L’avvocato Marco Ripamonti ha commentato la discussione dei ricorsi dei Pvr al Consiglio di Stato insieme ai colleghi che hanno rappresentato gli operatori: sul tavolo la legittimità delle regole del riordino del gioco online.
Potrebbe sollevarsi un profilo di incostituzionalità sulla determina direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli del 25 ottobre del 2024 che sostiene l’architettura normativa del nuovo gioco a distanza e delle nuove regole dei Punti vendita e ricarica. Il collegio del Consiglio di Stato era molto preparato e aspettiamo la decisione coi colleghi per capire quali saranno i futuri scenari del settori”. L’avvocato Marco Ripamonti, dello studio omonimo, ha seguito oggi l’udienza al Consiglio di Stato con gli altri legali che hanno seguito i 4 ricorsi arrivati alla giustizia amministrativa e ora al Cds, il figlio Riccardo Ripamonti, Mariateresa Parrelli, Alvise Vergerio di Cesana e Luca Porfiri e ha commentato il dibattito scaturito dall’impugnazione della determina in questione di Adm sui Pvr.
Come anticipato da Ripamonti “il Collegio aveva letto tutte le carte con grande attenzione mostrando interessi su tutti i temi sollevati nei nostri ricorsi”.
Il Presidente della Sesta Sezione si è soffermato coi legali sul profilo di costituzionalità legato all’eventuale eccesso di delega. Tuttavia il contenzioso è molto ampio e gli operatori contestano diverse disposizioni del riordino del gioco online. Al centro proprio il limite di ricarica dei 100 euro. Secondo l’Avvocatura di Stato il limite non avrà effetti sul mercato e, anzi, i Pvr sarebbero stati valorizzati dalle nuove disposizioni.
Secondo i ricorrenti il mercato ha reagito ma non con gli effetti sperati dal regolatore: “Abbiamo sottolineato la sofferenza del comparto per le limitazioni di ricarica e che questo comporta un rischio enorme per la tenuta del sistema della raccolta a distanza. Si potrebbe sollevare un profilo di incostituzionalità. Il Collegio ha mostrato interesse per le questioni preliminari di legittimità costituzionale che avevamo sollevato e ha chiesto approfondimenti, in particolare, sulla questione dell’eccesso di delega e su quella che tecnicamente può essere definita una procedura aggravata prevista dalla legge delega. È un tema molto tecnico, ma rilevante nell’impostazione dei nostri appelli. Il punto è la sequenza procedimentale prevista dalla delega tra le varie istituzioni che, secondo la nostra posizione, non è stata rispettata”, ha proseguito Ripamonti. I legali hanno chiesto che i limiti siano proporzionali e funzionali.
Un altro tema centrale affrontato riguarda la costituzionalità delle restrizioni imposte agli Internet Point. La discussione si richiama alla giurisprudenza della Corte Costituzionale, la quale ha già espresso pareri sulla legittimità e sui limiti delle norme del settore (come nel caso della c.d. Norma Balduzzi).
Una parte importante della discussione ha riguardato la costituzionalità delle restrizioni imposte agli Internet Point: “Un tema molto centrale della nostra recente attività e molto familiare per lo Studio Ripamonti. Abbiamo richiamato la discussione alla giurisprudenza della Corte Costituzionale che aveva già espresso pareri sulla legittimità e sui limiti delle norme del settore, come nel caso della Norma Balduzzi, la 104 del 2025, che è stata giudicata incostituzionale. Per analogia e similitudine sosteniamo che la stessa determina Adm discussa oggi possa avere la stessa natura”.
I possibili scenari? “Attendiamo con fiducia la decisione del Collegio ma certo è che la determina in questione è il fulcro delle nuove regole del gioco online e in base alla pronuncia sul settore potrebbero esservi effetti molto importanti”, conclude Marco Ripamonti.
Foto sito Giustizia Amministrativa







