Tra limiti di deposito, ricorsi degli operatori e voto anticipato del 29 novembre.
Si terrà questa settimana, giovedì 15 ottobre 2026, la Gaming in Spain Conference, l’appuntamento di Madrid dedicato al mercato spagnolo del gioco online regolamentato. L’evento si svolge all’Auditorio Ecija, con registrazione già aperta e agenda completa consultabile sul sito degli organizzatori.
Il programma prevede gli interventi di diversi protagonisti del settore. Salirà sul palco il direttore generale della Dgoj, Mikel Arana, insieme al responsabile del gioco sicuro della stessa direzione, Justo Sancho. Per l’associazione degli operatori con licenza spagnola parlerà il direttore generale di Jdigital, Jorge Hinojosa, mentre la Policía Nacional sarà rappresentata dal capo ispettore David Calvete Sarasa. Tra i relatori anche il managing partner dello studio Ecijadi Barcellona, Xavi Munoz Bellvehí, oltre ad altri ospiti non ancora indicati.
Al centro del confronto ci sono le riforme che il comparto spagnolo si trova ad affrontare. Secondo gli organizzatori, il mercato deve fare i conti con l’introduzione di limiti di deposito validi per tutti gli operatori e con un algoritmo centrale, imposto dalla Dgoj,, per individuare i comportamenti di gioco problematico. A più lungo termine, l’esecutivo ha inoltre annunciato modifiche sostanziali alla legge sul gioco.
Su questo fronte la tensione con l’industria è alta. Jdigital ha annunciato un ricorso in sede giudiziaria contro il progetto di limiti di deposito trasversali, e gli operatori avrebbero fatto sapere di non voler collaborare ai piani di revisione della normativa.
A complicare il quadro è la scelta del primo ministro Pedro Sánchez, che il 5 ottobre ha indetto elezioni anticipate per il 29 novembre, dopo la bocciatura in Parlamento dei decreti sulla casa e le proteste che ne sono seguite. Il voto, inizialmente atteso entro l’estate del 2027, rimette in gioco il destino delle riforme: gli organizzatori si chiedono se un eventuale ritorno dell’attuale maggioranza darebbe più tempo per attuarle oppure se il premier abbia calcolato male la mossa. Secondo diversi sondaggi citati dalla stampa internazionale, il Partito socialista è dato in svantaggio rispetto al centrodestra.







