Milano Digital Week, Gatti (Sapar): ‘Restrizioni nel gioco fisico spingono utenti verso l’online’

Francesco Gatti, vicepresidente Sapar, è intervenuto alla Milano Digital Week sostenendo che la riduzione del gioco attraverso gli apparecchi fisici ha favorito lo spostamento dei consumi verso l’online.

La progressiva riduzione del gioco attraverso gli apparecchi fisici ha favorito lo spostamento dei consumi verso l’online, con conseguenze per le imprese, l’occupazione e l’economia dei territori. È quanto ha sostenuto Francesco Gatti, vicepresidente Sapar, intervenendo alla Milano Digital Week nell’incontro “Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media”.

Come si legge in una nota riportata sul sito ufficiale di Sapar, secondo Gatti, le restrizioni introdotte negli ultimi anni sul gioco terrestre, tra distanziometri, limiti orari e altre misure locali, hanno ridimensionato una filiera composta soprattutto da piccole e medie imprese. Parallelamente, una quota crescente dei consumi si è trasferita sul digitale.

“Abbiamo portato via la macchina dal territorio e abbiamo portato il gioco in casa dell’italiano”, ha affermato. Un passaggio che, secondo il vicepresidente Sapar, ha impoverito anche l’economia collegata agli esercizi pubblici: “Il giocatore prima usciva di casa, aveva la possibilità di andare in un bar, giocare e prendere un caffè. Oggi, a seguito di questo spostamento, anche il territorio viene impoverito”.

Gatti ha evidenziato inoltre la profonda differenza tra i prodotti disponibili nei due canali. Velocità delle sessioni, disponibilità immediata del credito, bonus e possibilità di effettuare giocate di importo elevato renderebbero il digitale più competitivo. “Stiamo combattendo con il fucile a elastico mentre dall’altra parte c’è un bazooka”, ha sintetizzato.

Per Sapar, quindi, la tutela del giocatore non può limitarsi alla riduzione dell’offerta fisica. “Abbiamo forse impostato una tutela in maniera miope, spostando il problema”, ha osservato Gatti, chiedendo di valutare insieme prevenzione, evoluzione dei consumi e sostenibilità economica della rete terrestre.

Il futuro riordino dovrà inoltre affrontare il tema della competitività degli apparecchi. Gatti ha richiamato il lavoro per sperimentare macchine più moderne e la possibilità di intervenire sulle caratteristiche dell’offerta e sul payout, senza immaginare un ritorno alle dimensioni del passato. “Non dico rilanciare il gioco terrestre, ma perlomeno mantenere gli equilibri”.

Un altro nodo riguarda l’omnicanalità e la concentrazione del mercato. Gestire una rete fisica richiede personale, mezzi, magazzini e strutture, mentre il digitale presenta costi operativi differenti. “Se per gestire il gioco terrestre devo impiegare mezzi, uomini, stabilimenti e magazzini, mentre posso spostare il giocatore su un canale dove ho costi molto inferiori, è ovvio che cercherò di spostarlo”, ha spiegato.

Da qui la richiesta di particolare attenzione nella definizione delle future concessioni terrestri. Requisiti economici troppo elevati, secondo Gatti, rischierebbero di ridurre ulteriormente il numero degli operatori e favorire la concentrazione del mercato.

Per SAPAR, il riordino dovrebbe quindi preservare il modello di prossimità e consentire alle piccole e medie imprese di continuare a operare. L’obiettivo non sarebbe riportare il gioco terrestre al passato, ma garantirgli una presenza sostenibile in un mercato sempre più digitale, mantenendo sul territorio imprese, occupazione e una parte del valore economico generato dal settore.