L’analista di gaming Mauro Natta fornisce degli spunti di riflessione e dei dati in vista del dibattito sulla futura gestione del Casinò di Saint Vincent.
di Mauro Natta
Desiderando esprimermi su quanto avevo iniziato a considerare in ordine al futuro del Casinò di Saint Vincent, ecco il risultato che non è breve ma, credo, interessante e rispondente alle aspettative in relazione alla chiarezza espositiva che sono stato attento a mantenere il più possibile.
Il principio nel quale trova fondamento il programma che segue è stato studiato per il prossimo futuro che, inizialmente prevedeva due possibili soluzioni.
Chiaramente non possiamo dimenticare la natura giuridica delle entrate derivanti al-la pubblica amministrazione regionale e la rilevanza che ne consegue: in un caso, quello della continuità gestionale, consistono nel quantum che la gestione versa alla Regione ma non possiamo omettere il risultato del bilancio a beneficio dell’azionista di riferimento.
Nel caso di tipologia gestionale affidata in concessione al privato dobbiamo considerare che il quantum dovrebbe essere maggiore del previsto nella prima ipotesi. Non va dimenticato, infatti, che il gestore privato godrà dell’utile di bilancio previsto, altrimenti non si sarebbe proposto in tale determinazione.
Sicuramente la definizione, nel Disciplinare, delle entrate quali entrate di diritto pubblico potrebbe far ritenere, come accadeva in passato sino al giugno 1994, altri rischi che il gestore privato può assumere in previsione di un possibile maggiore ricavo. Ragion per cui il concedente beneficerebbe di un vantaggio senza correrne il rischio: il cambio assegni. Infatti non si può non considerare il dettato dell’art.1933 del codice civile in tema di debiti di gioco e l’immissione di gettoni o contanti falsi, allo stesso tempo, non si potrebbe negare che la conduzione della gestione necessiti di una particolare cautela. Non si potrà omettere la necessità di regolamentare la parte economica in stretta relazione con la definizione “entrate di diritto pubblico” che, lo ripetiamo a mio avviso, necessita di specifiche e regolamentate attenzioni.
Elementi di valutazione da tenere ben presenti.
1) Specifiche dovute alla particolare natura giuridica: entrate di diritto pubblico,
2) Organizzazione del lavoro finalizzata al controllo della produzione,
3) Tendenza alla contabilità particolareggiata ai fini del marketing.
1. a) Controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi. Si veda specifica in seguito.
2. a) Premessa che la citata finalità, non può essere resa obbligatoria per un gestore privato, si ritiene la più adeguata in una tipologia di gestione in continuità.
3: a) Identica premessa di cui al punto precedente. Si tratta di una metodologia mirata ad un unico effetto: evitare sprechi a beneficio del ritorno degli investimenti.
1. b) Il principio è il seguente: un tavolo da gioco, non importa se di contropartita, di circolo o misto non può essere aperto o chiuso se non alla presenza di un rappresentante della Regione concedente.
Per chiusura si intende anche il conteggio delle mance che deve avvenire, come è agevole comprendere a mio parere, tavolo per tavolo.
Il controllo della dotazione iniziale consiste nel verificare la composizione numerica e di valore dei gettoni con i quali il tavolo viene aperto.
Le operazioni che possono avvenire durante lo svolgimento del gioco, in seguito partita, sono di natura economica e non. Alla prima categoria si ascrivono le aggiunte, ovvero un quantitativo di gettoni, appunto aggiungo, in occasione di perdite impor-tanti.
L’aggiunta è solitamente di importo e di composizione fissa; alla seconda i cambi al tavolo quando una qualità è carente e si provvede alla richiesta di quanto serve indicando il controvalore e la qualità di quanto esce dal tavolo per compensare quanto lo stesso riceve dalla cassa.
Non è il caso di accennare al movimento di gettoni e contanti che può avvenire con il giocatore per l’acquisto, il cambio di gettoni o il pagamento delle vincite, la natura è chiaramente più che comprensibile.
Il controllo della consistenza finale determina, in gettoni, la differenza attiva o passi-va rispetto alla dotazione iniziale alla quale vanno incorporati altri importi risultanti da documentazione in possesso del tavolo, ad esempio l’aggiunta, o il contante eventualmente cambiato dai giocatori direttamente al tavolo che viene certificato in cassa centrale o ufficio similare per i compiti da svolgere.
Riepilogando: la differenza tra dotazione iniziale e consistenza finale algebricamente sommata ad eventuali aggiunte e i contanti trovati nella apposita cassetta in dotazione al tavolo tanto che, solitamente, ne porta un identico numero, fornisce il risultato del tavolo di contropartita appena illustrato.
Nei giochi di circolo, ad esempio lo chemin de fer, il risultato è dato dal conteggio dei gettoni accantonati nell’apposita cassetta noti come cagnotte che è la percentuale che il banchiere paga alla casa in occasione della vincita del banco.
Nello chemin de fer interviene, nel gioco, lo changeur che ha una sua dotazione che può cambiare nella composizione e mai nel valore complessivo. Interviene per cambiare gettoni all’impiegato quando quest’ultimo deve accantonare la cagnotte, o al giocatore. Con il cliente può avvenire il cambio di contanti ed è per questo, oltre che alla ricomposizione della dotazione, che lo changeur provvede recandosi alla cassa di sala (esclusivamente anche se l’organizzazione del lavoro prevede la cassa amministrativa).
La documentazione relativa ad aggiunte e cambi al tavolo, nei giochi di contropartita ed effettuate dallo changeur nei giochi di circolo, deve essere firmata dal rappresentante del concedente. Anche la dotazione dello changeur viene ricomposta alla fine del gioco seguendo le modalità appena descritte. La cassa amministrativa, se prevista, non maneggia contanti nel modo più assoluto.
Ogni tavolo da gioco di contropartita o di circolo o misto è dotato di cassetta ove l’impiegato che la riceve mette la mancia; le operazioni di chiusura di ogni tavolo terminano con il conteggio delle mance. Questa, da quanto possiamo estrarre da uno studio particolareggiato, è la metodologia utile all’eventuale riscontro di irregolari-tà, certamente da verificare.
Ma quali sono i mezzi che la metodologia prevede? Partendo dalla necessità del raffronto mance/risultato netto da effettuare sempre tavolo per tavolo, si procede alla constatazione della percentuale risultante. Questa è data, relativamente alla validità tanto da non essere sottoposta a verifica, dalla probabilità a favore del banco che, facendo mente alla difficoltà di vincita, fornisce una prima indicazione.
Mi permetto anche di suggerire sempre per un raffronto utile un medio periodo, ad esempio tre o sei mesi e comprensivo della estrazione dell’incidenza del gioco in esame sul totale dei giochi da tavolo e delle slot sul totale dei ricavi netti. Da tenere presente anche il rapporto tra risultato netto e contanti cambiati al tavolo in quanto il divieto di operazioni in contanti è in vigore da parecchio tempo e se ne possono ri-cavare i dati accennati. E’ possibile, questo avviene in qualche casa da gioco, che il risultato del tavolo sia accompagnato, se del caso, da una breve relazione del capo tavolo o dell’ispettore in servizio (ad esempio in caso di forti vincite o perdite) ed esistano cause particolari a giustificazione di eventuali esiti che possano far pensare ad una irregolarità; non può trattarsi se non di un evento straordinario.
La scelta di un periodo inferiore all’anno solare permette un più ampio e credibile confronto per due anni successivi magari in tempi di mesi identici che, salvo casi particolari, dovrebbero evidenziare situazioni, in specie economiche, simili.
L’art.19 del DL 1 luglio 1986, n. 318, convertito in L. 9 agosto 1986, n. 488 recita: 1. Le entrate derivanti ai Comuni di Sanremo e Venezia gestioni di cui al regio decreto legge 22 dicembre 1927(…) sono considerate ad ogni effetto, fin dall’istituzione, entrate di natura pubblicistica, da classificare in bilancio al titolo I, entrate tributa-rie. (…)
A mente la natura giuridica assegnata alle entrate in discorso, tra l’altro indicate come entrate di diritto pubblico nel disciplinare in vigore tra Regione e Casinò di Saint Vincent, mi permetto di concludere che la particolare la natura giuridica, è indubbiamente estensibile a Comuni e Regioni titolari di autorizzazione alla casa da gioco; quindi, a mio avviso, impone il controllo da parte dell’ente pubblico.
Ecco definitivamente il risultato condensato in una prova: in merito al controllo, e specificatamente sulla regolarità del gioco e degli incassi, il convincimento, non solo mio, della necessità di conteggiare le mance tavolo per tavolo e non per totali riferiti ad un gioco, è indispensabile. Il risultato in percentuale, sulla media rilevata dai to-tali, tra mance ed introiti potrebbe sembrare regolare, non se considerata per ogni tavolo.
Così come anticipato con quanto descritto, a prescindere che potrebbe essere adottato, bene inteso con determinati inserimenti ad indirizzo esclusivamente gestionale, dal gestore privato, ci permettiamo una breve narrazione anche sulla scorta delle conoscenze in campo nazionale del mercato e relativo trend dell’offerta e, logicamente, della domanda non solo in campo domestico. Una narrazione di quelle che a mio avviso e dopo l’esame della situazione allargata alla concorrenza nazionale ed estera, sia nel gioco fisico sia dell’online, dovrebbero rappresentare le iniziative da mettere in cantiere per il futuro della attività che rileva nel settore turistico con riguardo all’occupazione diretta e dell’indotto.
Brevemente, e come si poteva leggere precedentemente, il mio, e come è lecito credere non soltanto, obiettivo è mirato a mantenere l’importanza della Casa da gioco nel contesto regionale, tramite una convinzione che è venuta a formarsi dall’attenta osservazione del trend nazionale. Anche perché non possiamo omettere che, in Francia esistono oltre duecento casinò a sostegno e conforto di località che hanno trovato nel turismo la ragione di operare. Ma al tempo stesso dobbiamo ricordare la Svizzera, specialmente quella italiana e la Slovenia senza dimenticare gli altri Stati più o meno vicini.
Vorrei porre l’accento sulla situazione di Venezia che, con la nuova sede di Ca’ Noghera nell’agosto del 1999 in aggiunta a quella di Ca’ Vendramin, il casinò è passa-to dall’ultimo al primo posto. Ciò è pacificamente riscontrabile dall’esame delle quo-te di mercato con riferimento ai proventi netti.
E nemmeno potrei non tener conto di quanto è dato leggere sulla stampa specifica che parla di specializzazione alla ricerca di una sempre maggiore professionalità ottenibile con un corso di aggiornamento continuo nell’intento dichiarato e raggiungi-bile dalla diversificazione dell’offerta e non soltanto di giochi ma anche di servizi.
Tra questi non si potrebbe disconoscere che da un corso di aggiornamento si ottiene la reale possibilità di adeguare l’offerta alla domanda senza un costo eccessivo che, tra l’altro, apporta un servizio, probabilmente il più apprezzato dal giocatore e che non implica mai un investimento oneroso, anzi potrebbe rappresentare il primo passo verso la fidelizzazione del giocatore.
Una attenta valutazione andrebbe rivolta, dopo un accurato studio di marketing, a un ricorso alla ricerca di nuovi giochi ponendo mente alla situazione di Venezia già narrata che, nell’occasione introdussero, ultimi nel mercato nazionale, i cosiddetti giochi americani.
Ma non soltanto! Stante il continuo incremento del gioco online e, in particolare, i giochi da casinò, sarebbe il caso di incrementare detta tipologia anche dal vivo disponendo in quanto proveniente dal corso continuo di aggiornamento, del personale necessario. Non si tratta di un costo aggiuntivo ma di una occasione per trovare una frequentazione a distanza e per di più una nuova alternativa in un mondo che si troverebbe a giocare nella location preferita e che svariati motivi non è facilmente rag-giungibile. Sono spiacente per aver constatato la rinuncia del casinò valdostano alla possibilità di esercitare direttamente il gioco online!
2 b) Organizzazione del lavoro finalizzata al controllo della produzione.
Quanto potrebbe risultare poco deducibile da ciò che precede in tema di organizza-zione del lavoro è la indispensabilità di una cassa (amministrativa) che non interagisce con il cliente ma soltanto per le operazioni di integrazione tavoli ad esclusione della cassetta in dotazione allo changeur, onde evitare che la cassa in parola non maneggi contanti.
Nel bordereau di chiusura della cassa di sala è bene considerare l’importo dei cosiddetti gettoni a mani clienti per quanto rilevano sulla movimentazione dei titoli di credito negoziati all’apposito ufficio della Casa da gioco. Dato che ci si riferisce ad una gestione in continuità, è il caso di rivedere alcuni articoli del Disciplinare inerenti l’esclusione da determinate responsabilità da parte della Regione.
3 b) Identica premessa di cui al punto precedente. È una metodologia mirata ad un unico effetto: evitare sprechi a beneficio del ritorno degli investimenti. Trattasi di un accorgimento specifico che, dopo aver inserito nella manifestazione e/o evento mirato alla produzione costi e ricavi, ne conforta con migliore chiarezza il raffronto.







