Secondo Peter Kesitilwe, Ceo dell’African iGaming Alliance (Aia), Ice Barcelona fungerà da crogiolo di idee, esperienze e intuizioni per le autorità di regolamentazione africane.
Un programma ricco che offre tante opportunità di apprendere, mettere in discussione le proprie prospettive e approfondire le questioni che stanno plasmando il settore del gioco nel 2027. Come sappiamo a gennaio il mondo del gaming si dà appuntamento a Ice Barcelona evento che radunerà diversi leader e decisori dal settore del gioco. Tra le venti figure di spicco confermate c’è Peter Kesitilwe, Ceo dell’African iGaming Alliance (Aia) convinto che l’edizione di gennaio di Ice Barcelona – che includerà un filone della conferenza Ice intitolato “Navigare nel settore del gioco africano” (Navigating African Gaming) – fungerà da crogiolo di idee, esperienze e intuizioni, mettendo in contatto le autorità di regolamentazione africane con i marchi globali del gioco che desiderano stabilirsi nel continente.
Smentendo l’approccio “unico per tutti” (one size fits all) che sta alla base di alcune strategie di ingresso nel mercato, Kesitilwe afferma: “L’errore più comune è considerare l’Africa come un unico mercato. L’Africa non è un blocco monolitico: i vari Paesi differiscono per lingua, reddito, abitudini di pagamento, preferenze sportive, infrastrutture e normative. Di fatto, anche all’interno di un singolo Paese, le esigenze dei clienti possono variare notevolmente. I marchi devono inoltre comprendere appieno le dinamiche economiche legate all’operatività a livello locale, inclusi il regime fiscale, i costi dei pagamenti, l’esposizione valutaria e la conformità normativa”.
Kesitilwe sostiene inoltre che “un altro errore consiste nel presumere che un prodotto o una strategia di marketing di successo in Europa possano essere semplicemente trasferiti altrove. Un servizio deve funzionare in modo affidabile sui dispositivi e con le connessioni effettivamente utilizzati dai clienti, offrendo al contempo un’assistenza accessibile e procedure di prelievo sicure. Un successo sostenibile richiede credibilità normativa, fiducia da parte dei consumatori e un impegno verso il mercato che vada oltre la semplice acquisizione di clienti”.
Sottolineando la portata dell’esperienza offerta da Ice e le modalità con cui le autorità di regolamentazione africane possono sfruttare questa piattaforma per interagire con l’industria globale, Peter Kesitilwe dichiara anche che “in quanto evento di riferimento a livello internazionale per la tecnologia applicata al gioco, Ice offre alle autorità di regolamentazione l’opportunità di confrontarsi direttamente con le tecnologie, i modelli di business e i rischi che sono chiamate a disciplinare. Ciò include gli sviluppi nei sistemi di pagamento, nella verifica dell’identità, nel monitoraggio dei giocatori, nell’integrità sportiva e negli strumenti per individuare attività illecite”.
“Incoraggio inoltre le autorità di regolamentazione presenti a Ice a esaminare ciò che ha funzionato altrove e ciò che, al contrario, ha generato conseguenze impreviste. L’esperienza internazionale è preziosa quando viene confrontata e adattata alle condizioni locali. Il mio auspicio è che, al termine dell’evento, le autorità di regolamentazione portino con sé idee pratiche, relazioni più solide e una comprensione più chiara di come sostenere l’innovazione, mantenendo al contempo un’efficace attività di vigilanza. Il valore più grande si ottiene quando tali confronti si traducono in miglioramenti concreti dopo la conclusione dell’evento”.
L’amministratore delegato di Aia è chiaro: l’Africa deve orientare il dibattito internazionale sullo sviluppo dei propri mercati del gioco d’azzardo, e Ice rappresenta la sede ideale per tali discussioni. “Una presenza significativa a Ice consentirà alle autorità di regolamentazione, agli operatori, ai fornitori e alle associazioni africane di illustrare le proprie priorità – tra cui l’accesso ai sistemi di pagamento mobile, i costi delle transazioni, il gioco illegale, la capacità normativa e la tutela dei giocatori – oltre a sfatare luoghi comuni e costruire partnership basate sulle realtà locali”, ha dichiarato.
“Tale rappresentanza dovrebbe includere competenze e imprese africane, affiancate da aziende internazionali interessate a espandersi nel continente. Per Aia, le priorità includono una più solida collaborazione con le autorità di regolamentazione, il coinvolgimento dei membri attuali e potenziali, nonché discussioni concrete su temi quali il gioco illegale, una tassazione sostenibile, l’accesso ai sistemi di pagamento e la protezione dei giocatori. Il successo si misura attraverso impegni concreti: partnership che evolvono, discussioni politiche che definiscono i passi successivi e relazioni che contribuiscono a risolvere le sfide reali dei nostri mercati”.
“Il mio auspicio è che la nostra partecipazione contribuisca a definire politiche più consapevoli, a rafforzare la tutela dei consumatori e a rendere il settore regolamentato più sostenibile in tutta l’Africa”.







