Al Forum Acadi 2026, nella sede di Confcommercio a Roma, il dibattito politico è aperto da Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati. A seguire sono intervenuti Congedo, Squeri, Sala (Forza Italia), De Bertoldi (Lega), Colucci (Noi Moderati) e Rosato (Azione).
In apertura del Forum Acadi 2026 a Roma è intervenuto anche Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, in una tavola rotonda moderata da Daniele Capezzone, giornalista e direttore del quotidiano Il Tempo, alla quale hanno partecipato diversi esponenti della politica. Mulé ha dunque spiegato come i comportamenti umani “siano una libera scelta dei cittadini e che non serve un approccio pedagogico. Questa forma di stato etico ha infatti prodotto una sperimentazione che ha presentato degli aspetti su cui bisogna intervenire. Noi dobbiamo avere il coraggio e la responsabilità di aggiustare le storture che hanno prodotto un aumento del gioco illegale che a sua volta risiede nella questione territoriale, tra distanziometro e limitazioni orarie non omogenee. Questa disomogeneità riduce gli spazi nei quali l’offerta legale può operare e allarga quelli illegali in cui deve intervenire la Guardia di Finanza. Sappiamo che l’illegalità si serve di strumenti che sfuggono a ciò che si dovrebbe fare e in questi casi le misure ponte risiedono nella capacità di prendere atto del risultato e di chiamare un tavolo nel quale si possono trovare gli attori, come Acadi, per capire quali sono i correttivi per assicurare che le disomogeneità non vadano avanti”.
Questo percorso deve andare insieme “alla stabilità fiscale ed è fondamentale valutare anche gli effetti sulla domanda e sull’occupazione. Il tavolo da avviare insieme al regolatore deve prevedere una gamma di priorità che abbia un tempo limitato. Serve dunque un termine immediato per fare in modo che all’inizio del 2027 si possa arrivare a una definizione concreta per rimediare a ciò che non ha funzionato”, ha concluso Mulè.
Secondo il deputato Forza Italia Saverio Congedo “per il settore del gioco sono stati fatti dei passi avanti, anche se in alcuni casi c’è stata una narrazione negazionista che si riferisce ai dati reali presentati oggi. In realtà c’è stato un approccio ideologico che ha negato l’esistenza di un comprato che produce gettito e occupazione. Certo, oltre alle esigenze imprenditoriali serve anche contrastare l’illegalità e prendere in considerazione l’esistenza di dipendenze reali. Ci tengo dunque a sottolineare che nella riforma fiscale un articolo intero è dedicato alla riforma del gioco, dove viene sottolineato che il modello italiano autorizzatorio e regolatorio sia valido. Per fare di più serve una normativa nazionale che metta a sistema quelle regionali, tema che è all’ordine del giorno del Governo. In sintesi, comprimere il gioco legale significa traghettare verso un mondo illegale un fenomeno su cui bisogna fare i conti, che deve essere regolato e che deve rientrare nel nostro circuito economico”.
Stesso tenore da Luca Squeri, deputato Forza Italia, che ha evidenziato che “una norma si giudica dai buoni risultati ma vedendo il bilancio si denota come questi risultati non siano stati raggiunti”. Fondamentale è il tema della legalità perché se non c’è “l’ambito legale vuol dire che il mercato si sposta e l’illegalità può essere difficile da contrastare. Il rischio è che il gettito diminuisca mentre l’occupazione sta già diminuendo. Gli operatori in questo contesto investono se hanno una prospettiva e a mio avviso c’è da avere attenzione sull’equilibrio fiscale e sui rinnovi, sulle concessioni per non peggiorare la situazione degli operatori da un punto di vista fiscale. Sulla sperimentazione delle apparecchiature sono incuriosito mentre a mio avviso restano fondamentali l’accelerazione verso la creazione di una consulta permanente, che serva a capire gli obiettivi da raggiungere, e riprendere il cammino del riordino”.
Il deputato Lega Andrea De Bertoldi è secco: “Il settore del gioco è scomodo per la politica che spesso ha paura di metterci la faccia, basta penaare che qui non c’è nessun membro dell’oppoisizione, per cui gli operatori del gioco rappresentano il male assoluto. Ci vuole chiarezza e mi rammento di quando a febbraio 2026 noi come liberali cristiani organizzammo alla sala della Lupa della Camera il primo convegno dell’anno sul tema con oltre 200 persone, un convegno che aveva dato l’impressione che la riforma del gioco sarebbe stata fatta. In quel momento nacque la consapevolezza che piuttosto al posto di una brutta riforma era meglio una proroga, perché una riforma che avrebbe favorito una grande concentrazione o un oligopolio e dall’altra non avrebbe risolto i distanziometri e gli orari, non avrebbe aiutato gli imprenditori. Oggi a ottobre 2026 le mie previsioni sono state confermate e per me è un bene anche se non ha risolto tutti questi problemi”.
De Bertoldi nel suo intervento ha ripreso alcuni dati, tra cui il calo del 17 percento riscontrato negli apparecchi fisici a fronte di una crescita totale del comparto visto l’online: “Si dovrebbe pensare che questo calo abbia portato miglioramenti alla salute pubblica, ma non è vero, per cui tutti gli amministratori hanno che hanno fatto guerra al gioco hanno sula coscienza il peso di non aver fatto nulla per la salute pubblica, riducendo di 9500 occupati il settore del gioco pubblico negli apparecchi. Questo è il risultato della demagogia. Su questi numeri dobbiamo ragionare ma quello che secondo me è fondamentale è che la proroga non sia onerosa per gli operatori, sarebbe un danno per lo stato. È necessario il coraggio di affrontare questi temi e dire che distanziometri e orari sono inutili.”
Fabrizio Sala, deputato Forza Italia, ha aggiunto: “Le norme che dobbiamo fare insieme agli altri enti devono avere come capisaldi il contrasto all’illegalità e alla ludopatia. Tuttavia bisogna tenere presente che esiste una filiera economica a cui servono garanzie. Intanto il Governo ha avuto un grande coraggio avendo deciso di uniformare il settore. Se parliamo di proroghe, però, bisogna quantificare e per un privato che investe servono regole certe e non si possono soltanto invocare con una proroga. Altro punto da affrontare è il nodo territoriale: ci vuole una condivisione di intenti con le regioni e prima delle proroghe vanno quantificati gli effetti di queste ultime sulla filiera. Concludo sottolineando che dobbiamo utilizzare l’innovazione sui dati per spostare la discussione dal terreno ideologico a quello dell’efficacia, punto fondamentale per il settore”.
A seguire è intervenuto il deputato Alessandro Colucci (Noi Moderati): “Un perimetro di legalità è fondamentale per la tutela della salute e per salvaguardare il settore dall’illegalità. Questi aspetti evidenziano una virtuosità e Acadi fa bene a tenere alta l’attenzione delle istituzioni perché crediamo che questo percorso vada rafforzato. Servono scelte importanti, serve affrontare le misure ponte e lavorare sulle proroghe senza scaricare sulle imprese i ritardi delle istituzioni: in una parola ci vuole stabilità fiscale. Se vogliamo innovare, inoltre, per avere nuovi apparecchi è necessario dare certezze al comparto e penso che la politica non debba scappare ma affrontate le situazioni. Per questo bisogna fare un lavoro culturale e formativo, far comprendere alla collettività quello che ci siamo detti oggi che deve essere compreso da tutti”.
Per Ettore Rosato (Azione): “Penso che siamo di fronte a un fenomeno che va studiato in maniera semplice, favorendo il punto di vista nazionale al posto del locale, cosa che non deve riguardare solo i giochi. In questo modo questo settore avrà un problema perché ci saranno sempre regole diverse e una situazione ingovernabile. È un problema centrale e va risolto per primo perché la regolamentazione serve a livello nazionale. Concetti come distanze sono ormai vecchi perché oggi il luogo dove si gioca di più è il cellulare. Detto questo parliamo di un settore solido che dà lavoro, con tante aziende che investono; inoltre ricordiamo che dove non c’è il gioco legale arriva l’illegalità che troneggia nelle difficoltà di regolamentazione”.







