Casinò, la necessaria managerialità della gestione

L’analista di gaming Mauro Natta commenta le dichiarazioni del presidente del Casinò Campione Roberto Guarini, evidenziando la necessità di una gestione manageriale.

 

di Mauro Natta

Allora posso ritenere che non ero fuori tema come qualcuno pensava e/o cercava di farmelo comprendere.

Lungi da me la pretesa di volermi ergere a manager ma quando scrivevo che le comunicazioni relative agli introiti, agli ingressi ed altre piccole o grandi notizie non era, almeno per conto mio, il modo di presentare una situazione non solo parziale ma di poca utilità, non ero dalla parte del torto.

Ho sempre sostenuto, in particolare da quando Federgioco è sparita (non saprei come meglio qualificare il fatto non conoscendo la vera motivazione per cui non se ne sente più parlare) che i proventi di un mese confrontati con quelli dello stesso mese dell’anno precedente non dicono nulla, che la composizione dei proventi divisi tra giochi da tavolo e slot è ben poco significava anche se corredata dal numero delle presenze anche queste confrontate nell’identico modo e non me ne pento come, forse, qualcuno lo vorrebbe constatare.

Finalmente, leggendo l’articolo con le dichiarazioni del presidente del Casinò di Campione d’Italia ho visto, letto ed assaporato con infinito piacere il significato di “manager” che in breve, se non brevissimo tempo ha esaminato il trend della Casa da gioco da ogni punto di vista, conto tenuto delle esigenze gestionali.

E con un programma di investimenti per il futuro prossimo che tratta l’offerta alla clientela non solo di giochi, di miglioramento dei sevizi in aggiunta ad intrattenimenti diversificati ma con un occhio di riguardo agli investimenti. Non posso che condividere il rapporto tra ingressi e risultati, questi divisi tra giochi da tavolo e slot.

Sicuramente l’analisi economica, le possibilità di sviluppo e la disponibilità dei mezzi, capitale e forza lavoro, per realizzarla sono, e non potrebbe essere diversamente, non solo degne di nota e soddisfatto di averlo potuto constatare con l’esperienza quarantennale nel settore produttivo alle spalle e venticinque anni da pensionato.

L’aver prestato servizio in campo amministrativo e tecnico ai tempi d’oro 1959 – 2000, analizzando la situazione del mercato attuale mi ritrovo ad evidenziare come un manager di lungo corso possa destreggiarsi in un campo non conosciuto in un tempo, a mio giudizio, breve ma comprensivo dell’analisi di quanto maggiormente rilevante nella gestione.

Unitamente a quanto precede mi permetto di auspicare al dottor Roberto Maria Guarini i migliori e sinceri auguri di buon lavoro.

 

Foto di Alvaro Reyes su Unsplash