Fatf: ‘Rischio illegalità in aumento per giochi, casinò e scommesse, ecco come difendersi’

Il Faft diffonde un documento sui nuovi rischi di illegalità legati al settore del gioco e indica le possibili misure da adottare.

 

Un documento che è al contempo un segnale di allarme ma anche uno strumento per affrontare i nuovi rischi relativi al settore del gioco, delle scommesse e dei casinò. Stiamo parlando degli “Indicatori di rischio ‘Red Flag’ – Rischi legati ai videogiochi e al gioco d’azzardo”, diffuso dal Fatf, detto anche Gafi, ossia il Gruppo di azione finanziaria internazionale, organismo intergovernativo indipendente che elabora e promuove politiche volte a proteggere il sistema finanziario globale dal riciclaggio di denaro, dal finanziamento del terrorismo e dal finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Nel testo si sottolinea infatti che “i settori del gioco e delle scommesse hanno subito profondi cambiamenti negli ultimi anni e continuano a evolversi grazie all’espansione delle piattaforme online, transfrontaliere, multiprodotto e con modalità di pagamento diversificate. Le strutture e le piattaforme dedicate al gioco e alle scommesse fanno ormai parte di un ecosistema più ampio e interconnesso di trasferimento di valore, che coinvolge numerosi attori, alcuni dei quali non rientrano nei quadri normativi nazionali in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo”. Questi fattori, insieme alle differenze tra le giurisdizioni in materia di regolamentazione, hanno “determinato l’evoluzione dei rischi di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e, in misura leggermente minore, finanziamento della proliferazione associati al settore”.

A tale proposito il Gafi non solo “non dispone di una definizione rigorosa di ‘casinò’”, ma “nel contesto dell’approccio basato sul rischio” evidenzia che “spetta alle giurisdizioni valutare i rischi e attuare misure proporzionate per mitigare i rischi da esse individuati”.

Il documento offre un’analisi “aggiornata dei rischi legati al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e al finanziamento del terrorismo” e si basa, tra l’altro, sulle “risposte al questionario fornite da 80 giurisdizioni della Rete Globale del Fatf, i commenti scritti di 29 giurisdizioni e le consultazioni mirate con organismi di settore, ricercatori e parti interessate del settore privato”.

In risposta a tali risultati, vengono “proposte diverse raccomandazioni e misure operative di mitigazione da sottoporre all’esame delle giurisdizioni e della Fatf, e vengono inoltre condivisi gli indicatori di allerta relativi all’uso improprio dei settori dei giochi e delle scommesse a fini di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e finanziamento del terrorismo”.

I LIVELLI DI RISCHIO

Secondo quanto si legge nel testo, “il riciclaggio di denaro attraverso il gioco d’azzardo rappresenta un rischio consolidato in molte giurisdizioni. In generale, i casinò tradizionali e online e le scommesse sportive sono considerati particolarmente esposti ai rischi di riciclaggio di denaro. Le lotterie, i gratta e vinci e alcune altre forme di gioco d’azzardo non legate ai casinò possono essere considerate meno esposte ai rischi di riciclaggio di denaro da alcune giurisdizioni”.

Inoltre, “alcuni metodi di pagamento associati alle attività di gioco e scommesse, quali contanti, portafogli elettronici, pagamenti mobili e asset virtuali, sono esposti a una serie di rischi legati al riciclaggio di denaro” come pure “le piattaforme di gioco online e di scommesse sono inoltre sempre più interconnesse con i social media e altre piattaforme digitali, il che può aumentare i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo”, mentre “i social media possono essere utilizzati per comunicare e coordinare attività illecite quali la manipolazione delle competizioni, la pubblicità di attività di gioco d’azzardo illegali o senza licenza, il reclutamento di corrieri di denaro, la diffusione di propaganda terroristica e la raccolta di fondi a scopo di finanziamento del terrorismo”.

Ma l’attenzione è puntata anche sul gioco d’azzardo offshore illegale e senza licenza, che è citato come “un rischio significativo. Il mercato del gioco d’azzardo illegale rivaleggia o addirittura supera il mercato legale in alcuni paesi e continua a proliferare”. Inoltre, “sebbene in declino e soggetti a normative sempre più severe, i junket sono ancora considerati una fonte di rischio in relazione all’anonimato dei giocatori e alla titolarità effettiva nascosta dell’operatore  junket”.

LE BUONE PRATICHE SUGGERITE

A fronte di questo quadro, sono diverse le raccomandazioni del Fatf:

  • Migliorare la consapevolezza e la comprensione dei rischi, data la natura in continua evoluzione e tecnologicamente integrata del settore, e applicare un approccio basato sul rischio in linea con la Raccomandazione 1 degli Standard del Gafi per mitigare i rischi identificati.
  • Rafforzare i requisiti di licenza e registrazione per impedire che i criminali controllino gli operatori del gioco d’azzardo
  • Sensibilizzare i fornitori di servizi e il pubblico in generale sui rischi, in particolare in merito al gioco d’azzardo offshore illegale e senza licenza.
  • Rafforzare la cooperazione internazionale, sia formale che informale, tra le agenzie, in particolare per quanto riguarda le attività di gioco d’azzardo online, illegali e transfrontaliere.
  • Valutare la possibilità di sviluppare o rafforzare i partenariati pubblico-privati per migliorare la condivisione delle informazioni e consentire risposte rapide ai rischi emergenti e in evoluzione.

GLI INDICATORI DI RISCHIO E DI ALLERTA

Il Gruppo segnala poi in maniera dettagliata quali sono i comportamenti e indicatori che devono mettere in allerta gli operatori di gioco.

A titolo non esaustivo nei casinò tradizionali il cliente “tenta di influenzare o corrompere il personale della struttura” o “chiede che le vincite vengano pagate in contanti fino al raggiungimento dell’importo limite e non torna mai a ritirare il saldo, mentre nell’online “il cliente cerca di aprire più conti a proprio nome o con un nome falso” oppure “i dati dell’account di scommesse online non corrispondono ai dati del metodo di pagamento utilizzato per i depositi e i prelievi”. In entrambi i casi, “il cliente è riluttante o si rifiuta di fornire documenti di identità aggiornati oppure vi sono incongruenze nelle informazioni personali fornite” o anche “possiede un patrimonio o fondi che non corrispondono al suo profilo o che non possono essere facilmente giustificati”.

Ancora, sugli account online ci sono “attività insolite che segnalano il riciclaggio di denaro, quali trasferimenti frequenti, depositi di fondi e distribuzione di pagamenti da o verso numerose persone” o “cambiamenti significativi nelle modalità di utilizzo dell’account (ad es. importo di denaro versato/prelevato, importo scommesso, utilizzo di più metodi di pagamento)”.

Venendo ai modelli di scommessa, campanelli di allarme possono essere il “frazionamento dei depositi in importi più piccoli per rientrare nelle soglie di segnalazione” o il “ricorso a scommesse con quote basse e altri meccanismi a basso rischio per giustificare i prelievi”.

Focus anche sui metodi di pagamento, con il Faft che raccomanda di fare attenzione, tra l’altro, all'”uso massiccio di contanti (soprattutto banconote di taglio elevato) nei locali fisici”, a “ricarica in contanti di conti digitali (ad esempio tramite un negozio di scommesse collegato anche a un conto remoto dello stesso operatore)”, ma pure a “depositi seguiti da prelievi con un’attività di gioco minima o assente nel periodo intermedio” o a “movimenti di fondi da o verso giurisdizioni soggette a sanzioni o ad alto rischio”.

Il documento si sofferma poi sulle caratteristiche del prodotto e della piattaforma, evidenziando come potenziali criticità gli “ambienti di gioco d’azzardo online che consentono transazioni rapide e facilitano la creazione relativamente semplice di conti senza controlli di persona” o anche “spazi e funzioni di chat non regolamentati o non monitorati”.

Il presidente del Fatf, Giles Thomson, saluta così la diffusione del documento: “Senza solide tutele, questi settori possono diventare un canale d’accesso per truffatori, riciclatori professionisti e criminalità organizzata. Sollecito tutti i governi a valutare gli indicatori di rischio individuati e ad adottare adeguate contromisure: dal rafforzamento della vigilanza alla lotta agli operatori illegali, fino al potenziamento della cooperazione internazionale e pubblico-privata”.