Manovra 2027, Egp-Fipe: ‘Con l’aumento del Preu a rischio il 20 per cento delle sale da gioco’

Le stime di Egp-Fipe sull’aumento del Preu: migliaia di posti di lavoro in bilico. L’appello per avviare le gare.

Un ulteriore aumento del prelievo fiscale sugli apparecchi da gioco renderebbe economicamente insostenibile la gestione di almeno il 20% delle sale specializzate, con conseguenze dirette sull’occupazione e sulla tenuta della rete fisica del gioco pubblico. Una sala su cinque, in sostanza, sarebbe costretta a chiudere, con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

La stima arriva da Egp-Fipe, l’associazione di Fipe Confcommercio che rappresenta i pubblici esercizi in cui si offrono giochi in concessione, e prende le mosse dalle indiscrezioni di stampa sulle misure che il Governo starebbe valutando per la manovra 2027. Tra gli interventi allo studio figurerebbero un incremento di un punto percentuale del Preu, il prelievo erariale unico applicato a slot e Vlt, e una proroga di tre anni delle concessioni per apparecchi, scommesse e bingo, a condizioni più onerose rispetto al passato. Misure che si inserirebbero nell’obiettivo di maggiori entrate dal comparto dei giochi fissato dal Documento programmatico di bilancio in 718 milioni di euro per il 2027, cifra che secondo alcune anticipazioni potrebbe anche crescere.

Il quadro in cui si inserirebbe la stretta è già quello di un settore in affanno. La Relazione sul settore dei giochi pubblici relativa al 2025, trasmessa dal Ministero dell’Economia, evidenzia una contrazione progressiva della raccolta, vicina al 35% rispetto al 2019, con un calo del gettito per l’Erario di circa 1,4 miliardi di euro nello stesso arco di tempo.

Per l’associazione, un nuovo innalzamento della pressione fiscale andrebbe a erodere margini operativi già ridotti, mettendo fuori mercato una parte consistente delle attività. Ma gli effetti, avverte Egp-Fipe, non si fermerebbero alle imprese e ai lavoratori. Il ridimensionamento della rete fisica autorizzata indebolirebbe il presidio del gioco legale sul territorio e spingerebbe la domanda verso altri canali, a partire dall’online, dove la componente illegale resta significativa. Con ricadute sulla tutela dei consumatori, sul contrasto al gioco problematico e, paradossalmente, sulle stesse entrate dello Stato.

Altro nodo è quello delle concessioni. Il ricorso continuo a proroghe onerose al posto delle procedure di gara, ipotizzato anche per le lotterie istantanee, il cosiddetto Gratta e Vinci, per le quali il decreto legislativo 41 del 2024 prevede già una procedura di affidamento, finirebbe secondo l’associazione per ampliare ulteriormente le distorsioni di mercato.

Da qui la richiesta di valutare l’impatto complessivo delle misure sull’intera filiera, evitando che esigenze di gettito di breve periodo compromettano la sopravvivenza delle imprese e la tenuta occupazionale del comparto. La priorità, per Egp-Fipe, resta un quadro regolatorio stabile, con lo svolgimento delle gare nei tempi previsti, condizioni di equa concorrenza tra operatori e prodotti di gioco e la salvaguardia del ruolo della rete fisica autorizzata come presidio di legalità sul territorio.