Paesi Bassi, gioco online: tra i giovani il 48 per cento dei nuovi account sono dei diciottenni

L’Autorità olandese per il gioco d’azzardo ha condotto tre diversi studi sul comportamento di gioco di minori e giovani adulti. Oltre a un elevato tasso di account online di neomaggiorenni, si evince come prima dei 18 anni si entri in contatto con l’ambiente principalmente tramite canali fisici. 

 

La Kansspelautoriteit (Ksa) ha ottenuto nuove informazioni sul comportamento di gioco di minori e giovani adulti grazie a tre studi. L’organo di vigilanza olandese ha analizzato le abitudini di chi appartiene alla fascia d’età 18-24 anni nei primi tre mesi dall’iscrizione presso un operatore legale di gioco online, il comportamento di gioco tra gli studenti della formazione professionale e le modalità con cui i minori entrano in contatto con il gambling.

Da queste indagini emerge che il gioco d’azzardo sembra essere fortemente normalizzato nella nostra società. Questa normalizzazione può contribuire a far sì che i giovani compiano più facilmente il passo verso il gioco online al compimento del diciottesimo anno di età. Dall’analisi sul comportamento dei giovani adulti, infatti, risulta che molti account di diciottenni vengono creati il giorno stesso del loro compleanno o subito dopo. Nella fascia 18-24 anni, il 41 per cento dei nuovi account appartiene proprio a neomaggiorenni, anche se sono quelli che, in media, scommettono le somme più basse.

Sebbene precedenti report della Ksa avessero evidenziato come le scommesse sportive rappresentassero spesso un trampolino di lancio verso altri prodotti di gioco, questo studio non lo conferma: qui si nota che la maggior parte dei giovani adulti inizia direttamente con i giochi da casinò.

Il contatto con il gioco avviene prima della maggiore età

Un secondo studio, condotto da Youngworks per conto della Ksa, mostra il percorso che compiono i giovani prima di iniziare a scommettere. Da questa ricerca qualitativa emerge che molti ragazzi entrano in contatto con il gioco d’azzardo ben prima di compiere diciotto anni. Nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti legali che arrivano a loro per vie traverse, dato che sono consentiti solo a partire dai 18 anni.

Può trattarsi di genitori che acquistano per loro un Gratta e Vinci, oppure di amici più grandi o familiari che condividono il proprio account online con un minore. In questa fase, il gioco è spesso un’attività di gruppo considerata innocua dai ragazzi. L’aspetto sociale – come giocare a poker tra amici o scommettere insieme sulle partite di calcio – gioca un ruolo fondamentale. Un dato positivo emerso dallo studio è che molti giovani considerano il “giocare da soli” e il ricorrere a siti d’azzardo illegali come importanti campanelli d’allarme di un potenziale comportamento a rischio.

I canali fisici la principale porta d’ingresso

Anche dal terzo studio, incentrato sugli studenti della formazione professionale, si evince chiaramente che la percentuale di minori che gioca d’azzardo è elevata. Sebbene il 68 per cento degli studenti dichiari di non giocare affatto, il 28 per cento dei minori intervistati ha affermato di aver scommesso nell’ultimo anno. Le forme più comuni sono i Gratta e Vinci, il bingo e le slot machine, trattandosi principalmente di un’offerta fisica e in presenza.

I diversi studi dimostrano che i giovani entrano in contatto con il gioco d’azzardo in età molto precoce. Per alcuni di loro, il gioco fa parte dell’ambiente sociale e non viene sempre percepito come pericoloso. I minori entrano in contatto soprattutto con prodotti di gioco legali, principalmente tramite canali fisici. Nel prossimo periodo, la Ksa lavorerà ulteriormente per valutare quali misure integrative siano necessarie per tutelare meglio i giovani.

 

Foto di Erik Mclean da Unsplash