Europa al 64% degli alert, Polonia in testa. Nel report un focus sul divieto di scommesse in Brasile.
Sono 67 le segnalazioni di scommesse sospette trasmesse alle autorità competenti tra luglio e settembre 2026, distribuite su otto discipline sportive. Un dato in calo rispetto al trimestre precedente, quando gli alert erano stati 76 in nove sport, e soprattutto un cambio nella gerarchia delle discipline: dopo due trimestri guidati dal calcio, il primo posto passa al tennistavolo.
Il tennistavolo ha prodotto 20 segnalazioni, pari al 30% del totale, tutte relative a competizioni estranee al circuito della Federazione internazionale (Ittf) e tutte concentrate in Europa: dieci in Polonia, sette in Repubblica Ceca e tre in Ucraina. Il calcio si ferma a 15 alert (22%), con una distribuzione molto più frammentata. Il Sud America ne conta sei, di cui tre in Ecuador, due in Brasile e uno in Argentina; l’Africa quattro, uno ciascuno per Camerun, Etiopia, Ghana e Zimbabwe; due arrivano dall’Europa (Croazia e Grecia), due dal Nord America (Messico e Panama) e uno da Israele.
Il tennis segue con 11 segnalazioni, nove delle quali europee: tre nei Paesi Bassi, due in Romania e una ciascuna in Croazia, Germania, Ungheria e Polonia, a cui si aggiungono Egitto e Tunisia. Tre di questi casi sono stati inoltrati all’International Tennis Integrity Agency come rapporti di intelligence, perché riferiti a eventi non riconosciuti dai principali circuiti, anche se alcuni giocatori coinvolti potrebbero comunque ricadere sotto il programma anticorruzione del tennis. Completano il quadro il cricket con nove alert (otto in Belgio e uno nel Regno Unito), gli eSports con otto, due le corse di levrieri nel Regno Unito, un caso nel basket in Kenya e uno nel badminton in Polonia.
È quanto emerge dall’Integrity Report trimestrale dell’International Betting Integrity Association, che sul piano geografico attribuisce all’Europa 43 segnalazioni, il 64% del totale. Seguono gli alert globali, non riconducibili a un singolo Paese perché legati a eventi transnazionali (12%), l’Africa (10%), il Sud America (9%), il Nord America (3%) e l’Asia (2%). La Polonia è il Paese con il maggior numero di casi, 12, davanti a Belgio (8) e Repubblica Ceca (7). L’associazione precisa che il totale potrebbe essere rivisto alla luce delle indagini in corso e che una segnalazione indica un’anomalia nei flussi di gioco, non una manipolazione accertata.
Ampio spazio del report è dedicato al Brasile, dove il 25 settembre 2026 è stato spento il mercato regolamentato delle scommesse avviato il 1° gennaio 2025, con le licenze destinate a decadere il 25 ottobre. In 21 mesi, secondo l’Ibia, il Paese aveva costruito uno dei quadri normativi più completi a livello internazionale, valutato 77 punti su 100 nella griglia di 27 criteri che l’associazione applica a ogni giurisdizione, con un punteggio di 8 su 10 alla voce integrità. Il sistema contava oltre 80 operatori autorizzati per circa 25 milioni di scommettitori, un mercato stimato in 40 miliardi di real annui, il 70% della spesa di gioco canalizzata sul circuito legale e circa 13 mila siti illegali oscurati, insieme al blocco di pagamenti e pubblicità.
L’obbligo per ogni concessionario federale di segnalare le scommesse sospette al regolatore e di aderire a un organismo indipendente di monitoraggio ha avuto effetti immediati sui numeri. Nel 2025, primo anno di mercato regolato, l’Ibia ha registrato 25 alert sul Brasile, contro una media di 11 l’anno nel periodo 2021-2024 e appena sette nel 2024. Per l’associazione, la regolamentazione avrebbe reso visibile un fenomeno che il divieto rischia ora di riportare nell’ombra.
Le stime di H2 Gambling Capital riportate nel documento indicano che, senza offerta legale, la spesa sul mercato offshore salirebbe da 17 a 42 miliardi di real, con 25 miliardi di gioco finora regolamentato destinati a spostarsi verso operatori non autorizzati. Le conseguenze per l’integrità sportiva, secondo l’Ibia, sarebbero tre: nessun soggetto sarebbe più tenuto a segnalare anomalie sulle scommesse legate allo sport brasiliano, regolatore e forze di polizia perderebbero l’accesso ai dati sulle giocate e sui conti, e verrebbe meno il monitoraggio degli operatori che finora aveva sostenuto sanzioni sportive e condanne penali, in un ordinamento che punisce la combine con pene da due a sei anni. L’associazione chiede di riconsiderare il divieto attraverso l’ordinario iter legislativo, accompagnandolo con una valutazione d’impatto pubblica, di mantenere l’impianto di tutela dell’integrità e di concentrare l’azione repressiva sugli operatori offshore.+
Credit foto: Ibia. bet








