Le relazioni approvate il 3 novembre: centri scommesse, piattaforme abusive e interdittive alle imprese del gioco
Scommesse clandestine, piattaforme online non autorizzate, centri scommesse usati per ripulire denaro e imprese del gioco colpite da interdittive. Sono alcuni dei punti che legano il settore alla criminalità organizzata in Puglia e in Emilia-Romagna. Li ricostruiscono due relazioni approvate il 3 novembre dalla Commissione parlamentare Antimafia, entrambe con relatrice la presidente Chiara Colosimo: la prima sulle risultanze della missione in Puglia del 26 e 27 marzo 2026, la seconda sulla ‘ndrangheta nell’Italia settentrionale.
Secondo la relazione pugliese, i clan della camorra barese sono da tempo attivi nelle scommesse illecite e riescono a infiltrarsi anche nell’economia sana, comprese le attività legate alle lotterie e alle scommesse online. Fra i gruppi citati c’è il clan Capriati, radicato nel Borgo Antico di Bari e presente in molti comuni dell’area metropolitana e in alcuni della provincia di Barletta-Andria-Trani. Le sue attività principali sarebbero il traffico di droga, le estorsioni e il gioco. Il clan Strisciuglio, oggi tra i più attivi della città, ha invece tra i propri interessi, oltre a droga, usura, riciclaggio e rifiuti, il controllo della distribuzione delle apparecchiature da gioco. Un altro passaggio riguarda il clan Parisi-Palermiti: le indagini citate nel documento avrebbero mostrato una nuova generazione di affiliati pratica di intestazioni fittizie e riciclaggio attraverso la gestione di centri scommesse.
Lo stesso quadro è emerso nelle audizioni svolte a Bari. Il questore Annino Gargano ha parlato di un reimpiego massiccio dei proventi della droga, dell’usura, delle estorsioni e del gioco, soprattutto quello illegale su piattaforme illegali, attraverso forme sempre più evolute di riciclaggio e di interposizione fittizia dei beni. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Pasquale Russo, ha inserito fra i reati delle organizzazioni dell’area metropolitana anche le scommesse clandestine, ormai organizzate pure su piattaforme online.
Nel Salento il fenomeno si vede soprattutto nelle misure di prevenzione. La relazione riprende i dati della Prefettura di Lecce: nel 2025 sono state emesse nove interdittive antimafia, quattro delle quali nei confronti di imprese del gioco e delle scommesse. Tre di queste sono riconducibili a un unico imprenditore, coinvolto nell’operazione di polizia giudiziaria Stealth con l’accusa di partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Già nel 2023 la Prefettura aveva adottato provvedimenti di prevenzione collaborativa verso due società dello stesso comparto. Nel documento compare anche un’interdittiva a una società che installa e distribuisce apparecchi elettronici, ritenuta vicina ai clan Padovano e Troisi.
Al Nord il caso più citato è quello di Reggio Emilia. Nell’audizione del procuratore Calogero Gaetano Paci, ricordata nella relazione, la provincia viene indicata al terzo posto nel Nord Italia, dopo Milano e Brescia, per numero di imprese di interesse della criminalità organizzata. Tra i settori in cui la ‘ndrangheta si sarebbe inserita compaiono, accanto a edilizia, logistica, trasporti, rifiuti, energie rinnovabili, ristorazione e immobiliare, anche le scommesse. Più che sulla violenza, osserva la Commissione, la presenza mafiosa in Emilia-Romagna si regge sulla reputazione criminale, sulla disponibilità di liquidità, sull’offerta di servizi illeciti economicamente convenienti e sulla capacità di alterare la concorrenza.
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