’inizio di un tavolo tecnico importante, partito dalla consegna dei documenti da parte dei concessionari. Inoltre abbiamo uno strumento unico: le segnalazioni dei giocatori da cui capiamo la realtà di chi ha necessità di aiuto. E c he ci fa comprendere gli aspetti da tenero in conto. L’idea di istituire un tavolo tecnico e creare delle linee guida nazionali che non devono essere un semplice indirizzo è fondamentale e vorremo che alcune di queste vengano accettate da tutti e sviluppate. Il nostro programma dei prossimi mesi è quello di partire da un tavolo tecnico che racchiuda tutti i concessionari”. Giuliani spiega inoltre che al centro del gioco responsabile “c’è il giocatore stesso, e che l’autoesclusione debba fondarsi su una sua convinzione. Per questo va accompagnato con misure adeguate perché il rischio è che ricada dopo la sua autoesclusione è concreto. Se Questo accade vuol dire che non è stata raggiunta la consapevolezza del rischio”.

La professoressa Cinzia Castiglioni di Fondazione Fair evidenzia che “la ricerca sul tema è fondamentale in due momenti, quello che viene prima e quello che viene dopo. Non possiamo esimerci dal capire che il vero significato del messaggio si costruisce nell’incontro tra l’intenzione del comunicatore e il destinatario che porta con sé un mondo proprio fatto di esperienze. Pensiamo anche all’idea di veicolare un messaggio che abbia come obiettivo la tutela delle persone: dobbiamo chiederci se questo messaggio passerà o se verrà percepito in maniera distorta, anche perché il concetto di gioco responsabile può essere considerato in modo diverso, come un limite di tempo, o di giocato da diversi utenti. Tutto questo va conosciuto prima, altrimenti il rischio è di fare molti sforzi che non vadano a segno. In sintesi bisogna pensare che un messaggio comunicativo può essere recepito diversamente e bisogna comprendere dove il messaggio può arrivare studiando quali sono stati gli effetti concreti e soprattutto se ha portato un cambiamento nel comportamento.”