Quesito ‘sbagliato’ sul gioco a concorso Adm, Tar Lazio: ‘Censura infondata’

Il Tar Lazio respinge il ricorso presentato contro un concorso bandito dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli: anche il quesito sul gioco pubblico era corretto.

 

“Ad oggi, gli Uffici dei Monopoli hanno competenza in materia di”, rispetto al quale le quattro possibili opzioni di risposta sono “a) vigilanza sulla gestione dei giochi pubblici e dei tabacchi; b) regolazione delle importazioni ed esportazioni di prodotti soggetti a dazi speciali; c) vigilanza e controllo nei settori energie, alcoli, tabacchi lavorati e gioco pubblico; d) applicazione dei tributi doganali e delle imposte di consumo”.
Qual è la risposta esatta? Quella ritenuta corretta da Adm è la a), ma la formulazione del quesito era stata contestata da un candidato a un concorso indetto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli che non era rientrato nella graduatoria, avendo riportato un punteggio inferiore al necessario anche a seguito della sua risposta sbagliata al quesito (lui aveva barrato la lettera c).
Il Tar del Lazio ha però dato torto al candidato escluso, che aveva presentato ricorso, e nelle motivazioni si sofferma anche sul gioco pubblico e su come era stato affrontato il tema nella prova d’esame scritta.

A detta degli avvocati del ricorrente, infatti, il quesito n. 62 sarebbe stato formulato in maniera errata, rendendo impossibile l’individuazione della risposta corretta. Tale quesito, infatti, “farebbe erroneamente riferimento agli Uffici dei Monopoli che non risultano più esistenti, in quanto, attualmente, Adm è strutturata in Uffici locali. Peraltro, l’articolo 23-quater, comma 1, del d.-l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha disposto l’incorporazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato nell’Agenzia delle Dogane, che ha poi assunta l’attuale denominazione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ebbene, solo l’Adm risulterebbe essere l’unica Autorità regolatoria, con poteri di vigilanza e sanzionatori, competente nei settori delle dogane, delle energie, degli alcoli, dei tabacchi e del gioco pubblico.
Adm, con regolamento adottato in data 31 maggio 2024, ha organizzato la propria attività, prevedendo la suddivisione ‘in Direzione Generale, in Strutture di vertice dirigenziali di livello generale, centrali e territoriali – denominate Direzioni, con funzioni prevalenti di programmazione, indirizzo, coordinamento anche operativo e controllo – e in Uffici locali ADM con funzioni operative’, il che fa emergere come la precedente denominazione dell’Ufficio dei Monopoli sia mutata in quella di ‘Uffici Locali’. Ciò, inoltre, troverebbe conferma anche nella successiva determinazione adottata da Adm in data 25 gennaio 2025, con la quale è stata meglio definita l’organizzazione interna dell’Amministrazione e che non reca alcun riferimento all’Ufficio Monopoli, facendo invece riferimento agli ‘Uffici Locali’”.

Ma i giudici non ritengono fondato questo profilo di censura. E osservano che “alla data di svolgimento delle prove scritte del concorso in questione (bandito il 30 dicembre 2024 Ndr), l’articolazione periferica di Adm ha continuato a distinguersi operativamente in ‘Uffici delle Dogane’ e “Uffici dei Monopoli”, come emerge dalla documentazione interna dell’Amministrazione, dalla modulistica ufficiale, dalle comunicazioni istituzionali, dagli stessi atti adottati dalle strutture territoriali dell’Adm e, infine, dal sito istituzionale, così come evidenziato dall’Avvocatura erariale con i propri scritti difensivi.
La risposta ritenuta corretta dall’Amministrazione, inoltre, risulta l’unica effettivamente tale, poiché con la domanda formulata nel contestato quesito n. 62 si chiedeva ai candidati di individuare le competenze attribuite alle strutture periferiche di Adm nei settori monopolistici. Orbene, tali competenze risultano essere proprio quelle indicate nella risposta sub a) – ossia, la vigilanza nei settori del gioco pubblico e tabacchi – e non anche quelle contenute nella risposta selezionata dal ricorrente, che fa riferimento anche a settori estranei ai monopoli statali, quali l’energia e gli alcoli”.

 

Foto di Nguyen Dang Hoang Nhu su Unsplash