L’analista di gaming Mauro Natta esamina il tema del versamento dell’Isi in riferimento ai tornei di poker organizzati al Casinò di Saint Vincent.
di Mauro Natta
Al Casinò di Saint Vincent dal 13 a 18 ottobre p. v. si svolgerà un torneo di poker con l’affidamento a soggetti terzi delle attività organizzative e logistiche (…), e prevedendo, ai sensi dell’articolo 9 del disciplinare (…), il versamento alla Regione del 10% dei proventi di gioco.
Il torneo avviene in collaborazione con TexApoker e si tratta del primo torneo di poker organizzato a Saint Vincent.
Per proventi di gioco si intende, a mio avviso e per quel poco che conosco, in questo caso specifico l’importo della quota sulle iscrizioni a titolo di cagnotte o rake, la percentuale che non viene utilizzata per i premi.
Ora io che sono nato a Roma ma cresciuto ad Imperia sino al diploma per poi venire in Valle d’Aosta mi ritrovo a pensare come un ligure, almeno credo. Il mio primo interrogativo, che interviene in questioni di tenore simile, è questo: se lo faccio ci posso guadagnare o no? La risposta mi permette di continuare il ragionamento ma solo in caso di risposta positiva.
Ed allora, sul poco che conosco in tema di determinati proventi di gioco nel caso prospettato, mi permetto una domanda alla quale chiedo una risposta, se possibile.
Premetto e ritengo normale che la gestione si accolli indirettamente i costi di organizzazione (l’affidamento a soggetti terzi delle attività organizzative e logistiche e prevedendo, ai sensi dell’articolo del disciplinare…, il versamento alla Regione del 10% dei proventi di gioco).
Tornando al mio modo di ragionare, in sostanza “conviene o no” mi pare che si poteva usare una forma differente. Ma non conosco se era possibile stante la definizione di proventi di gioco una percentuale sulle iscrizioni (cagnotte o rake) destinata a coprire i costi.
In sostanza la gestione trattiene la percentuale sulle iscrizioni e poi rimborsa alla TexApoker il riconoscimento dei costi effettivamente sostenuti per attività organizzative e logistiche.
E sino a qui tutto bene, ma in conclusione mi chiedo se l’imposta sugli intrattenimenti (che è del 10%, a carico della proprietà, sui proventi di gioco con qualche piccolo aggiustamento in campo slot, che non è il caso di citare per non ingarbugliare la matassa, al netto di quanto il gestore ha anticipato alla Regione) poteva evitarsi sulle percentuali sulle iscrizioni trattate come la differenza tra dotazione iniziale ed esistenza finale nei giochi di contropartita.
Certamente non cambia nulla con una, a mio avviso, inutile complicazione che mi lascia rammentare mio nonno materno che sosteneva l’inutilità di complicare le cose semplici.
Forse ho un pochino di torto se rifletto che mi sono immischiato in questioni che potevano tranquillamente dormire. Ma cosa volete fare se sono ancora, malgrado l’età, curioso?
Foto di Emil Kalibradov su Unsplash







