L’Odg de Bertoldi (Lega) contro l’indeducibilità delle spese per Adv gioco responsabile ritirato alla Camera

Andrea de Bertoldi del gruppo parlamentare Lcd-Lega ha ritirato il suo ordine del giorno per cercare di annullare l’emendamento al Dl Carburanti che causa retroattività e indeducibilità delle spese per la pubblicità dei concessionari sul gioco responsabile imposte dal Governo stesso.

 

Andrea de Bertoldi, presidente dei Liberali Cristiano Democratici del gruppo parlamentare della Lega, ha ritirato l’ordine del giorno che aveva presentato per contestare l’articolo 2-ter sulle spese dei concessionari di gioco dopo che il Governo non ha accolto la richiesta di annullare il provvedimento. La norma che preoccupa concessionari e fornitori di servizi interviene sul trattamento fiscale di alcune spese sostenute dagli operatori stessi. Vengono qualificate fiscalmente come spese di rappresentanza quelle sostenute per campagne informative e iniziative di comunicazione responsabile, comprese quelle destinate alla prevenzione e al contrasto del gioco patologico.

Tuttavia è prevista poi l’indeducibilità ai fini IRES e IRAP delle spese per sponsorizzazioni o analoghe tipologie contrattuali sostenute da soggetti direttamente o indirettamente riconducibili agli operatori di gioco legale che svolgono attività di informazione e comparazione di quote o offerte. Le maggiori entrate derivanti dalle disposizioni sono destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Nel suo Odg De Bertoldi chiedeva “l’accantonamento dell’emendamento per un’ulteriore riflessione. Questa norma incide in modo pesante sui concessionari del gioco pubblico e incide in modo eticamente inadeguato. I costi della pubblicità sul gioco responsabile sono sostenuti dai concessionari per conto dello Stato che, a sua volta, impone ai concessionari di fare quella che un tempo si chiamava pubblicità progresso”.

Come detto, il problema sarebbe il carattere retroattivo della disposizione: “Come è possibile che lo Stato da una parte imponga una spesa e oggi stabilisca, in modo retroattivo e contro lo Statuto del contribuente, che quella spesa non può più essere dedotta? Una spesa di pubblicità imposta, svolta per conto dello Stato, diventa spesa di rappresentanza, con limiti di deducibilità praticamente integrali. Per questi motivi, la retroattività e l’indeducibilità di una spesa sostenuta obbligatoriamente per conto dello Stato, chiedo al Sottosegretario di accantonare questo ordine del giorno: non per una ragione politica, ma di buon senso”, ha concluso senza ottenere, però, il risultato sperato.