Gioco online, la tassa europea esclusa dalla nuova bozza sul bilancio Ue

Nella bozza sul Quadro finanziario 2028-2034 risorse proprie per 55 miliardi l’anno. Gli eurodeputati ne chiedono almeno 60.

Il Consiglio non segue il Parlamento europeo sulla tassa europea sul gioco online. A poche ore dalla discussione in cui socialisti e Verdi hanno rilanciato l’idea di un prelievo sul settore, la presidenza irlandese ha messo a punto una bozza di compromesso sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 che non la contempla, insieme alle imposte sui servizi digitali e sulle cripto-attività, le tre risorse proprie proposte dall’Assemblea.

Il documento, di cui riferisce Euronews, prevede un pacchetto di nuove risorse proprie da circa 55 miliardi di euro l’anno, costruito soprattutto sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, la cui quota destinata al bilancio comunitario salirebbe dal 75% al 90%. Restano le proposte della Commissione su accisa sul tabacco, contributo societario e rifiuti elettronici, oltre all’ipotesi di trattenere il 90% dei dazi doganali. Le tre imposte escluse, secondo le stime più recenti citate dalla testata, avrebbero potuto fruttare fino a 32 miliardi l’anno.

A motivare la scelta è stato il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, che guida il dossier. La presidenza si è data tre criteri: che le nuove risorse ottengano l’unanimità, che possano garantire fondi sostanziali e che siano pronte entro il primo gennaio 2028. Per le proposte del Parlamento, ha spiegato, non era chiaro né il gettito né la possibilità di renderle operative in quei tempi.

La distanza con Strasburgo si misura anche nei numeri. Nel dibattito, l’eurodeputata socialista Sandra Gómez López aveva avvertito che il Parlamento accetterà soltanto un pacchetto di almeno 60 miliardi di euro l’anno, indicando come strade possibili la tassa digitale, quella sul gioco online o il paniere di risorse della Commissione. La bozza irlandese si ferma a 55 miliardi. Il vicepresidente del Parlamento Victor Negrescu, a nome dei socialisti, aveva invece sostenuto la tassa sul gioco e sulle scommesse online come strumento per finanziare istruzione, sanità e politiche giovanili, mentre per i Verdi Rasmus Andresen aveva chiesto un maggiore contributo di aziende digitali e industria del gioco.

Il testo è ancora una base di partenza. Gli ambasciatori lo esamineranno domenica, i ministri lo porteranno al Consiglio Affari generali del 13 ottobre e i leader al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Il bilancio complessivo proposto da Dublino scende a 1.622 miliardi di euro a prezzi 2025, l’8% in meno rispetto alla proposta della Commissione, e alcuni Paesi frugali hanno già bollato la cifra come ancora troppo alta. L’obiettivo resta un’intesa politica entro fine anno, e il tema delle risorse proprie, tra cui un eventuale prelievo sul gioco online, potrebbe tornare nella trattativa con il Parlamento, che dovrà approvare il quadro finale.