Il direttore generale del Casinò Campione d’Italia, Stefano Silvestri, risponde alla lettera della Rappresentanza sindacale aziendale sottolineando che ‘l’azienda intende giungere alla definizione di un nuovo contratto collettivo aziendale di lavoro’.
“È bene ricordare che le tempistiche del Piano concordatario, non ancora chiuso, sono state anticipate grazie anche ad un concorso di cause, laddove – all’impegno dei dipendenti ed alle corrette scelte operate in termini di politica gestionale ed industriale dal management – si sono aggiunte: l’adesione alla rottamazione quater, autorizzata dai Commissari e dal Giudice per oltre tre milioni di euro di minore esborso e le intese concluse con terzi creditori che hanno prodotto un sostanziale, importante risparmio sui crediti vantati dai medesimi nei confronti della Società nell’ambito della procedura”.
Così risponde Stefano Silvestri, direttore generale del Casinò Campione d’Italia, alla lettera dell’8 settembre della Rappresentanza sindacale aziendale che a sua volta faceva seguito alla corrispondenza del 1° settembre. Al centro, dunque, il piano concordatario, ovvero il piano di risanamento dopo il dissesto e la chiusura della casa da gioco, grazie al quale la società ha potuto riaprire e riprendere la propria attività operativa.
Il direttore sottolinea che “l‘azienda intende giungere alla definizione di un nuovo contratto collettivo aziendale di lavoro e – proprio in questo senso – nella corretta logica di gestione delle relazioni sindacali, ha chiesto e ancora richiede, la proposizione di una piattaforma da parte delle RSA. La Vostra lettera, pur rappresentando una serie di temi che certamente saranno oggetto di esame congiunto tra le parti, non contiene alcun elemento in tal senso, tale da poter essere intesa in modo conforme alle richieste dell’Azienda.”
Silvestri puntualizza anche che “in merito al Piano economico e finanziario 2026-2030, il medesimo deve essere (e verrà) riesaminato alla luce delle nuove stringenti norme del nuovo Regolamento (UE) 2024/1624 relativo alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo che l’Unione Europea farà entrare in vigore dal 10 luglio 2027. Con le altre Case da gioco Italiane si sta lavorando per capire quali margini vi possano essere di intervento, al momento prevalentemente di tipo interpretativo, ma l’opinione comune è che le nuove disposizioni regolamentari avranno un impatto estremamente pesante sulla capacità produttiva e sull’operatività delle società”.
Nel testo viene inoltre segnalata una serie di impegni da rispettare. In primis “che, tra novembre 2026 e gennaio 2027, la Società procederà pagamento dei creditori chirografari per euro 12.5 milioni ed al pagamento dell’earn-out per euro Fra 7.5 milioni”. Inoltre “a febbraio 2027 inizierà il rientro del debito contratto con Novomatic, qualificato come prededuzione, cosicché – in 16 rate trimestrali – verranno saldati circa euro 10 milioni di canoni”.
A questo si aggiunge che “il pagamento dell’earn-out, nella sua interezza, comporterà anche il successivo pagamento del debito postergato al Comune, circa euro 40 milioni, che è stato spalmato su base convenzionale per i prossimi dieci anni. In buona sostanza, al Comune andranno per i prossimi due anni euro 4 milioni per oneri di convenzione, oltre agli oneri da convenzione. Tutti questi fattori condizioneranno, e ridurranno, in modo significativo le disponibilità liquide; senza contare le ordinarie spese generali, a partire da quelle per l’energia ed il riscaldamento, che stanno già aumentando in maniera sostanziale (20%-30%)”
Segnalando inoltre la necessità di alcuni interventi sull’immobile Silvestri conclude: “Apprezziamo che si voglia partire dalla parte normativa che, condividiamo, va sicuramente sistemata e in tal senso attendiamo le Vostre proposte”.







