A Verona il confronto sul piano di promozione del settore. Chantre Bompiani: “Il cavallo deve rimanere al centro”.
Raccontare l’ippica a chi non la conosce, senza perdere di vista la qualità delle corse, e trasformare gli ippodromi in luoghi da vivere tutto l’anno. È il tema del panel “Una nuova comunicazione per l’ippica: strategie, strumenti e protagonisti per l’ippica”, che si è svolto ieri, 5 novembre, a Verona durante Fieracavalli 2026, la rassegna internazionale dedicata al mondo equestre in programma fino a domenica 8 novembre.
L’incontro, voluto dalla Direzione generale per l’ippica del Masaf, era dedicato al Piano di promozione e comunicazione del settore promosso dal ministero e ha riunito istituzioni, operatori e addetti ai lavori. Tra i relatori c’era anche Marco Chantre Bompiani, direttore Ippodromi Snai, che ha raccontato il percorso di rilancio dell’Ippodromo Snai San Siro di Milano.
“L’ippica dispone di un patrimonio straordinario di storie, protagonisti, tradizioni ed emozioni. La sfida oggi è renderlo accessibile anche a chi non conosce ancora questo mondo”, ha spiegato Chantre Bompiani durante la tavola rotonda. Per riuscirci, secondo il manager, alla qualità sportiva va affiancata una comunicazione moderna, che usi linguaggi e strumenti diversi per arrivare a un pubblico più ampio. Altrettanto importante è continuare a investire sull’accoglienza negli impianti, perché diventino spazi aperti e legati al territorio. È la strada che Snai dice di seguire a San Siro, dove l’obiettivo è valorizzare ancora di più l’identità dell’ippodromo e aumentare le occasioni per frequentarlo durante tutto l’anno.
A Milano il programma passa da un piano di investimenti avviato di recente, che riguarda servizi e accoglienza e prevede la riqualificazione di quasi 2 mila metri quadrati di spazi destinati a eventi e iniziative di vario genere.
“Il futuro del comparto passa dalla capacità di tenere insieme qualità sportiva, innovazione, apertura a nuovi pubblici e una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni e operatori privati”, ha concluso Chantre Bompiani. “Il cavallo deve rimanere al centro del nostro racconto, ma attorno ad esso possiamo costruire nuove esperienze, nuovi linguaggi e nuove opportunità di coinvolgimento, rafforzando il legame tra ippodromi, territorio e comunità”.







