La Spagna continua a regalare grandi soddisfazioni al poker azzurro: dopo il successo di Manuel Ferrari nel Main Event EPT di Barcellona, un altro italiano si prende la scena: Davide Marchioro ha vinto il Mini Main del CEP di Malaga.
L’aveva sfiorata più volte poi, a Namur in Belgio nel maggio 2026, l’aveva vinta nel Pot Limit Omaha Championship. Ieri notte, a Malaga, ha fatto il bis e c’ha preso gusto. Con l’assistenza speciale dell’amico Manuel Ferrari, recente winner dell’Ept Barcellona con una prestazione sontuosa, Davide Marchioro ha vinto il Mini Main del CEP nella meravigliosa location spagnola che era piaciuta a tutti i players dopo il PokerStars Open di qualche settimana fa.
La festa a Ferrari si trasforma nel Marchioro-party
La trasferta era nata proprio per festeggiare “Poker Manzo” e si è così trasformato nell’ennesimo successo per il gruppo di giocatori italiani. Il gruppo di amici di Ferrari aveva infatti scelto Malaga per celebrare il grande risultato ottenuto dal player trentino a Barcellona. Una sorta di vacanza-lavoro, considerando che proprio nella città andalusa – dove Ferrari aveva già conquistato il PokerStars Open – era in programma anche una tappa del CEP.
Ferrari questa volta si è concesso una pausa dal poker live, ma alcuni dei suoi compagni di viaggio hanno deciso di mettersi comunque alla prova ai tavoli. E Marchioro ha trasformato l’occasione in un altro successo.
Il risultato conferma il momento particolarmente positivo del gruppo: Ferrari ha conquistato l’EPT di Barcellona, Bernardi è andato vicino alla vittoria a Parigi e adesso è arrivato il successo di Marchioro a Malaga. Per Davide, inoltre, si tratta della seconda picca conquistata in pochi mesi, dopo quella vinta a Namur.
Marchioro parte forte e arriva al final table
Il Mini Main CEP prevedeva un buy-in di 250 euro e ha registrato 395 entries. Marchioro aveva iniziato a costruire il proprio torneo già nel Day 1, terminato nella top 8 del chipcount con uno stack pari a circa il doppio dell’average.
Anche il Day 2 è proseguito senza particolari problemi fino agli ultimi due tavoli. In quella fase, però, un colpo perso lo ha lasciato con uno stack più corto. Senza forzare, l’italiano è riuscito comunque a ricostruire e a raggiungere il tavolo finale.
La struttura, nel frattempo, era diventata molto più veloce, con uno stack medio intorno ai 20 big blind. Una situazione che lasciava meno spazio alla manovra e rendeva decisivi gli showdown.
Uno dei colpi fondamentali arriva con A-K. Marchioro apre con uno stack di circa 18 big blind, riceve un call e successivamente l’all-in del chip leader. L’italiano chiama e si trova davanti A-Q. Il punto regge e il double up cambia completamente il torneo. A quel punto Davide ha iniziato a giocare come sa portandosi nelle condizioni di fare un accordo.
Il deal a 3, la picca è italiana
Rimasti in tre, arriva un’altra mano delicata. Marchioro parte avanti con A-K contro A-8, ma un otto al turn consegna il piatto all’avversario. Con i tre giocatori rimasti intorno ai 30 big blind e una struttura ormai molto veloce, si apre quindi la possibilità di un deal. Erano tutti con 30x e la struttura era crollata. Il deal è buono per l’Azzurro che accetta. Ci si sarebbe giocati la picca, comunque.
Marchioro elimina il terzo classificato e raggiunge l’heads-up con un vantaggio di circa 3 a 1 in chips. Il testa a testa dura poco. Nell’ultima mano finiscono tutte le chips al centro: A-J per Marchioro contro K-J dell’avversario. L’azzurro parte con circa il 70% di probabilità di vittoria e questa volta il board non riserva sorprese.







