Bruxelles lascia piena autonomia ai singoli Paesi su divieti e pubblicità, puntando sulla tutela della salute pubblica.
Non ci sarà alcuna legge quadra o armonizzazione legislativa a livello europeo per il settore delle scommesse e dei gioco online. A chiarirlo in modo netto è stata la Commissione Europea, rispondendo all’interrogazione scritta presentata al Parlamento Ue dagli eurodeputati Bruno Gonçalves e Laura Ballarín Cereza. Nel loro atto di sindacato ispettivo, i parlamentari avevano sollecitato l’Esecutivo comunitario in merito alla “protezione dei cittadini, alla promozione dell’integrità del mercato unico e alla salvaguardia dell’equità fiscale” nel comparto digitale.
Nel proprio intervento di riscontro, la Commissione ha ribadito come, allo stato attuale e in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la regolamentazione dell’iGaming resti una prerogativa sovrana e decentrata: “In assenza di misure di armonizzazione a livello dell’Unione, gli Stati membri mantengono la competenza per stabilire gli obiettivi della loro politica in materia di giochi d’azzardo e per definire il livello di tutela desiderato”.
La posizione dell’Esecutivo di Bruxelles conferma quindi la facoltà dei singoli Governi di applicare misure restrittive, tetti operativi o blocchi alle offerte di gioco e alle relative promozioni. Su questo aspetto, la Commissione ha specificato che “gli Stati membri possono limitare o vietare la fornitura di servizi di gioco d’azzardo online, compresa la pubblicità, per motivi d’interesse generale quali la tutela dei consumatori, la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo e la prevenzione delle frodi”.
Pur escludendo l’intenzione di varare una disciplina legislativa unica per il settore, Bruxelles ha precisato che la vigilanza continua attraverso l’applicazione del diritto comunitario trasversale: “Il settore rimane soggetto al rispetto delle norme generali dell’Unione, tra cui quelle relative ai servizi digitali, alla tutela dei consumatori contro le pratiche commerciali scorrette e alla prevenzione del riciclaggio di denaro”. L’Esecutivo Ue ha inoltre assicurato che proseguirà nell’affiancamento alle amministrazioni nazionali, “facilitando lo scambio di buone pratiche e sostenendo la cooperazione tra le autorità di regolamentazione degli Stati membri”.







