Il Consiglio Valle torna a riunirsi il 7 e l’8 ottobre al Pallazzo dell’amministrazione della Valle d’Aosta. Tra i temi che riguardano il casinò di Saint Vincent governance, nomine e selezione personale.
Si torna a parlare del Casinò di Saint Vincent al Consiglio regionale della Valle d’Aosta che si riunirà il 7 e l’8 ottobre presso il Palazzo dell’amministrazione regionale di Aosta. Tra i temi che verranno portati in aula, e che riguardano dunque la sala da gioco, ci sono le procedure di selezione e valutazione del personale interno del Casinò, la nuova governance e i relativi costi (passaggio da amministratore Unico a Cda a tre membri), le nuove nomine del Cda, le Motivazioni del superamento dell’amministratore unico e in ultimo i possibili provvedimenti nei confronti dei professionisti componenti la “task force” per l’invio di una Pec non autorizzata.
In primis l’interrogazione del gruppo Autonomisti di Centro firmata dal consigliere Marco Carrel dal titolo “Avviso personale interno Casinò: tutto sotto controllo?” pone diversi quesiti al presidente della Regione a partire da: “1) Quale sia la natura della procedura e gli effetti perseguiti (se sia una mera assegnazione temporanea a mansioni superiori, strumento di sviluppo professionale/passaggio di livello, formazione di un bacino di idonei eccetera).
2) Se la graduatoria determini un ordine di priorità nell’assegnazione oppure configuri soltanto un elenco di idonei;) per ciascuno dei tre parametri “precisione e affidabilità”, “rispetto delle disposizioni e delle norme” e “capacità relazionale con clienti, colleghi e superiori”, quali siano gli indicatori valutati (la scala di valutazione, il periodo temporale considerato, le fonti documentali o informative utilizzate) e il soggetto che formula la valutazione;
3) se sia stata costituita una commissione o altro organo collegiale di valutazione; con quale tipologia di incarico e secondo quali criteri di individuazione;
4) se i membri abbiano reso dichiarazione di assenso di incompatibilità o conflitti di interessi e qualora non esistesse una commissione, indicare chi attribuisce materialmente i punteggi e con quale formale investitura”.
L’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste riguardante le “Informazioni sulla nuova governance del Casinò” portata in aula dal consigliere Corrado Bellora chiama in causa sempre il presidente della Regione su: “1) Quale sia il ruolo dell’ex amministratore unico del Casinò, se egli continui o continuerà a lavorare per la casa da gioco e, in caso positivo, con quali mansioni e con quale retribuzione;
2) quale fosse la retribuzione annuale dell’amministratore unico, e se egli percepisca una buonuscita o altre indennità di fine mandato;
3) Quale sarà la retribuzione annua dei tre membri del Consiglio di Amministrazione, nonché la loro durata in carica;
4) Se la scelta del Consiglio di Amministrazione composto da 3 membri sia da considerarsi l’assetto definitivo della governance del Casinò o se sia intenzione della Giunta modificare ulteriormente il sistema di gestione della Casa da Gioco, eventualmente attraverso l’affidamento ad aziende private.”
La seconda interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste riguarda invece le “Nuove nomine Cda Casinò: revolving doors e questione di opportunità” e questa volta porta la firma del consigliere Simone Perron. Nel testo, rivolto alla Giunta regionale, si legge:
“1) Se ed in quali modalità siano state verificate tutte le compatibilità dei membri del nuovo Cda, in particolare a riguardo dell’avvocato Sara Bordet a riguardo del passaggio di funzionari pubblici verso incarichi in enti o società con cui abbiano avuto rapporti nell’esercizio delle proprie funzioni;
2) Se si intenda valutare in termini di opportunità politica la contiguità tra le figure professionali sopra menzionate, ovvero gli avvocati Corinne Margueret e omissis, in relazione alle nomine effettuate e all’assunzione degli incarichi recentemente conferiti”.
L’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni che porta la firma dei consiglieri Massimo Lattanzi e Alberto Zucchi è invece incentrata sulle “Motivazioni del superamento dell’amministratore unico, requisiti di competenza richiesti per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Casino de la Vallée Spa. e assetto effettivo della responsabilità gestionale della Casa da gioco”. I consiglieri in questo caso interpellano il presidente della Regione su:
“1) Quali siano le specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa poste a fondamento della decisione di superare il modello dell’amministratore unico in favore di un organo collegiale a tre componenti; se la relativa deliberazione assembleare sia stata adottata nelle forme e con la motivazione prescritte dall’articolo 11, comma 3, del d.lgs. 175/2016 e se sia stata trasmessa alla Corte dei conti e alla struttura competente del Ministero dell’economia e delle finanze; in quali termini si sia tenuto conto delle esigenze di contenimento dei costi, anche in raffronto con gli oneri connessi al precedente assetto monocratico;
2) Quali requisiti di professionalità e quali specifiche competenze, con particolare riferimento alla gestione delle case da gioco, all’ospitalità alberghiera, all’attività congressuale, ai presidi antiriciclaggio, ai modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 e ai sistemi di controllo interno, siano stati preventivamente individuati come necessari per l’incarico; attraverso quale istruttoria e quale valutazione comparativa i tre amministratori siano stati selezionati; quali verifiche siano state svolte ai fini dell’articolo 11, comma 1, del d.lgs. 175/2016 e delle disposizioni del d.lgs. 39/2013;
3) Come sia concretamente ripartita, alla luce del provvedimento del Tribunale di Torino del 29 luglio 2026, la responsabilità gestionale della casa da gioco tra il Consiglio di Amministrazione, gli amministratori giudiziari e la struttura dirigenziale della società; quali atti risultino a oggi soggetti a preventivo nulla osta; in che modo il socio di controllo eserciti le proprie funzioni di indirizzo e di controllo in tale contesto;
4) Se il presidente della Regione intenda trasmettere al Consiglio regionale la deliberazione assembleare del 29 giugno 2026, i curricula dei componenti nominati e il piano delle attività trasmesso al Tribunale di Torino.”
L’ultima interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste, la seconda a firma del consigliere Simone Perron riaccende i riflettori sul tema: “Possibili provvedimenti nei confronti dei professionisti componenti la c.d. “task force” del Casinò di Saint-Vincent”. Nel testo rivolto alla giunta vengono posti i seguenti quesiti:
”1) Se il Cda del Casinò intenda assumere provvedimenti nei confronti dei quattro firmatari della PEC, inviata al Presidente della Regione ed a un Consigliere regionale a totale insaputa dello stesso Cda;
“2) Se il Presidente della Regione condivida il contenuto della PEC a firma dei quattro componenti la “task force”, ovvero se egli condivida il contenuto della risposta del Presidente del Consiglio, che ha ribadito il principio di piena libertà di manifestazione del pensiero da parte dei Consiglieri regionali, affermando che l’insindacabilità costituisce infatti una garanzia funzionale dell’organo rappresentativo e mira a evitare che l’esercizio della funzione politica possa essere condizionato dal timore di iniziative suscettibili di incidere sulla libertà del mandato;
3) Nel caso in cui il Presidente della Regione condivida la posizione del Presidente del Consiglio regionale, se e quali iniziative egli, nella sua qualità di legale rappresentante della proprietà della Casa da Gioco, nonché di titolare della delega su di essa, intenda assumere nei confronti dei suddetti professionisti direttamente e/o per il tramite della governance del Casinò”.







