Il parlamentare al panel su media e comunicazione: correttivi alla manovra possibili in sede parlamentare.
“Il gioco viene spesso visto come un vizio ma se gestito con intelligenza non deve essere per forza negativo. Nel momento in cui la politica si trova a dover reperire risorse per non scontentare l’opinione pubblica pensa prima di tutto all’alta finanza, alle grandi banche e subito dopo al gioco perché viene vissuto come un pericolo con un’accezione negativa. È molto facile che il sistema, quando ha bisogno di soldi, si approcci in settori come questi. Se la premessa è questa, però, va fatto un passo: può andare bene che alcuni settori siano i primi interlocutori a far cassa, quando si parla di salute e pensione, ma questo va fatto in un rapporto dialettico, con un confronto con la controparte, e soprattutto cercando di essere equilibrati.”
Così interviene Andrea de Bertoldi, parlamentare della Lega, nel panel “Televisione, radio, stampa e social media” che si sta svolgendo oggi, mercoledì 4 novembre al SiGMA World presso la fiera di Roma. A proposito prosegue sottolineando che tra apparato amministrativo e Governo c’è stato “un cortocircuito nello scrivere le ultime parti della delle finanziaria. Sono convinto però che questo in sede parlamentare possa essere migliorato, e si possa riequilibrare il problema.”
De bertoldi a questo punto parla di numeri: “Nel gioco online su 100 miliardi l’erario prende un miliardo e mezzo, mentre per quanto riguarda Awp, Vlt e su 35 miliardi del giocato l’erario incassa 5 miliardi. Qualcosa non quadra e ritengo che se bisogna far cassa sul settore del gioco non si possa farlo solo su un ramo che è già quello più tassato. Tartassare quella parte del gioco non porta a migliori risultati ma rischia di portare al crollo di un settore. Il mercato va dunque riequilibrato considerando l’online, dove le tasse sono più basse.
Infine de Bertoldi analizza il pregiudizio che c’è sul settore parlando anche di mala informazione: “Si ritiene erroneamente che gli imprenditori di questo settore facciano i soldi senza fatica, cosa non vera visti tutti gli interventi normativi di cui abbiamo parlato. Dal canto mio vorrei si comprendesse che il gioco è uno de tanti aspetti della vita, dove l’eccesso è negativo e l’equilibrio è sempre un fattore positivo, soprattutto se parliamo di divertimento. Le persone che giocano contribuiscono all’erario.
“Purtroppo – conclude de Bertoldi – facciamo i conti con l’ipocrisia di un sistema trasversale alla politica che affronta i problemi per come appaiono e non per come sono. Noi dobbiamo arrivare a far fare questo salto di qualità nell’interesse del Paese cercando di far sì che tutti i settori del gioco possano contribuire al welfare dello stato e allo stesso facendo crescere il fatturato complessivo del settore. Per questo vanno aiutati gli imprenditori.”







