Dopo lo stop al mercato, un progetto di legge chiede agli operatori di restituire anche il denaro perso dai giocatori.
In Brasile si accende un nuovo fronte sulle scommesse a quota fissa. Alla Camera dei deputati è stato depositato un progetto di legge che vorrebbe obbligare gli operatori a restituire ai giocatori l’intera perdita netta maturata sui propri conti, ben oltre i saldi ancora disponibili. La proposta arriva mentre il settore sta già facendo i conti con la misura provvisoria che ha disposto la chiusura del mercato regolamentato.
Il testo è il PL 5502/2026, presentato il primo ottobre dal deputato federale Ricardo Abrão, del PSDB di Rio de Janeiro. Come risulta dalla scheda ufficiale dell’iter sul portale della Camera, il progetto istituisce la “Lei de Restituição Integral e Reparação ao Apostador”, una disciplina pensata per regolare il diritto alla devoluzione e al ristoro delle somme e delle perdite derivanti dalle scommesse effettuate in Brasile, con regole per il calcolo della perdita netta e obblighi di informazione, trasparenza e tracciabilità per le società.
Nel dettaglio, la perdita netta sarebbe definita come la differenza positiva tra le somme versate dal giocatore e quelle effettivamente recuperate o prelevate. A titolo di esempio, chi avesse depositato 20 mila real e ne avesse prelevati 8 mila vedrebbe riconosciuta una perdita di 12 mila real. Gli importi sarebbero rivalutati a partire dalla data di ciascun pagamento e non potrebbero essere ridotti con commissioni o altri oneri. Il progetto prevede inoltre la restituzione dei premi non pagati, delle scommesse accettate da persone autoescluse e degli addebiti non autorizzati.
Uno dei punti più delicati riguarda l’arco temporale. Il testo farebbe riferimento anche al periodo precedente alla cessazione dell’attività degli operatori, senza indicare una data di partenza, una formulazione che potrebbe aprire un confronto giuridico sull’applicazione a rapporti di gioco già conclusi, anche alla luce delle tutele costituzionali sugli atti perfezionati. Ampia anche la platea dei soggetti chiamati a rispondere: controllanti, amministratori, società dello stesso gruppo e successori dell’operatore potrebbero essere responsabili in solido, e la chiusura dell’attività, la revoca dell’autorizzazione, il recupero giudiziario o il fallimento non estinguerebbero il credito del giocatore. L’eventuale mancanza dei registri non potrebbe essere usata contro lo scommettitore.
Il quadro in cui si inserisce la proposta è quello della Mp 1.394/2026, adottata il 25 settembre, che ha disposto la cessazione delle scommesse a quota fissa nel Paese. La misura prevede già la restituzione ai clienti dei saldi presenti sui conti e il pagamento dei premi maturati, per un importo che le stime di questi giorni quantificano in circa 1,7 miliardi di real. Il PL 5502/2026 avrebbe una portata diversa, perché riguarderebbe anche il denaro già perso, con l’onere a carico degli operatori e dei soggetti ritenuti responsabili e non del Tesoro.
Per ora si è soltanto all’inizio del percorso. La scheda della Camera registra la sola presentazione del progetto, senza assegnazione alle commissioni, pareri o emendamenti, e non risulta definito il regime di tramitazione. Non è quindi previsto alcun rimborso generalizzato delle perdite: la restituzione integrale è il contenuto di una proposta che il Congresso dovrà ancora esaminare. Restano aperti anche aspetti pratici, come la possibilità che il rimborso scatti in automatico o su richiesta e il trattamento dei bonus accreditati sui conti.







