Valle d’Aosta, Testolin decade da presidente: la Corte d’Appello conferma l’ineleggibilità

Respinto il ricorso dell’esponente Uv per il limite dei mandati. Sessanta giorni per insediare una nuova giunta.

La Valle d’Aosta perde il suo presidente. La Corte d’Appello di Torino ha respinto il ricorso di Renzo Testolin, esponente dell’Union valdôtaine, confermando la sentenza con cui il Tribunale di Aosta, il 2 maggio scorso, lo aveva dichiarato ineleggibile alla guida della Regione per la XVII legislatura disponendone la decadenza. Alla base della decisione c’è il superamento del limite dei mandati consecutivi previsto dalla legge regionale.

Il provvedimento, la sentenza n. 1578/2026, è stato depositato martedì 27 ottobre dalla prima sezione civile, presieduta da Gabriella Ratti, con relatrice Silvia Orlando e consigliere Corrado Croci. Discussa in udienza il 13 ottobre, la causa è stata decisa in camera di consiglio tre giorni dopo. Il contenzioso era stato avviato dai consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, che avevano impugnato l’elezione subito dopo le regionali del settembre 2025, in cui Testolin era risultato il candidato più votato con 3.808 preferenze.

Stando a quanto riportato dall’Ansa, i giudici hanno ritenuto infondati tutti i motivi di appello. La difesa, supportata da un parere del costituzionalista Enrico Grosso, puntava in via preliminare sull’inammissibilità del ricorso di primo grado per difetto di giurisdizione e, in subordine, di legittimazione e di interesse. Avs si era invece affidata alla consulenza del costituzionalista bolognese Andrea Morrone. Per la Corte, avendo Testolin fatto parte della giunta per tre legislature consecutive, la causa di ineleggibilità operava già per quella in corso. Come riferisce la Gazzetta Matin, nelle motivazioni si chiarisce che la deroga prevista dalla normativa regionale riguarda soltanto il terzo mandato, mentre il quarto resta comunque precluso.

Testolin aveva già lasciato la presidenza dopo il primo grado, salvo rientrare in carica a maggio grazie alla sospensione degli effetti della sentenza ottenuta con l’impugnazione. Con la pronuncia di secondo grado torna a sedere in Consiglio Valle da semplice consigliere. È stato lui stesso a comunicare la decisione al presidente dell’assemblea, Stefano Aggravi, in attesa della notifica ufficiale da parte della Corte. Scattano ora i sessanta giorni entro cui dovrà insediarsi un nuovo esecutivo.

Per la maggioranza formata da Union valdôtaine, Centro autonomista e Forza Italia viene meno il punto di equilibrio tra le diverse anime della coalizione. L’Uv ha annunciato l’apertura immediata di consultazioni interne e con gli alleati, con l’obiettivo di assicurare “stabilità istituzionale e continuità amministrativa2, mentre il presidente del movimento, Joël Farcoz, ha ringraziato Testolin e la giunta per il lavoro svolto.

Di tutt’altro tenore il commento di Avs, che parla di un quarto mandato “illegittimo e irresponsabile”. Confindustria Valle d’Aosta sollecita tempi brevi e un quadro politico stabile. Il Partito democratico, dal canto suo, avverte che non basterà cambiare il nome del presidente e si dice disponibile a valutare eventuali proposte, a patto che poggino su un programma e su una maggioranza in grado di chiudere un anno di incertezza.

Il Consiglio Valle, convocato per oggi 28 ottobre,  ha preso atto della decadenza del consigliere Renzo Testolin dalla carica di presidente della Regione e ha inoltre dato atto che la Giunta regionale – la cui presidenza è assunta dal vicepresidente,- continui in prorogatio ad assicurare l’ordinaria amministrazione, fatta salva l’adozione degli atti indifferibili e urgenti. Tale fase è prevista per un termine massimo di sessanta giorni a decorrere dal 27 ottobre, decorso il quale si verificherà ex lege lo scioglimento funzionale del Consiglio regionale, qualora non siano eletti il nuovo presidente della Regione e la nuova Giunta.