Carte Pokémon, mercato da 9 miliardi di dollari tra aste record e boom PSA

Foto: Klapi / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Dalla nostalgia degli anni Novanta a un mercato globale da miliardi, le carte Pokémon vengono ormai trattate come beni da collezione al pari di orologi e opere d’arte.

Il mercato delle carte Pokémon collezionabili ha raggiunto dimensioni finanziarie significative a trent’anni dalla comparsa del franchise. Secondo i dati della piattaforma specializzata Chase Society, il valore massimo stimato delle carte certificate professionalmente e considerate scambiabili sul mercato potrebbe arrivare complessivamente a quasi 9 miliardi di dollari. Il perimetro è internazionale: dal Giappone, dove il franchise è nato, agli Stati Uniti, che restano il mercato con maggiore liquidità, fino all’Europa, con il Regno Unito diventato hub di riferimento per le carte in lingua inglese. Un fenomeno di cui si occupa oggi anche IlSole24ore, dedicando spazio alla materia.

Il caso di riferimento è la vendita, a febbraio, di una Pikachu Illustrator del 1998 battuta per 16,5 milioni di dollari dalla casa d’aste Goldin, controllata da eBay, con il record mondiale aggiudicato da AJ Scaramucci, fondatore della società di investimento Solari Capital. All’operazione sono seguite altre transazioni sopra il milione di dollari, mentre nel primo semestre dell’anno Pokémon è risultato il termine più cercato nella categoria collectibles di eBay. “Non sono soldi che qualcuno spende semplicemente per giocare con gli amici”, ha osservato Adam Ireland, responsabile globale del settore collectibles di eBay.

Sul fronte degli operatori intermedi il fenomeno ha generato modelli di business dedicati. Jordan Dunne, 34 anni, ex analista dati in uno studio legale di Chester, nel 2025 ha lasciato l’incarico per dedicarsi alla compravendita di carte tramite la propria società, Big Box Gaming. L’azienda dovrebbe chiudere l’anno intorno a 4 milioni di sterline di vendite, contro 1,2 milioni nel 2025. Durante le dirette su eBay il commerciante britannico arriva a piazzare singole carte per oltre 2mila sterline e sostiene di poter generare fino a 60mila sterline di vendite in poche ore, con un modello basato sull’acquisto nelle fiere specializzate e nella rivendita online.

Alla base della crescita concorrono due fattori strutturali. Il primo è la nostalgia della generazione che negli anni Novanta giocava con Pokémon, oggi tra i trenta e i quarant’anni e in molti casi con reddito sufficiente ad acquistare gli oggetti dell’infanzia. Il secondo è la scarsità degli esemplari sopravvissuti in condizioni ottimali, dato che una carta stampata venticinque anni fa non è replicabile sul mercato secondario. A questi si aggiungono i rilanci operati dal franchise: la collezione 151 lanciata nel 2023 e dedicata ai primi 151 personaggi della serie, la versione mobile del gioco di carte del 2024 e il trentesimo anniversario, che ha funzionato da ulteriore catalizzatore.

Il peso delle certificazioni PSA sulle valutazioni

Un ruolo determinante nella liquidità del mercato è svolto dalle società di certificazione professionale. La statunitense PSA assegna a ciascuna carta un voto da 1 a 10 sulla base di parametri come graffi, bordi, centratura dell’immagine e altri difetti, incidendo sensibilmente sulla valutazione. Una versione di Pikachu della Legendary Collection del 2002 conta appena 35 esemplari con valutazione PSA 10, e il differenziale di prezzo è marcato: circa 250mila sterline in condizioni PSA 10 contro le 15mila sterline con valutazione PSA 9. Secondo i dati di GemRate, PSA ha processato oltre 1,3 milioni di carte Pokémon soltanto ad agosto, circa dieci volte il volume dello stesso mese del 2021, tanto che a maggio la società aveva sospeso alcune richieste per le carte di valore più basso a causa dei limiti di capacità.

La visibilità del fenomeno è confermata anche dall’affluenza alle fiere di settore. Card Con Farnborough, manifestazione britannica dedicata alle carte collezionabili, ha registrato quest’anno circa 10mila visitatori, il doppio dell’edizione precedente, con acquirenti che portano migliaia di sterline in contanti e collezionisti che preferiscono mantenere l’anonimato. La concentrazione di valore su oggetti facilmente trasportabili ha attirato anche fenomeni criminali: ad agosto è stato registrato un furto nel negozio londinese di Fanatics Collectibles, mentre nel 2025 la polizia di Manchester aveva sequestrato un bottino di carte rubate dal valore stimato di 250mila sterline.

Sul versante degli operatori la speculazione si estende anche alle transazioni di medio taglio. Un commerciante ha riferito di aver venduto una Mario Pikachu per circa 20mila sterline, dopo averla acquistata otto anni prima per 30 sterline. Dunne, dal canto suo, sostiene di aver ceduto nell’arco di tre settimane tre carte della propria collezione privata per circa 300mila sterline complessive, dopo averle acquistate un anno prima per circa la metà. Come in ogni mercato di beni da collezione, il rendimento passato non garantisce quello futuro: la valutazione dipende da domanda, rarità, autenticità, stato di conservazione e capacità di trovare un compratore disposto a chiudere l’operazione al prezzo richiesto.

La nuova vita su videogame e non solo

Il fenomeno Pokémon, tuttavia, va ben oltre il mercato della carte collezionabili, diventando ormai una vera e propria mania. Da anni, infatti, si può trovare Pikachu e i suoi colleghi anche nei videogame, entrando addirittura nel perimetro degli esports; mentre da ultimo, proprio nei mesi scorsi, anche nel flipper, con l’ultima creatura di Stern Pinball dedicata proprio a Pokémon, in occasione dell’anniversario.

Foto: Klapi (CC BY-SA 4.0)