Il sottosegretario Alfredo Mantovano presenta la Relazione sui dati relativi alle tossicodipendenze in Italia nel 2025, nel testo un approfondimento anche su gioco e minori.
Si parla, e a lungo, anche di gioco, e principalmente del suo legame con i minori, nella Relazione sui dati relativi alle tossicodipendenze in Italia nel 2025, presentata al Parlamento dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Alfredo Mantovano.
Innanzitutto, in premessa il sottosegretario evidenzia qualche numero: “Il potenziamento del sistema nazionale contro le dipendenze è sostenuto anche da un ingente stanziamento di risorse finanziarie. Si tratta di oltre 160 milioni di euro nel solo 2025”, una cifra che comprende anche il “fondo per le dipendenze patologiche: oltre 92 milioni di euro l’anno, il cui 30% è da usare per assunzioni sanitarie
nei Serd, mentre la restante parte è finalizzata a piani regionali per il contrasto al gioco d’azzardo e a piani regionali per le altre dipendenze”.
SERVIZI E PREVENZIONE – Nella relazione si sottolinea poi che “la sensibilità delle scuole verso i temi della prevenzione continua a rimanere elevata, sebbene nel 2025 sia osservata una riduzione delle iniziative specificamente dedicate all’uso di sostanze psicoattive”, ma “resta, invece, molto ampia la diffusione degli interventi di prevenzione rivolti ad altri comportamenti a rischio: l’84% delle scuole ha realizzato iniziative contro bullismo e cyberbullismo, il 56% attività sui rischi legati alla guida e il 36% interventi di contrasto al gioco d’azzardo“.
GIOVANI E VULNERABILITA ‘ – Un focus più accentuato nel capitolo dedicato a “Giovani vulnerabilità: nuove tendenze nei comportamenti a rischio”. Anche il gaming infatti, come si legge presenta elementi di criticità: oltre 260mila studenti minorenni (17%) hanno mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare. In
questo quadro si inserisce anche il fenomeno Hikikomori: oltre 26mila studenti under 18 (1,7%) hanno riferito un isolamento sociale protratto per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro tra tre e sei mesi, frequentemente associati a difficoltà psicologiche, relazionali o familiari.
Infine, il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% (pari a circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche, mentre l’azzardo online ha coinvolto il 12% degli studenti minorenni. Crescono, inoltre, i profili di gioco “a rischio” e “problematico”, che hanno interessato rispettivamente il 7,7% e il 6% della popolazione studentesca minorenne e risultano frequentemente associati ad altri comportamenti problematici, tra cui vandalismo, furti e uso di sostanze psicoattive.
I PROGETTI DEDICATI – Il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Dipartimento
delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, ha realizzato nel 2025 il progetto Generazione Z 2.07. Tale iniziativa ha consentito di analizzare la diffusione e le caratteristiche della social media addiction, dell’internet gaming disorder e del gioco d’azzardo problematico tra gli studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Lo studio, che prevedeva la rilevazione anche su altre fasce di età, ha coinvolto complessivamente un campione di oltre 18mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.
I risultati della rilevazione 2025 evidenziano una flessione delle prevalenze di dipendenza da social media e da gaming rispetto al 2022: complessivamente, nella popolazione studentesca di età compresa tra 11 e 13 anni, si stimano circa 15mila studenti (1%) coinvolti in comportamenti riconducibili alla social media addiction, screening rilevato attraverso la Bergen Social Media Addiction Scale (Bsmas). In particolare, si evidenzia un calo significativo della prevalenza del rischio (1% nel 2025 vs 2,2% nel 2022), andamento confermato in entrambi i sessi (maschi: 0,4% vs 1,2%; femmine: 1,5% vs 3,1%). Il fenomeno continua a interessare prevalentemente il sesso femminile.
Analogamente, attraverso l’ Internet Gaming Disorder Scale– Short Form (Igds9-Sf), si stima che gli studenti coinvolti nel rischio di internet gaming disorder nel 2025 siano circa 111mila (7%), quota in diminuzione dal 2022 (11%).
Per quanto concerne il gioco d’azzardo, la prevalenza della pratica tra gli studenti che dichiarano di aver giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi risulta pari all’11%. Tra questi, il 63% riferisce un coinvolgimento esclusivamente in contesti fisici, il 17% esclusivamente online, mentre il 20% riporta una partecipazione in entrambe le modalità.
Si rileva, inoltre, una quota non trascurabile di comportamento di gioco problematico in età precoce: sulla base del South Oaks Gambling Screen – Revised for Adolescents (Sogs-Ra), il 2,3% degli studenti presenta un profilo riconducibile al gioco problematico, mentre un ulteriore 3,1% si colloca nella categoria a rischio. Le stime complessive indicano che oltre 87mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.
NUOVE DIPENDENZE E COMPORTAMENTI A RISCHIO – Nell’analisi dei comportamenti a rischio, si legge ancora nella Relazione, assume un ruolo crescente l’uso delle tecnologie digitali, insieme a videogiochi, gioco d’azzardo e ritiro sociale. Nel 2025 quasi 370mila studenti (13%) presentano un utilizzo di Internet con caratteristiche di rischio: trascurano le relazioni, sacrificano il sonno pur di restare connessi e mostrano irritabilità quando non possono accedere alla rete. Dopo quattro anni di sostanziale stabilità, la quota di studenti a rischio nell’ultimo anno aumenta di quasi un punto percentuale rispetto al 2024.
Nel contesto del gaming, quando l’attività supera la dimensione ricreativa può assumere connotazioni problematiche. Nel 2025, 380mila studenti (15%) presentano un profilo di gioco “a rischio”: trascorrono molte ore davanti ai videogiochi e reagiscono con irritazione quando non possono giocare. Il fenomeno, seppur in diminuzione rispetto al dato rilevato nel 2024 (17%), riguarda soprattutto i ragazzi (M=23%; F=7%).
Il gioco d’azzardo evidenzia un andamento in marcata crescita, raggiungendo il valore più elevato mai registrato.
Nel 2025, 1 milione e 600mila studenti (64%) hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi 1 milione e 500mila (60%) nell’ultimo anno. I giochi più diffusi sono Gratta&Vinci (76%), scommesse calcistiche (37%), poker/roulette/dadi (30%) e apparecchi come Awp e Vlt (28%). Per tutte le tipologie, i ragazzi partecipano in percentuale maggiore rispetto alle coetanee, a eccezione dei Gratta&Vinci, dove la quota femminile è superiore.
Il gioco online continua a crescere: oltre 340mila studenti (14%) hanno giocato su Internet nel 2025. Anche i profili di gioco “a rischio” (7,1%) e “problematico” (5,2%) aumentano rispetto al 2024, arrivando a contare oltre 300mila studenti. Gli studenti che rientrano in queste categorie mostrano più frequentemente altri comportamenti a rischio come furti, atti di vandalismo, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze psicoattive rispetto ai coetanei che non giocano d’azzardo.
LA PREVENZIONE – Nel 2025, le Amministrazioni regionali e i Dipartimenti delle Dipendenze hanno riportato complessivamente
407 progetti di prevenzione rivolti alla popolazione generale, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, il 46% era di tipo ambientale-universale, mentre il restante 54% di tipo selettivo-indicato.
Le principali tematiche affrontate hanno riguardato comportamenti a rischio (61%), gioco d’azzardo (60%), consumo di alcol (53%) e sostanze stupefacenti (50%).
I SERVIZI PER LE DIPENDENZE – Nel 2025, i Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) hanno assistito 131.328 persone per uso di sostanze illegali e/o psicofarmaci non prescritti16, con un incremento del 3,5% rispetto ai 126.910 utenti del 202417.
Tale numerosità non coincide con la totalità degli utenti in trattamento presso i SerD che, in tutte le regioni e province autonome, comprende anche persone in trattamento per altre forme di dipendenza (alcol, tabacco, gioco d’azzardo patologico, dipendenze digitali, altre dipendenze e comportamenti a rischio), nonché utenti in carico per accertamenti e consulenze.
Per quanto concerne le sostanze di presa in carico, il 36% degli utenti è stato trattato principalmente per uso di cocaina o crack (consumati prevalentemente per via inalatoria o fumata nel 56% dei casi)., mentre “una quota pari all’1,1% riguarda problematiche legate al gioco d’azzardo”.








