La Rappresentanza sindacale aziendale del Casinò di Campione ha risposto alla mistica del direttore generale Stefano Silvestri ribadendo le ragioni delle richieste per i lavoratori in scadenza di contratto al 31 dicembre 2026.
“Prendiamo atto dei dati e delle considerazioni contenute nella Vostra comunicazione in merito alla situazione occupazionale, al costo del personale, alla procedura concordataria e alle prospettive di sviluppo della Società. Riteniamo tuttavia che il confronto per il rinnovo del contratto collettivo del lavoro non possa essere impostato ponendo prevalentemente l’accento sui costi sostenuti dall’Azienda, senza riconoscere rilievo all’indispensabile contributo fornito dai lavoratori nel percorso di rilancio e consolidamento della casa da gioco.” La rappresentanza sindacale aziendale ha risposto così alla lettera del primo settembre 2026 del direttore generale Stefano Silvestri che, a sua volta, faceva seguito alla missiva dei sindacati dl 7 agosto scorso.
Il punto chiave della Rsa è questa: “La riapertura del Casinò di Campione e gli ottimi risultati conseguiti negli anni successivi sono stati resi possibili grazie al senso di responsabilità, alla professionalità, alla disponibilità e ai sacrifici dei lavoratori, che hanno contribuito in maniera determinante alla ripartenza e ai risultati conseguiti dalla Casa da Gioco. Risultati, peraltro, ampiamente evidenziati dalla stessa Società e che, come riportato nel Bilancio 2025, hanno consentito di anticipare le tempistiche previste dal piano concordatario, sino a prevedere il soddisfacimento integrale dei creditori chirografari già nel corso del 2026.
La stessa documentazione trasmessa dalla Società evidenzia un quadro economico e finanziario particolarmente positivo. Il Bilancio 2025 rileva, con nostra soddisfazione, un risultato operativo superiore a 15 milioni di euro e un utile di esercizio pari a circa 14,3 milioni di euro”.
La relazione della società di revisione evidenzia inoltre che i risultati conseguiti nei primi quattro anni di piano, dal 2022 al 2025, sono risultati migliori, in termini di marginalità e patrimonializzazione, rispetto alle previsioni del piano concordatario e che i primi mesi dell’esercizio corrente mostrano un andamento positivo della gestione.
Per questo scenario, secondo i sindacati, “è legittimo e non più rinviabile che il contributo fornito dai lavoratori trovi un adeguato riconoscimento sia sotto il profilo economico sia sotto quello normativo”.
La risposta di Silvestri non è soddisfacente perché “non contiene allo stato alcuna concreta proposta economica riferita al rinnovo del Ccal, riteniamo opportuno avviare sin da subito il confronto della parte normativa, senza che ciò comporti in alcun modo un rinvio o un ridimensionamento delle rivendicazioni economiche, che costituiranno parte essenziale della trattativa.
Riteniamo pertanto necessario procedere a una revisione organica dell’attuale disciplina contrattuale, affrontando progressivamente gli istituti da riconoscere e quelli che necessitano di aggiornamento, integrazione o miglioramento”.
In tale ambito dovranno trovare adeguato spazio anche l’organizzazione del lavoro e la pianificazione delle turnazioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni maggiormente equilibrate e funzionali sia rispetto alle esigenze organizzative sia rispetto alla qualità della vita dei lavoratori, nonché la valorizzazione delle professionalità, i percorsi di carriera, la disciplina del part time, la formazione e gli ulteriori istituti normativi che saranno oggetto del confronto.
La parte economica sarà parallelamente oggetto di approfondimento da parte delle Rsa e dovrà necessariamente tradursi, nell’ambito del rinnovo, in un significativo e strutturale miglioramento delle condizioni retributive dei lavoratori.
In relazione al nuovo Piano economico finanziario pluriennale 2026-2030, approvato dal Consiglio di Amministrazione nel marzo 2026 e richiamato nel Bilancio 2025, la Rsa chiede “che venga trasmessa copia a noi, così da poter disporre di un quadro completo delle prospettive economiche, occupazionali e organizzative della Società, nonché degli investimenti programmati nel periodo di riferimento”.
E un’ulteriore richiesta: “Riteniamo inoltre necessario acquisire un quadro puntuale degli interventi di restyling delle sale, degli ambienti esterni e di miglioramento dei servizi alla clientela richiamati nella Vostra comunicazione, con indicazione della loro consistenza economica, delle tempistiche previste e degli obiettivi perseguiti, anche al fine di comprenderne l’incidenza complessiva nell’ambito del Piano e delle future scelte aziendali”.
La lettera si chiude con la definizione del primo incontro oltre ad un calendario di riunioni, “con cadenza regolare e ravvicinata, evitando rinvii o dilazioni che rischierebbero di rallentare inutilmente il percorso di rinnovo del Ccal, in scadenza, come noto, al 31 dicembre 2026”.
Foto Manuel Kovsca







