Campagna ‘True data’, è botta e risposta tra Lega Calcio Serie A e As.tro

La Lega Calcio Serie A lancia la campagna ‘True data’ a tutela del dato e dello scommettitore, la presa di posizione dell’associazione As.tro.

 

Sensibilizzare operatori del betting e il pubblico sul valore del dato ufficiale delle competizioni e sui rischi legati all’utilizzo di fonti non autorizzate nel settore delle scommesse sportive. Questo l’obiettivo che si pone la campagna True data lanciata dalla Lega Calcio Serie A, che ha suscitato una netta presa di posizione da parte dell’associazione As.tro.
Ma andiamo con ordine.

In occasione della 2ª giornata del Campionato di Serie A Enilive 2026/2027, la Lega Calcio Serie A ha lanciato questa campagna che nasce, si spiega in una nota, dalla “volontà di rendere più chiaro un principio fondamentale: il dato ufficiale delle partite non è una risorsa liberamente utilizzabile, ma un asset strategico della competizione che può essere sfruttato commercialmente esclusivamente attraverso licenze dei dati ufficiali della Lega Calcio Serie A. L’iniziativa si inserisce nella più ampia azione di tutela dei propri contenuti intrapresa dalla Lega Calcio Serie A e prevede la diffusione di un video sui maxischermi degli stadi e una grafica televisiva dedicata in onda prima degli incontri del prossimo turno di Campionato”.

Ma la tutela del dato “non riguarda soltanto la valorizzazione di un asset della Lega e dei Club associati. Riguarda anche la tutela dello scommettitore. Nel betting, e soprattutto nel live betting, precisione, tempestività e affidabilità dell’informazione sono fondamentali. Il dato ufficiale, nella sua unicità, viene raccolto attraverso 12 telecamere con ottiche calibrate e sincronizzate, installate in posizione elevata attorno al terreno di gioco consentendo di identificare in tempo reale, oltre alla posizione del pallone, 29 punti anatomici per ciascun calciatore.

Il sistema può utilizzare i dati per riconoscere e classificare automaticamente eventi come passaggi, tiri o falli e generare ulteriori statistiche attraverso algoritmi di data science”.

Secondo la Lega Calcio Serie A “solo la strumentazione presente sul terreno di gioco può garantire massima accuratezza e quindi rappresentare una garanzia di trasparenza sulla sua provenienza, sulla quale vengono elaborati i mercati di scommessa”. Concetti avvalorati da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Calcio Serie A: “Il dato ufficiale è molto più di una semplice informazione: è un asset strategico della Serie A, costruito attraverso tecnologia, competenze e investimenti, e come tale deve essere tutelato. Nel betting, dove ogni indicazione può determinare una scelta, la qualità e l’affidabilità del dato sono un elemento imprescindibile. Con True data vogliamo ribadire con chiarezza che dietro ogni dato ufficiale c’è un sistema certificato e verificabile, e che il suo utilizzo commerciale deve avvenire nel rispetto delle regole e dei diritti di chi quel dato lo produce. Difendere il dato ufficiale significa quindi tutelare il valore della nostra competizione, ma anche garantire maggiore trasparenza e affidabilità a tutti gli operatori e agli appassionati”.

LA POSIZIONE DI AS.TRO – Un primo commento alla campagna arriva da As.tro Confindustria Sit, che ritiene che “le affermazioni con le quali la Lega qualifica come ‘illegali’, ‘non autorizzati’ o ‘distorti’ i dati utilizzati nel settore delle scommesse che non provengano dal proprio licenziatario, rivendicando su di essi diritti esclusivi che l’ordinamento non le riconosce, risultino incomprensibili alla luce del quadro normativo vigente”.

Non solo, quanto alla “pretesa tutela degli scommettitori”, As.tro Confindustria Sit ricorda che “la raccolta delle scommesse costituisce esercizio di un servizio pubblico riservato allo Stato, affidato ai concessionari della raccolta di giochi pubblici, ai quali sono attribuite specifiche funzioni di gestione e controllo del gioco legale, sotto la vigilanza dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm). In tale sistema, le funzioni regolamentari e di vigilanza sul gioco nonché la garanzia sulla regolarità dei dati utilizzati spettano, secondo le rispettive competenze, esclusivamente all’Adm e ai concessionari: Lega Calcio Serie A e il suo licenziatario commerciale non esercitano né possono arrogarsi alcuna funzione di controllo del mercato rilevante, né possono ergersi a garanti della “salvaguardia degli utenti finali delle scommesse”.

L’associazione precisa poi che “gli esiti e i fatti di una competizione sportiva sono informazioni pubbliche, liberamente osservabili e non assistite da alcuna privativa, di talché un dato che non provenga dal licenziatario della Lega non può, per questa sola circostanza, essere qualificato come ‘illegale’, ‘non autorizzato’ o ‘distorto'”.

As.tro Confindustria Sit si riserva di rappresentare nei prossimi giorni, in maniera più approfondita, le ragioni dei propri associati ma fin da ora invita la Lega Calcio Serie A e i soggetti coinvolti nella campagna a “rivedere i contenuti e le modalità della comunicazione, affinché siano evitati messaggi suscettibili di ingenerare nel pubblico convinzioni non coerenti con il quadro normativo vigente, riservandosi di valutare ogni ulteriore iniziativa ritenuta opportuna a tutela dei propri associati”.

Tutto questo ribadendo però la propria disponibilità a “un confronto con le istituzioni competenti, nella convinzione che un dialogo fondato sul rispetto delle rispettive competenze e del quadro normativo possa contribuire a una corretta informazione del mercato e degli utenti”, conclude la note.