Dachl, regolatori a confronto su cooperazione internazionale contro gioco online illegale

I regolatori di Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein si confrontano a Berna sul potenziamento della cooperazione internazionale in materia di lotta al gioco in denaro illegale.

 

La lotta al gioco in denaro illegale, gli sviluppi normativi attuali e la collaborazione transfrontaliera. Questi i temi al centro dell’incontro a Berna delle autorità di vigilanza sui giochi in denaro di Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein (Dachl).

L’offerta illegale di giochi in denaro online è infatti considerata la maggiore sfida del momento. Nel corso dell’incontro le autorità di vigilanza si sono confrontate sugli sviluppi attuali, sulle misure esecutive e sulle possibilità di potenziare ulteriormente la cooperazione nella lotta alle offerte illegali. Inoltre, è stato discusso il ruolo che i titolari di una concessione possono svolgere nella lotta alle offerte illegali.

Ulteriori temi affrontati sono stati l’attuazione della Convenzione di Macolin nel settore delle scommesse sportive e le questioni normative legate ai mercati predittivi. È stato inoltre stilato un primo bilancio dell’accordo concernente lo scambio di dati sui giocatori oggetto di una misura di esclusione dal gioco in denaro, concluso da Svizzera e Liechtenstein a gennaio 2025 ed è stata discussa la possibilità di estendere lo scambio di informazioni e dati ad altri Stati.
Le autorità, rende noto la Commissione federale case da gioco, si sono infine confrontate in merito ai più recenti sviluppi nella giurisprudenza e nella ricerca. I regolari scambi specializzati consentono alle autorità di individuare tempestivamente nuovi sviluppi e di adeguare di conseguenza la propria attività di sorveglianza.

La Svizzera ha ospitato l’incontro di quest’anno. Insieme alle autorità partner la Cfcg, l’Ufficio federale di giustizia e l’Autorità intercantonale di vigilanza sui giochi in denaro (Gespa) hanno ribadito l’importanza del Dachl e concordato di potenziare ulteriormente la cooperazione transfrontaliera.

 

foto di Alin Andersen su Unsplash