La senatrice Erika Stefani illustra le finalità del suo disegno di legge mirante a tutelare e valorizzare i cabinati vintage.
“Quella dei videogiochi è una questione che interessa il patrimonio cultuale italiano. Il disegno di legge che abbiamo proposto in Senato riguarda questa materia e ci tengo a sottolineare che il testo, i suggerimenti sono arrivati da questi ragazzi appassionati con cui ho avuto modo di cnfrontarmi direttamente. Parlo di Michele Galasso e Simone Celotto, con cui abbiamo redatto questo disegno di legge il cui senso si comprenderà bene alla fine di questo incontro.”
Lo afferma la senatrice della Lega Erika Stefani, Segretario di Presidenza, nel suo intervento alla conferenza stampa, nella Sala Caduti di Nassirya- Palazzo Madama, di presentazione del disegno di legge a sua firma sulla tutela e valorizzazione dei cabinati vintage e che punta dunque a riconoscere il valore culturale, sociale ed educativo dei videogiochi in formato arcade.
“Noi – prosegue Stefani – abbiamo un patrimonio fatto di strumenti che hanno caratterizzato la vita di generazioni passate, affascinate dai primi esemplari di cabinati presenti nelle sale. Era un mondo in cui i giovano potevano praticare un gioco sano, un tema caldo ora che si parla anche molto di ludopatia. Il problema è che oggi un cabinato arcade originale degli anni 70, anche se privo di vincita in denaro, viene equiparato a una slot machine, quindi accenderlo in una fiera e poterlo vedere funzionare, espone a una serie di conseguenze e sanzioni. Questo è invece un patrimonio della nostra cultura e della nostra inventiva, fantasia italiana e soprattutto è un tema che per me va seguito anche nelle aule del Parlamento.”
Stefani sottolinea che “il disegno di legge è stato presentato ma non ne è ancora disponibile il testo sul sito del Senato perché esso è stato mandato in draft che cura il coordinamento delle norme e la perfetta stesura del testo. Nel frattempo abbiamo inserito una precisazione riguardo l’utilizzo degli apparecchi al fine di delimitare l’ambito di applicazione della disciplina ond evitare una possibile strumentalizzazione delle disposizioni”.
Nel giungere alle conclusioni, la senatrice Stefani spiega che “oggi è emerso che parlare di questi giochi, è un mondo appassionante e quello che vorrebbe fare il disegno di legge è curare questo tema. Oggi è tutto bloccato e si rischia la perdita di un patrimonio per una norma nata moltissimi anni fa e soprattutto in un altro contesto storico. Oggi l’utilizzo e la finalità dello strumento sono diversi e soprattutto non sono fatti con una finalità di lucro. Da un lato dunque non dobbiamo demonizzare questi giochi, dall’altro non occorre neanche santificare una norma e considerarla ineliminabile. Dietro questo tema infatti c’è anche molta ipocrisia ma la verità è che non creano compulsione o dipendenze”.







