Casinò e controlli: chi parla e chi sa, due figure differenti?

L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma sul tema dei controlli nei casinò, anche alla luce della recente audizione del Cda del Casinò di Saint Vincent in commissione e del successivo dibattito.

 

di Mauro Natta

Stavo preparando la cena in cucina e ho ascoltato una parte del Tg Regione senza poter vedere chi parlava, quindi mi sono subito trovato a commentare quanto avevo ascoltato.
Per affermare che le risposte alle domande più difficili sono state ascoltate in sede di audizione del Cda del Casinò di Saint Vincent in Regione Valle d’Aosta, pare più che normale e logico presumere che l’interrogante conosca l’argomento in modo semi esaustivo l’argomento almeno tanto da poter distinguere il facile dal difficile.

Allora è, allo stesso modo, comprensibile se una persona si domanda per quale motivo, in sede di consiglio regionale, non ha mai ascoltato da un consigliere interrogazioni su temi che possono credibilmente, non importa se facili o meno, riguardare la gestione tecnica e professionale della casa da gioco.

Ma ancor di più viene da domandarsi per quale motivo il presidente della commissione, presumendo per logica una adeguata preparazione in argomento casa da gioco, non intervenga più spesso in consiglio dove, pur non potendo affermare di seguirli tutti quando si parla di casinò; ricordo di aver ascoltato di legge 231 e di non troppo adeguati mezzi di controllo in tema di riciclaggio.

Vi sono argomenti, come ad esempio il controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi che avrebbe dovuto e dovrebbe interessare ogni consigliere regionale: il monte sul quale la gestione versa all’amministrazione regionale quale impegno economico che discende dalle norme del disciplinare.

Anche se nel richiamato documento si afferma che detto contributo assume carattere di entrata di diritto pubblico al momento del versamento alla pubblica amministrazione, mi pare evidente che l’importo del 10 percento debba essere calcolato su quanto già specificato. D’altra parte è più che evidente che il 10 percento su X è sempre esatto; o sbaglio?

Nel caso sia come vi e mi interrogo sarebbe gradita una opinione contraria, bene inteso, motivata. Ringrazio anticipatamente.

Seguitando mi piace richiamare l’assenza, forse temporanea perché potrei essermi perso lo specifico intervento, in argomento controllo dei risultati di gioco. Sicuramente il fatto riportato dal disciplinare che stabilisce la presenza, al momento della conta, di un rappresentante della Regione rientra nel controllo concomitante; nulla si dice, almeno non ho trovato, sul controllo susseguente che in altre case da gioco viene applicato.

Eppure quello richiamato ha un fondamento matematico e statistico, ciò non toglie che intenda con ciò pretendere che quello suggerito sia l’unico.

Non riesco a comprendere per quale motivo si parli e si continui a parlare di incremento dei proventi senza, a volte, tenerli distinti tra giochi da tavolo e slot e dimenticando di fare riferimento ai singoli giochi da tavolo quale ulteriore indicazione sulla qualità del gioco e della clientela.

Non è sicuramente lo scrivente che segnala la rilevanza della qualità in rapporto diretto con i proventi accessori che, in ultima analisi concorre al conforto del costo del personale e del ritorno degli investimenti.

Mio nonno materno diceva, non tanto sovente dopo una discussione: ragazzi ricordate che le parole vanno usate con estrema misura perché sono pesanti. Me lo ricordo sempre anche se mi pare non calzante mi piace.

 

Foto di Kane Reinholdtsen su Unsplash