Il dibattito pubblico e politico ha fatto saltare la trattativa tra Andrea Pirlo e la Nazionale Italiana con Maldini e Leonardo che hanno annunciato le dimissioni. Nel frattempo l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha oscurato 293 nuovi siti internet tra cui tre riconducibili a Fonbet di cui l’allenatore italiano è testimonial.
Andrea Pirlo non sarà il ct della Nazionale. Tutte le pratiche dell’entourage dell’allenatore ed ex calciatore italiano, e gli incontri in programma a Roma per definire la rescissione del suo contratto con lo United Fc con la conseguente firma in Figc, sono stati interrotti per via dell’acceso dibattito pubblico e politico che si è scatenato sulla trattativa. Ore caldissime in federazione con Paolo Maldini e Leonardo che hanno rassegnato le proprie dimissioni dalla direzione tecnica, a poche ore dal Consiglio federale di domani, martedì 28 luglio, in cui si contava di ufficializzare il nuovo commissario tecnico degli Azzurri.
A nulla è servito, dunque, quanto affermato da Pirlo sul suo profilo Instagram, dove aveva provato a chiarire contestualmente all’azione dei suoi legali – sul caso è intervenuto anche il Codacons – la posizione legata alla collaborazione con Fonbet, la principale piattaforma russa di scommesse sportive. Tra l’altro, proprio da oggi sono operative le disposizioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha disposto l’oscuramento di 293 nuovi siti internet, fra cui oltre al noto Polymarket tre siti riconducibili a Fonbet, portando a 12.448 il numero complessivo dei domini inibiti.
Così Pirlo su Instagram: “Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di ct della Nazionale Italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi sempre”.
In queste ore è anche arrivata “sincera e umana solidarietà” ad Andrea Pirlo dall’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov. “Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all’immagine dell’Italia nel mondo, proprio nel suo Paese, sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito pseudo-democratico”, ha scritto Paramonov in una lettera aperta a Pirlo postata sul canale Telegram dell’ambasciata russa.







